“Noi comprendiamo il mondo dal modo in cui recuperiamo i ricordi, riordiniamo le informazioni e le trasformiamo in storie per giustificare quello che proviamo” (Cit. Le verità sospese)

Le verità sospese ” (The Adderall Diaries) è un thriller del 2015 diretto da Pamela Romanowsky

Un padre e un figlio che giocano, ridono e si divertono all’aperto. Quel padre che insegna a quel figlio a guidare. La madre malata che muore, il padre che bacia un’altra. Il padre e il figlio arrabbiati, che litigano; il padre che picchia il figlio, il figlio che va via. Il padre solo in ospedale.

Queste sono le prime scene di “Le verità sospese” che svelano subito il rapporto difficile tra Neil, un padre violento e assente, e Stephen, un figlio drogato e insicuro, segnato per sempre dalle violenze fisiche e verbali del padre.

“La cosa terribile è che ero convinto di essere io quello sempre sbagliato, deleterio, da biasimare, e che meritavo quindi tutti quegli abusi che avevano marchiato la mia adolescenza” (Cit. Le verità sospese)

Nonostante tutti i problemi e le difficoltà, Stephen Elliot riesce a diventare uno scrittore di successo, amato da moltissimi lettori. Ben presto però sarà colpito da una forte crisi creativa che, neanche con l’assunzione di un farmaco, simile alle anfetamine, riuscirà a superare.

le verità sospese: padri e figli recensione l'occhio del cineasta1

Tutto cambia quando, guardando il telegiornale, viene a conoscenza della scomparsa di Nina, madre di due figli ed ex moglie di Hans Reiser, un importante programmatore, accusato dell’omicidio della donna.

Si appassiona a questo caso così tanto che decide di indagare e scriverne un libro.

Da questo momento in poi, corrono parallele la storia di Stephen e quella di Nina, anche se ben presto la scomparsa della donna viene accantonata, quasi abbandonata, per diventare marginale.

Più centrale è invece la relazione che Stephen instaura con Lana, una giornalista del New York Times, anch’essa dal passato burrascoso, conosciuta mentre indagava.

Nel frattempo, il padre di Stephen, che tutti credevano morto (come scritto nei suoi racconti), riappare prepotentemente nella vita del figlio. Il suo ritorno destabilizza e confonde lo scrittore, fa riemergere tutta la rabbia che credeva sparita e lo costringe a mettere in discussione i suoi ricordi.

“Perché pensiamo sempre che i ricordi degli altri non siano attendibili e non mettiamo mai in discussione i nostri? Io l’ho fatto, li ho modificati” (Cit. Le verità sospese)

le verità sospese: padri e figli recensione l'occhio del cineasta

Tratto dal romanzo “Troppa vita” di Stephen Elliot, “Le verità sospese” mescola realtà e finzione: reali sono sicuramente il protagonista e la sua adolescenza tormentata, fatta di droga e vita per strada, la figura di un padre violento che picchia e umilia il figlio e il caso di cronaca nera che nel 2006 tenne l’America col fiato sospeso.

Negli 84 minuti del film, si susseguono continuamente flashback che raccontano i momenti più dolorosi dell’adolescenza di Stephen, e ci fanno capire quanto lui sia ossessionato dal suo passato, che vuole a tutti i costi trasformare in una storia.

Il film del 2015, diretto da Pamela Romanowsky, con James Franco, Ed Harris, Christian Slater e Cynthia Nixon (Miranda di Sex & The City), è classificato come thriller ma di thriller ha ben poco. Non c’è suspense, né tensione; nessun avvenimento particolarmente avvincente e adrenalinico.

Il ritmo non è incalzante; non ci si emoziona né ci si spaventa.

“Le verità sospese” è un film asettico, che non coinvolge e appassiona il lettore, lasciandolo quasi indifferente, se non in quelle brevi scene in cui sembra comparire un sentimento diverso dalla rabbia e dal risentimento, un sentimento delicato, apparentemente estraneo a quel padre e a quel figlio in guerra perenne tra loro.

Il finale è inaspettato e assolutamente imprevedibile e rovescia ogni previsione.

le verità sospese: padri e figli recensione l'occhio del cineasta2

Lati positivi

  • Il momento in cui Stephen dice a Lana di essere innamorato di lei e che è l’unica persona che lo fa stare bene con sé stesso ci mostra il lato romantico e tenero di un ragazzo incattivito dagli eventi e arrabbiato con la vita.
  • Il motivo per il quale il padre torna da Stephen lascia stupito positivamente lo spettatore che non immagina ci possa essere sensibilità e affetto in quell’uomo così violento.

Lati negativi

  • Il masochismo di Stephen. Le scene in cui si fa soffocare fino a perdere i sensi o quelle in cui si fa bruciare il petto con le sigarette non sono inerenti al tema del film, distraggono lo spettatore e lo allontanano dall’argomento principale.
  • Tranne alcuni pochissimi colpi di scena, il film scorre piatto e monotono, e piuttosto ripetitivo.
  • La parrucca indossata da Amber Heard, nel ruolo Lana, che le dà un aspetto decisamente innaturale.

 

 

Luisa Pacella