Il cinema prima del cinema: Dalla Lanterna Magica al Mondo Nuovo

La città moderna, come oggi la conosciamo, è una creazione piuttosto recente che possiamo collocare alla fine del ‘800, in un terreno piuttosto fertile per fondare la cultura dell’immagine visiva che darà il via al cinema stesso, che negli anni avanti è divenuto sempre più tecnologico consegnandosi uno spettacolo visivo impensabile a inizio 1900.

Nell’800 la città erano immerse nel vuoto, nell’immobilità, luoghi privi d’immagini che sono rintracciabili esclusivamente nei dipinti situati nelle chiese, nelle ville nobiliari e nelle botteghe artigianali. Le case comuni erano spoglie d’immagini e quindi la fantasia trovava poco spazio nell’immaginario collettivo del mondo. Le storie vivevano esclusivamente nella letteratura ma anche questa non era per i comuni ma solo per i più ricchi. Il primo passo nel senso evolutivo della società delle immagini è stato compiuto dalla stampa che ha portato e diffuso iconografie nel mondo occidentale, anche se questo processo è stato piuttosto lento poiché i primi libri stampati erano molto costi e si diffusero in una cerchia ristretta e solo verso chi poteva e sapeva leggere.

La situazione vera e propria iniziò a mutare per il mondo popolare nel 500 e 600, entro un clima di grande monotonia che trovava il suo istante più eccitante nell’assistere al passaggio di un esercito o da una fiera nel paese o in quello accanto. Nelle fiere di bestiame si trovava una grande confusione di gente, di linguaggi e di spettacoli per le strade, ma era un evento importante anche una predica.  Venditori e imbonitori di ogni tipo, cantastorie, nani, saltimbanchi, bambini selvaggi e altre figure mostruose, tutto ciò che poteva attirare l’attenzione veniva mostrato a pagamento. Qui, in questo contento di fiera, fece la sua compara una nuova figura nell’ambita culturale: L’Ambulante, persona che attraversava a piedi l’Europa per vendere immagini, specialmente legate a stampe di santi e di paesaggi. Questi individui non erano ben visti dalla società, tanto da venire spesso picchiati o derubati. In questi anni comunque c’era prevalentemente un ritmo naturale e questi eventi erano piuttosto rari nella vita di un paesino.

In questo contesto all’interno delle case popolari di fine 600 e nelle feste popolari inizia a comparire un oggetto misterioso definibile come spettacolo ottici, questa è La Lanterna Magica, l’attrazione principale che catturò l’attenzione e la curiosità dell’epoca. In questo marchingegno possiamo rintracciare il primo vero collegamento al cinema.

Lanterna Magica

Wilhelm, cosa è mai per il nostro cuore il mondo senza l’amore? È come una lanterna magica senza luce! Ma appena tu vi introduci la lampada, le più belle immagini compaiono sulla parete bianca.

I dolori del giovane Werther di  Johann Wolfgang von Goethe

Viene dalla Cina, dai giochi di ombre cinesi che sono i veri antenati del cinema. La prima descrizione di quest’ oggetto viene data da un padre Gesuita Kircher in “Ars magna lucis et umbrae” (1649). Kircher aveva lavorato molti anni in Cina e probabilmente è colui che l’ha fatta conoscere al mondo portandola dal suo viaggio orientale all’occidente Europeo. Tuttavia, nonostante la sua importanza come strumento visivo esistono illustri antenati della Lanterna Magica anche in Occidente come la Camera Oscura che puntata verso un monumento permetteva di ottenere l’immagine capovolta su una lastra di vetro coperta da una tela. In questo modo si potevano ottenere disegni molto precisi e tale tecniche è stata usata nel 600 da molti illustri pittori.

La Lanterna Magica era una scatola con dentro una grande candela e una lente anteriore, che proiettava sulle pareti di una sala buia delle figure disegnate sul vetro. Grazie allo specchio convesso la luce della fiamma riusciva a proiettare l’immagine capovolta dal vetrino sulla parete esterne, ma attraverso l’uso di un ulteriore lente questa si raddrizzava in maniera che i nostri occhi possano vederla nel modo corretto. Tale impianto e gioco di lenti è simile, seppur con le divergenze, al funzionamento della vista dell’essere umano.

