L'amica geniale - recensione serie prima stagione

L’amica geniale: un romanzo divenuto serie tv

Trailer Ufficiale de “L’amica geniale” – La prima stagione

Trama de L’amica geniale

La serie inizia con una donna anziana (Elena), essa scopre attraverso una lettera, che la sua amica d’infanzia (Raffaella) è scomparsa senza lasciare alcuna traccia. La donna, divenuta ormai scrittrice, inizia così a ripercorrere tutti i ricordi legati al rapporto con la sua amica, tornando con la mente agli anni ’50, periodo in cui le due bambini si conoscono tra i banchi della scuola elementare del quartiere. Le due costruiranno negli anni un rapporto di amore/odio, ognuna sarà l’amica geniale dell’altra, così amata, eppure così invidiata, per tanti motivi che scopriremo solo nel corso delle varie puntate.

La prima stagione si concentra sull’infanzia delle due bambine e di come sia nato il loro rapporto, le difficoltà familiari affrontate per mandarle a scuola, in un quartiere e in un periodo storico che sopprime le persone, cercando di imprigionarle all’interno delle proprie mura casalinghe, in modo da non avere problemi al di fuori e lasciando il mondo nelle mani di coloro i quali grazie ai loro soldi riescono a primeggiare su chiunque.

Recensione de L’amica geniale – La prima stagione

 Tu sei la mia amica geniale, devi diventare la più brava di tutti, maschi e femmine

Lila – L’amica geniale

L’amica geniale è l’adattamento televisivo dei quattro romanzi scritti da Elena Ferrante. Questa serie tv, così come i romanzi originali, racconta l’amicizia tra due bambini e nel corso delle stagioni, segue la loro crescita che le porta ad affrontare le difficoltà di essere donne in un mondo governato da uomini, le difficoltà legate all’istruzione, a tutto ciò che riguarda l’ambito lavorativo e il periodo storico retrogrado in cui non vi era possibilità di emergere senza chiedere favori e sottomettendosi a coloro i quali avevano il potere e lo sfruttavano solo per il proprio tornaconto, umiliando tutti gli altri che non potevano elevarsi al loro livello.

In questo scenario così amaro, si svolgono le vite di queste due bambine che hanno solo un sogno, studiare e diventare persone civili che non hanno bisogno di chiedere aiuto a nessuno per raggiungere i loro scopi e loro sogni.

“Vediamo chi la spunta questa volta, mi sono detta. Ho acceso il computer e ho cominciato a scrivere ogni dettaglio della nostra storia, tutto ciò che mi è rimasto in mente”.

cit. Lenù – L’amica geniale

La prima stagione segue, in maniera quasi del tutto fedele, il primo romanzo della saga letteraria scritta da Elena Ferrante da cui prende nome la serie, ovvero L’Amica Geniale

Scopri la recensione della seconda stagione de L’Amica geniale – Storia di un nuovo cognome

Analisi de L’amica geniale

Questa trasposizione, oltre a rappresentare nei particolari e al meglio, l’opera originale di Elena Ferrante, riesce a trasportare il telespettatore in una realtà che pensandoci un po’ su, ha coinvolto i nostri nonni, i nostri genitori. Sembra qualcosa di così lontano da noi, eppure si parla di un periodo così vicino, un periodo che non permetteva a nessuno di dimostrare le proprie capacità. Non tutti potevano permettersi un’istruzione, non tutti volevano che i proprio figli avessero un’istruzione, preferivano che “imparassero il mestiere”, perché convinti che l’unico modo per vivere, sicuramente non in modo dignitoso, ma riuscendo comunque a mettere il cibo in tavola per la propria famiglia, era quello di lavorare. Lo studio veniva visto come una perdita di tempo.

Però, Lenù e Lila non la pensano così, e con i primi soldi ottenuti, comprano un libro: “Piccole donne”, che le porterà a viaggiare con la fantasia, in un mondo in cui non era permesso viaggiare con il corpo. Si ritroveranno ad innamorarsi della lettura, della scuola, dei libri.

La RAI, seppur in collaborazione con HBO e Tim Vision, riesce a realizzare un prodotto vero, che si discosta totalmente dalle fiction italiane a cui siamo stati abituati nel corso degli anni dalla televisione italiana. Realizza un progetto che si pone l’obiettivo di raggiungere tutti, dai più piccoli ai più grandi, coinvolgendo, trasportando e appassionando totalmente lo spettatore che si ritroverà a condividere insieme alle due bambine, tutte le difficoltà, ma anche le piccole gioie, le amicizie e i divertimenti che oggi diamo per scontato, ma che un tempo, rappresentavano una via di fuga dalla monotonia che si era costretti a vivere. Una passeggiata in riva al mare, una fuga di qualche ora dal proprio quartiere, possono portare ad attimi di felicità che restano impressi nella mente e tornano prepotentemente a farsi sentire, di fronte alla scomparsa della persona con la quale si sono vissuti.

Il cast de “L’amica geniale”

In questa prima stagione, un riconoscimento va alle due bambine protagoniste, che nonostante la tenera età, riescono a far trapelare emozioni e sensazioni anche da un semplice sguardo. Così come tutti i personaggi di contorno. Molti di loro si sono ritrovati alla prima esperienza televisiva, o comunque la prima volta in una grande produzione, ma sono riusciti tutti a rendere questa serie un piccolo gioiellino italiano, riconosciuto anche all’esterno e di cui andarne fieri. Man mano che si andrà avanti, le protagoniste verranno sostituite perché la serie ricopre un arco narrativo di circa sessanta anni, ma le nuove interpreti, saranno al livello delle precedenti, non deludendo le aspettative.

Note Positive

  • Cast giovane e all’altezza
  • Trasposizione quasi perfetta del libro
  • Ambientazione e fotografia.

Note Negative

  • Gli avvenimenti drammatici permettono al telespettatore di immedesimarsi totalmente e a volte si viene travolti da un senso di angoscia e malinconia.

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