La ricerca della felicità – Il coraggio di un padre, la tenacia di un uomo

la ricerca della felicità film locandina

La ricerca della felicità

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Titolo originale: The pursuit of Happyness

Paese: Stati Uniti

Anno: 2006

Genere: drammatico

Produzione: Overbrook Entertainment, Escape Artists, Columbia Pictures Corporation

Distribuzione: Medusa

Durata: 117’

Regia: Gabriele Muccino

Sceneggiatura: Steve Conrad

Montaggio: Hughes Winborne

Fotografia: Phedon Papamichael

Scenografia: J. Michael Riva

Musiche: Andrea Guerra

Costumi: Sharen Davis

Attori: Will Smith, Jaden Smith, Thandie Newton, Dan Castellaneta, Brian Howe, James Karen, Kurt Fuller

Trailer Ita “La ricerca della felicità”

Recensione di La ricerca della felicità

Christopher Paul Gardner è un imprenditore statunitense nato nel 1954 il quale, durante i primi anni ’80, visse un difficile periodo di povertà, che lo portò persino a perdere la casa e lo lasciò per strada assieme al figlio, Christopher Jr, prima di cambiare del tutto la sua vita grazie ad un programma di tirocinio per broker. Nel 2006 è stato pubblicato il libro di memorie di Chris e, sempre nel 2006, venne tratto da questo stesso libro il film “La ricerca della felicità”, per la regia di Gabriele Muccino e la produzione di Will Smith, anche protagonista del film, assieme al figlio Jaden.

Trama di La ricerca della felicità

Tra le vie di San Francisco, nel 1981, Chris Gardner è un giovane e brillante venditore che, convinto delle sue capacità, ha tentato la fortuna investendo tutti i suoi risparmi per uno stock di scanner medici ideati per rilevare la densità ossea dei pazienti. L’investimento non sembra aver portato grandi guadagni a Chris, dal momento che la maggior parte dei medici ritiene il macchinario fin troppo costoso per l’utilizzo che se ne fa. La situazione economica, per la famiglia del giovane venditore si fa sempre più difficile, tanto che la moglie Linda, ormai sfinita dal lavoro e dalle continue promesse del marito, decide di lasciare lui ed il figlio Christopher e di andare a cercare fortuna a New York. Chris si trova quindi a dover badare da solo al figlio, e mentre continua a tentare di vendere i suoi scanner, un giorno vede un uomo scendere dalla sua Ferrari e dirigersi al lavoro, scopre che egli fa il broker per un’azienda, la Dean Witter, e decide di tentare anche lui di entrare a farne parte. Inizia presto infatti un periodo da stagista della durata di 6 mesi, periodo durante il quale però non percepisce alcuno stipendio. Diviso quindi tra la vendita degli ultimi scanner e lo stage, Chris, sfrattato prima da casa e poi dalla stanza di un motel, in condizioni ormai disperate ed umilianti, deve occuparsi del proprio figlio, ed impegnarsi con tutte le forze per ottenere il lavoro.

Analisi di La ricerca della felicità

   

Fu in quel momento che cominciai a pensare a Thomas Jefferson, e alla dichiarazione d’indipendenza, quando parla del diritto che abbiamo alla vita, libertà e ricerca della felicità, e ricordo di aver pensato, come sapeva di dover usare la parola ricerca. Perché la felicità è qualcosa che possiamo solo inseguire, e che forse non riusciremo mai a raggiungere, qualunque cosa facciamo, come faceva a saperlo?

La ricerca della felicità

La felicità è certamente uno dei concetti astratti più complicati da comprendere e uno di quelli su cui l’uomo si sofferma maggiormente a riflettere. Gabriele Muccino (e Steve Conrad alla scrittura) si ferma però al passo precedente, concentrandosi sull’aspetto della “ricerca”; l’uomo deve agire ponendosi sempre l’obbiettivo di essere nella condizione di poterla inseguire la felicità, di vederla e di poterla raggiungere. Il protagonista Chris infatti, tramite le parole di Thomas Jefferson, parla di diritto alla ricerca della felicità, accostandolo al diritto alla vita e alla libertà. Per lo stesso protagonista vi è un momento di svolta all’interno del film, quando si imbatte nel broker che, sceso dalla sua Ferrari, si prepara ad andare al lavoro. Chris, dopo avergli detto “Senta avrei due domande da farle: che lavoro fa? E come si fa?”, si guarda attorno e si sente circondato dalla felicità e sente di volere anche lui la possibilità di sentirla e di viverla.

Hey! Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. Neanche a me. Ok? Se hai un sogno tu lo devi proteggere. Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare. Se vuoi qualcosa, vai e inseguila. Punto.

La ricerca della felicità

L’aspetto a cui il regista cerca di dare maggior risalto all’interno de La ricerca della felicità però, non è semplicemente l’aspetto della ricerca, ciò che colpisce e che deve emergere è il modo, è il come il protagonista, Chris, vive questa ricerca. Egli si dimostra un uomo dotato di una grande costanza, un uomo capace e molto determinato, che conosce bene il suo valore e, pur dovendo affrontare numerose difficoltà, non molla mai perché convinto di potercela fare.

Tesoro, tu sei felice? Perchè se sei felice tu, io sono felice ed è questo quello che conta!

La ricerca della felicità

Ma Chris non è mosso dalla semplice fiducia in sé stesso, alla base di tutto c’è il piccolo Christopher, suo figlio; assicurargli un futuro, dare anche a lui la possibilità d’inseguire la felicità è l’unica cosa veramente importante. Il personaggio interpretato da Will Smith si rende conto fin da subito di quanto le possibilità per il suo giovane figlio siano limitate nelle loro condizioni presenti; fuori dalla scuola dove lo porta tutte le mattine infatti vi è la scritta “Happyness”, poi ripresa intelligentemente nel titolo originale del film.

Christopher porta leggerezza, dimostra molta empatia verso il padre in difficoltà, lo ringrazia per essere “un bravo papà”, gli racconta simpatiche barzellette e in una scena da pelle d’oca, quando padre e figlio toccano il fondo, perché costretti a dormire nel bagno di una metropolitana, il piccolo Christopher chiude gli occhi per un secondo e immagina un mondo meraviglioso intorno a loro, dimostrando così quanto la mente spensierata di un bambino, possa gioire anche nelle disgrazie e dare un po’ di sollievo anche a chi lo circonda.  

La ricerca della felicità è un film sui valori della vita, un film che spinge a migliorarsi e a crederci sempre. Un film che commuove e che regala tanta felicità.

NOTE POSITIVE

  • Regia
  • Il tema del lungometraggio
  • Interpretazioni
  • Messaggio
  • Rapporto Padre-Figlio

NOTE NEGATIVE

  • Nessuna in particolare

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