Tale strumento si diffuse con una duplice applicazione: quella fantastica e quella didattica, ovvero di attrazione e cultura, che rispecchia anche la duplice faccia del cinema stesso. Attraverso dei vetrini venivano mostrati animali, luoghi o elementi legati al mondo fantastico. Perfino il mondo ecclesiastico della chiesa inizio a sfruttare per scopo religioso tale strumento visivo attraverso l’uso d’illustrazioni che proponevano l’inferno e il paradiso. Famosi del resto sono i numerosi vetrini della Lanterna Magica in cui comparivano oggetti ancorati alla realtà uniti a forme del fantastico – mitologici, come unione di draghi ed elefanti, ma in questo contesto va asserito che nel mondo pre – scienza non esisteva una reale distinzione tra immaginario e verità scientifica, come possiamo notare leggendo i Bestiari Medievali in cui il mito diviene realtà.

Inizialmente si proiettava un immagine fissa, ma poco a poco è stato possibile mostrare delle immagini in movimento: si poteva scorrere due o più lastre insieme dando l’impressione di un azione in corso ( movimento), questa innovazione della Lanterna Magica ebbe un importanza specialmente nella suggestione spiritica e d’insegnamento in grado di coinvolgere maggiormente il pubblico che rimaneva affascinato da questa magia. Il tutto veniva esaltato dalla figura dell’Imbonitore, un uomo che dal vivo commentava le figure che la massa guardava.

Il Mondo nuovo

Successivamente alla Lanterna Magica ci fu un altro strumento tecnologico che ha portato l’umanità verso la costruzione del cinema così come lo conosciamo oggi ed è Il Mondo Nuovo, che aveva una funzione inversa alla Lanterna Magica, che si avvicinava maggiormente al senso stesso di sala cinematografica. Ne Il Mondo Nuovo la proiezione non era su un muro e dunque collettiva ma l’individuo era costretto a guardare dentro una scatola, la quale poteva essere piuttosto alta, quasi come la stessa persone. Qui si potevano osservare immagini costituite da dipinti su carta colorata a mano, spesso con particolari intagliati e capitava che durante le rappresentazione venivano calate delle figure umana snodate che venivano animate grazie all’uso di dei fili, come dei burattini.

Se La Lanterna Magica si poteva usare esclusivamente al buio, Il Mondo Nuovo era un invenzione che viveva all’aperto, al sole e nelle piazze e in essa si mostravano esclusivamente i paesaggi, luoghi e città oltre fatti storici e cerimonie. Fu proprio questo strumento che diffuse nel mondo gli eventi della Rivoluzione Francese e della decapitazione stessa di Maria Antonietta mostrandole attraverso delle immagini visive suggestive.

Il mondo nuovo e la lanterna magica richiedevano spiegazioni, le immagini da sole ad un pubblico non significavano niente, così venivano accompagnate da una voce narrante (L’IMBONITORE). In questo periodo la comunicazione fra persone in carne ed ossa era essenziale, l’informazione passava da persona a persona. Questi imbonitori chiedevano al pubblico un compenso economico in cambio della visione.

La nascita della Fotografia

Nel 1826 Niepce sperimentò l’impressione di un immagine su una lastra di gelatina, e brevettò la scoperta della fotografia. Le prime fotografia usavano lastre di gelatina poco sensibili alla luce. Le foto erano brutte cosi nacquero i calotipisti, persone che ritoccavano le immagini, che diventavano una via di mezzo tra realtà e fantasia. Il governo francese acquisto il brevetto e liberò l’invenzione dai diritti in modo che si potesse sviluppare liberamente. La prima fotografia è stata realizzata da J. N. Niépce ed è intitolata Vista dalla finestra a Le Gras del 1826. Per realizzarla sono servite otto ore di tempo d’esposizione.

Tramite la fotografia, nasce il fenachistoscopio di Plateau (1833), cerchio di carta con diverse pose di una persona, se girato velocemente dava l’impressione del movimento. Nel 1892 Emile Reynaud proiettava a Parigi disegni in movimento, creando scenette di un minuto. Anche in questo strumento possiamo trovare alcuni trucchi che mescolano la realtà con la fantasia. Il termine fenachistoscopio deriva dal greco φενακίζειν e tale parola significava Imbrogliare, infatti attraverso questo strumento si andava a imbrogliare l’occhio che aveva l’idea di assistere a un movimento degli oggetti disegnati dove questo effettivamente non c’era.