l'amore bugiardo - gone girl locandina

Gone Girl – L’amore bugiardo: la malattia dei media

Recensione e scheda film di L' Amore Bugiardo - Gone Girl del 2014 diretto da David Fincher, un thriller drammatico con Ben Affleck e Rosamund Pike.


Scheda Film
Recensione
Scheda Film

Gone girl – L’Amore bugiardo: Scheda film

Titolo originale: Gone Girl  

Anno:  2014

Paese di produzione: Usa

Genere: Thriller, Drammatico

 

CAST TECNICO 

Regia: David Fincher

Sceneggiatore: Gillian Flynn

Montaggio: Kirk Baxter

Dop: Jeff Cronenweth

Musica:

Aspect Ratio: 2.35 : 1

Durata: 2 hr 29 min 

Produzione: New Regency Pictures, Pacific Standard

Distribuzione: 20th Century Fox Italia

 

CAST ARTISTICO

Ben Affleck, Rosamund Pike, Missi Pyle, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Kim Dickens, Casey Wilson, Patrick Fugit, Scoot McNairy, Emily Ratajkowski, Boyd Holbrook, Lee Norris

Recensione

Gone girl – L’Amore bugiardo: Recensione

– Noi non siamo noi stessi, solo quando siamo innamorati diventiamo noi stessi

– Sorpresa!

– Siamo avvelenati. Noi ci completiamo l’un l’altro nel più detestabile, peggiore modo possibile      

cit. Gone Girl

L’ Amore Bugiardo (Gone Girl; 2014)  è la trasposizione dell’omonimo romanzo realizzato nel 2012 da Flynn realizzata da David Fincher uno dei migliori cineasti del duemila sfornando opere dal calibro di Seven e Fight Club, ormai entrati di diritto nello scaffale visivo di un amatore di cinema.

In Gone Girl non possiamo che rintracciare tematiche importanti della società contemporanea nata intorno al 2005 con l’avvento dei social. Lo sceneggiatore e romanziere tratta di questi tempi malsani inserendo nel suo incipt narrativo il femminicidio, di cui purtroppo, sentiamo costantemente parlare dai più variegati notiziari e talk – show.  Il merito di questa opera e di andare a trattare dei due temi portanti: femmicidio e cultura del mass media attraverso una chiave psicologica innovativa fatta di suspense. 

I Mass Media nel film

l'amore bugiardo - gone girl scena

I Media vengono collegati al significato di Business che, ormai ha avvolto ogni cosa, tanto che le notizie e i lutti altrui divengono un mezzo a favore dei giornalisti per creare scoop e guadagni. Questo strumento possiede il dono di entrare nel cervello della gente, nel bene e nel male. I programmi tv riescono a far nascere certezze, dubbi e paure divenendo quasi delle divinità, che conoscono il giusto e il male: se in un crimine si indica un individuo come omicida gli spettatori andranno ad accettare tale notizia come  certa.

La televisione, in primis, internet in seconda ( ma con molta meno forza, poiché in questo universo esistono moltissime voci in capitolo, mentre in tv no, ma solo una o due) vanno a trasformare tutto in evento pubblico riuscendo a far divenire semplici individui delle star del momento, o rendendole degli assasini. Gli show stanno togliendo potere giuridico ed esecutivo alla giustizia che si sta spostando sempre più nei saloni dello spettacolo che va a formare l’opinione pubblica così importante nella nostra società, che però si basa su opinione di gente incompetente in materia. 

l'amore bugiardo - gone girl scena

Tutto questo impianto esiste per un singolare motivo, a cui purtroppo non possiamo nasconderci: la massa è interessata a questi Show, tutti noi abbiamo voglia di vivere dentro queste storie, proviamo ( da sempre) un grande fascino verso i Killers,  però è un conto leggere o guardare opere di genere Thriller un conto sono le storie reali e non di pura creazione mentale.  La cronaca nera va alla grande, i programmi tv ottengono un ottimo audience, essenziale per mantenersi in vita, quindi perché devono smettere di trattare argomenti d’interesse pubblico? Così cavalcano l’onda trasformando semplici persone coinvolti nel delitto in vere star del momento.

L’amore bugiardo – Gone Girl: la malattia dei media

Trama

Una giovane donne scompare il giorno dell’anniversario del suo matrimonio. Il marito al suo ritorno a casa trova un mobile distrutto e nessuna traccia di lei, segnale che è accaduta una colluttazione violenta. La polizia immediatamente lo interroga, lo considera come unico sospettato. Ben presto spunteranno nuovi indizi proveniente dal diario della donna in cui lei scriveva d’aver paura del marito, il quale la maltrattava. Tali notizie giungono ai media e tutti andranno a ritenere l’uomo un assassino. Come in tutti i casi reali, il marito è sempre ritenuto l’assassino, ma sarà lui? Tutti, e soprattutto i media lo definiranno uno psicopatico ancor prima del processo.

