La Cosa: neve e ghiaccio si tingono di rosso

La Cosa: neve e ghiaccio si tingono di rosso 1

La Cosa

Titolo originale: The Thing

Anno: 1982

Paese: Stati Uniniti d’America

Genere: Horror, Fantascienza

Casa di produzione: Universal Pictures

Prodotto da: David Foster, Lawrence Truman

Durata: 1hr e 49 (109 min)

Regia: John Carpenter

Sceneggiatura: Bill Lancaster

Montaggio: Todd.C Ramsay

Dop: Dean Coundey

Musiche: Ennio Morricone

Attori: Kurt Russel, Wilford Brimley, T.K Carter

Trailer italiano del La cosa

Trama del film La Cosa

Antartide, 1982, una squadra di ricerca proveniente dagli Stati Uniti d’America e guidata da R.J. MacReady (Kurt Russel) si imbatte in un conflitto a fuoco con due membri di una squadra Norvegese, che precedentemente cercava di catturare e uccidere un esemplare di siberian husky.

I due Norvegesi perdono la vita. Ma perché questi due ricercatori inseguivano e volevano uccidere questo cane a tutti i costi?

Mc Ready, insospettito da questo comportamento, che ha del paranormale, esegue delle ricerche, che lo porteranno a scoprire che la troupe norvegese ha risvegliato una strana creatura che dimorava nel profondo dei ghiacci.

Inizierà così per il protagonista e per i suoi compagni una lunga e sanguinosa caccia, dove però loro saranno le prede.

Recensione del film La Cosa

“Qui tra noi c’è qualcuno che non è quello che sembra”

— McReady

Tratto dal racconto La cosa di un altro mondo, di John Campbell, che già aveva ispirato l’omonimo film prodotto da Howard Hawks nel 1951, La Cosa è un cult assoluto, un film simbolo della fantascienza dei primi anni ottanta, che nonostante i bassi incassi alla sua uscita (dovuti principalmente alla distribuzione contemporanea di un altro grande classico del genere, ovvero E.T. l’extraterrestre di Steven Spielberg) troverà poi fortuna e consensi sia da parte del pubblico che della critica.

Sesto Lungometraggio del regista, Carpenter crea uno splatter a sfondo fantascientifico, seguendo la scia del recente successo Alien di Ridley Scott, senza però dimenticarsi d’inserire all’interno della storia quelle forti critiche alla società e alla politica che hanno sempre caratterizzato il suo operato.

Con quest’opera Carpenter, dimostra di essere uno dei registi più innovativi e versatili della seconda metà del ventesimo secolo e uno dei maestri indiscussi del cinema horror.

Il regista fa un utilizzo sapiente della macchina da presa, muovendola nel modo giusto al momento giusto, riuscendo ad alternare in modo perfetto momenti d’intensa claustrofobia (vedi le scene nei corridoi e cunicoli della base) a campi lunghi dove la vastità del paesaggio Antartico riesce comunque a far sentire lo spettatore in trappola e facendolo immedesimare con ciò che sta guardando.

Elemento essenziale della pellicola sono anche i grandiosi effetti visivi di Rob Bottin, che malgrado siano molto artigianali, realizzati mediante trucco, animatronics e CGI sono tutt’ora realistici e non sfigurano vicino agli effetti speciali moderni. La colonna sonora che accompagna il film, realizzata da Ennio Morricone, ricorda molto per sonorità e composizione le tracce dei film precedenti del regista, e mantiene i toni cupi del film.

Il comparto attoriale è ben diretto e porta sullo schermo personaggi molto diversi tra loro, accomunati però dalla voglia di sopravvivere e sconfiggere l’orribile mostro. Nota di merito per Kurt Russel, che qui interpreta molto bene un personaggio rude, coraggioso ed estremamente determinato, e che spicca per eroismo rispetto ai co-protagonisti della storia.

Il vero protagonista del film è però La Cosa, il mostro, l’alieno, che ha come suo unico istinto quello di disintegrare tutto ciò che incontra, incorporandolo a se e prendendone la forma, ed è proprio questo che contraddistingue questo essere. La creatura non mostra il suo aspetto originario, ma si limita a specchiare ciò che vede, rendendosi così invisibile a chi gli sta intorno.

Nonostante paura e ansia siano protagoniste, quella di suscitare terrore nello spettatore non era l’obbiettivo principale di Carpenter, che mirava invece a mostrare la fragilità dell’essere umano davanti alle avversità e a sottolineare che, come dicevano grandi filosofi come Thomas Hobbes, l’uomo non è un animale sociale, non cerca amici, ma si allea con loro per puro interesse, ed è disposto a sacrificarli per salvaguardare se stesso.

“La Cosa è un capolavoro impareggiabile di suspanse inarrestabile, eccesso visivo che distrugge la retina e terrore nichilista, che mette 12 uomini in una stazione Antartica mentre un mutaforma li prende uno per uno “

— Empire

Note positive

  • Regia
  • Effetti speciali
  • Scrittura dei personaggi
  • Il film riesce a intrattenere e far riflettere contemporaneamente chi lo guarda

Note negative

  • Il finale aperto non chiarisce la sorte dei due personaggi rimasti

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