La vita immortale di Henrietta Lacks: una storia vera

Dott. George Gey: “Sul finire della sua vita, io mi sono chinato sul suo letto d’ospedale; lei era già incosciente e le ho sussurrato: Le sue cellule aiuteranno tante persone e la renderanno immortale” (Cit. La vita immortale di Henrietta Lacks)

Nel 2010, negli Stati Uniti viene pubblicato il primo libro della scrittrice e giornalista medico-scientifica Rebecca Skloot, La vita immortale di Henrietta Lacks “, uno dei libri più venduti di quell’anno.

Henrietta era una donna statunitense di colore realmente esistita, madre di 5 figli, che viveva a Clover, un villaggio di Baltimora, e lavorava nei campi di tabacco.

LA VITA IMMORTALE DI HENRIETTA LACKS Recensione

Nel 1951, a soli 31 anni, morì per un tumore al collo dell’utero. I medici, senza chiedere il consenso della donna e dei suoi familiari, durante una biopsia, le prelevarono delle cellule tumorali.

Ben presto si accorsero che queste erano cellule speciali, immortali, continuavano a vivere fuori dal corpo, quindi potevano essere trasmesse in vitro senza morire. Queste cellule, denominate Hela (dalle iniziali della donatrice), permisero di eseguire esperimenti mai fatti prima su pazienti in vita; furono utilizzate anche per testare il vaccino della poliomielite, per mappare i primi geni e per sviluppare alcuni tra i principali farmaci antitumorali.

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Dalle cellule di Henrietta si è sviluppata un’industria miliardaria, ma neanche una piccola parte dei proventi che ne derivarono fu devoluta alla sua famiglia, che rimase all’oscuro di tutto per moltissimi anni.

Nel 2017, sette anni dopo l’uscita del libro della Skloot, il regista George C. Wolfe ha deciso di far conoscere a tutti la storia di Henrietta Lacks, descrivendo abbastanza dettagliatamente anche la nascita del libro.

Il film inizia con scene in bianco e nero ambientate nei primi anni 50, e con interviste e articoli di giornale che parlano della scoperta delle cellule “immortali” e dei progressi che hanno portato in medicina nel corso degli anni.

Dagli anni ‘50 si passa al 1999, anno in cui la scrittrice inizia le ricerche e le indagini per la realizzazione del suo saggio. Rebecca, interpretata da Rose Byrne, incontra i figli e il marito di Henrietta e cerca di stabilire con loro un rapporto di fiducia e di sincerità, che le permetterà di raccogliere più notizie possibili.

Difficile e a volte molto complicato, fatto di scontri e incomprensioni, risulterà però il rapporto con Deborah, la figlia minore di Henrietta e la più desiderosa di conoscere la verità su sua madre.

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Deborah, interpretata da Oprah Winfrey, ha 50 anni ed è una donna scontrosa e diffidente, che ama immensamente sua madre, morta quando lei aveva solo 2 anni.

“Mi manchi mamma…Vorrei poterti vedere e stringere tra le mie braccia come facevi tu con me, perché io sono parte di te e tu sei parte di me” (Cit. La vita immortale di Henrietta Lacks)

Tante sono le persone che Rebecca incontra durante le ricerche, tante le storie e i ricordi che si susseguono, che animano la trama e appassionano lo spettatore, che spesso inorridisce per la crudeltà e la sofferenza che Deborah e la sua famiglia hanno dovuto sopportare.

Ne “La vita immortale di Henrietta Lacks”, il regista non si limita a raccontare l’importanza che le cellule di Henrietta hanno avuto in campo biomedico, ma si concentra anche sui sentimenti, quelli veri e profondi, e sulla figura di Henrietta, una donna forte, generosa, gentile con tutti e che sapeva tirare fuori il meglio dalle persone, la cui identità è rimasta nell’ombra per molti decenni.

Il film è assolutamente consigliato e adatto a tutti quelli che vogliono conoscere un evento importante che ha cambiato per sempre la storia dell’umanità, emozionandosi e commuovendosi.

LATI NEGATIVI

  • È dato poco spazio alle ricerche che Deborah conduce parallelamente per conoscere quello che è successo a sua sorella maggiore, Elsie, ritardata e rinchiusa nel Crownsville State Hospital, dove morì misteriosamente.

LATI POSITIVI

  • L’utilizzo dei flashback che riportano indietro nel tempo e ci fanno immergere pienamente nella storia.
  • La straordinaria interpretazione di Oprah Winfrey, che sa farci vivere le emozioni sofferte e dolorose di una donna che vuole conoscere meglio sua madre, la cui assenza è così forte da lasciare per sempre un enorme vuoto.
  • Molte scene toccanti con dialoghi commoventi e spesso strazianti.

 

Luisa Pacella

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