Ben Affleck and Rosamund Pike in Gone Girl (2014) recensione

Analisi filmica

Nel complesso il risultato finale è di livello: la sceneggiatura fila bene, i dialoghi costruiti non sono insulsi o detti così per dire, ma chiari e concisi. Il montaggio tramite i suoi salti nel mondo di Amy e in quelli dell’indagine riescono a mantenere attiva la concentrazione dello spettatore senza annoiare, le 2h: 30 passano via leggere.

La regia è precisa, ordinata, priva di fronzoli artistici che rendono il tutto commerciale, poiché in modo semplice ed efficacie narra semplicemente le vicende: questa scelta lo rende capibile immediatamente, senza aver bisogno di più visioni (come può accadere nelle pellicole di Lynch). E’ un classico film. Per analizzarlo lo dividerei in due parti:

La prima parte del film ( da qui qualche spoiler) è leggermente banale. Il tutto è un thriller ma la suspense è completamente assente. Questa parte funziona solamente grazie alla lettura del diario, che riesce ottimamente a dare il ritmo alla storia. Il vero guaio narrativo, più che registico, è che noi siamo sempre a favore del marito: neanche per un istante l’ ho creduto colpevole, ma anzi mi ha inspirato simpatia. Dopo un quarto d’ora ero sicuro che il mistero fosse dietro le buste, il loro gioco ad indovinelli con cui dovevano rintracciare il loro regalo d’anniversario; ho sempre ritenuto che lei fosse scappata, che lo volesse per qualche strana ragione punirlo, che lei aveva finto tutto, che lei stufa di come lui si comportava con lei, maltrattandola  aveva deciso di vendicarsi. Suspense zero, ansia zero. Si comprendeva subito, dal fatto che la polizia non lo arrestava, che in qualche modo Nick sarebbe riuscito a cavarsela, senza guai

La seconda parte si apre con la dolce sposina in macchina che abbandona per sempre la sua vita, fingendosi morta. Lo spettatore scopre che la donna intelligentissima è praticamente pazza, falsa. Aveva scoperto che lui la tradiva, che il suo matrimonio era agli sgoccioli, che lui non l’amava più: tutto ciò per la sua mente era troppo, doveva dare una lezione a quell’ ingrato.  La suspense non compare magicamente, anzi quel pizzico di tensione che era presente si elimina, dato che noi ormai sappiamo tutto.  Bravura registica è stata quella di riuscire a incuriosire lo spettatore, vogliamo scoprire come si comporterà Amy e siamo attratti dal suo carattere, freddo e calcolatore. Ovviamente, come in ogni buon film, non tutto va bene, il piano della finta defunta non fila lisciamente ma trova dover affrontare dei guai e così modificare in corsa l’obbiettivo finale. La storia del marito passa in secondo piano, fortunatamente, lasciando lo spettatore concentrato sulle azioni della mente contorta di lei. Da questo momento in poi la banalità svanisce e tutto si svilupperà in un modo inaspettato. 

Il finale è l’anti-banalità. E’ questa traccia della storia che rende il film godibile e apprezzabile nel suo insieme

L’amore bugiardo – Gone Girl: la malattia dei media

Indubbiamente è un opera registica di valore, è un buon film da vedere al cinema, anche se inferiore ad altri lavori di Fincher. Una nota positiva è l’interpretazione degli attori ( Rosamund Pike e Ben Affleck)  che è perfetta, pienamente adatti e calati nella parte.

Nate è un uomo leggermente insensibile, che gli piacciono le donne e fare dei bei sorrisi finti; mentre lei inizialmente è una dolce e intelligente mogliettina che quando scopre del tradimento del marito mostra il suo lato nascosto, come fredda e spietata calcolatrice che in ogni modo possibile cercherà di ottenere i suoi scopi, riuscendo a giocare tutte le sue carte prendendosi anche qualche rischio.

Note positive

  • La sceneggiatura
  • La prova attoriale, in special modo quella di Rosamund Pike
  • La critica ai media

Note negative

  • La narrazione è leggermente troppo classica
  • Svela troppo presto l’innocenza del marito

 

Newsletter Updates

Enter your email address below to subscribe to our newsletter