Interstellar: Tutto succede infinite volte

Trailer del film Interstellar

Recensione di Interstellar

Ciao papà. Che gran figlio di puttana. Non ne ho mai registrato uno quando rispondevi perché ero furiosa che te ne fossi andato. E poi quando hai scelto il silenzio mi è sembrato di dover accettare quella tua decisione. Ma oggi è il mio compleanno ed è un compleanno speciale perché tu mi hai detto… tu mi hai detto che al tuo ritorno avremmo potuto avere la stessa età. E oggi ho gli anni che avevi tu quando sei partito. Quindi questo sarebbe un ottimo momento per tornare.

Cit. Interstellar

Queste parole sono pronunciate da Murphy Cooper la figlia dell’astronauta, interpretato da Matthew McConaughey, che insieme a un piccolo gruppo di cosmonauti si avvia a compiere una complessa e fondamentale missione spaziale, salvare il pianeta Terra e l’umanità trovando un nuovo habitat in cui è possibile ricreare una nuova civiltà, ma per farlo abbandona la sua piccola figlia e il viaggio spaziale non è solo spaziale ma anche temporale e il tempo sui vari pianeti si misura diversamente che sulla Terra così mentre lui compie il suo incarico di salvatore, il tempo scorre rapidamente sulla terra e così dopo pochi giorni in cui è partito la sua figlioletta, molto unita al padre, è oramai una donna incazzata con colui che l’ha abbandonata a se stessa.

Interstellar è prima di tutto una stupenda storia di legame paterno ma all’interno di questo si va a parlare di fantascienza in una maniera alquanto complessa, specialmente nel finale, in cui le leggi fisiche giocano un ruolo fondamentale per la complessione narrativa.

Un viaggio nella scienza di Interstellar

Lo spazio e il tempo sono le dimensioni che plasmano la realtà e su cui basiamo tutta la nostra esistenza; calcoliamo attraverso l’orologio e il cielo il trascorrere dei secondi o guardiamo su una cartina geografica dove noi ci troviamo o in che punto della galassia siamo; ma scientificamente e realmente sappiamo in cosa consistono?

Newton ipotizzò e credette che lo spazio fosse un luogo tridimensionale e che il tempo fosse uniforme e lineare, in altre parole una strada dritta costantemente uguale in tutto l’universo. In ogni luogo cosmico in cui sostiamo, in un futuro indeterminato, noi abbiamo sempre il solito tempo, non inteso come ore di un pianeta, poiché sappiamo bene che variano, ma come tempo assoluto: ovvero un’ora corrisponde a un’ora in tutto l’universo conosciuto e non conosciuto. Per molto tempo gli scienziati hanno accettato tale idea e ipotesi, fino a quando Albert Einstein ha creato una nuovissima conoscenza molto rivoluzionaria: La Teoria della Relatività”. Tutto è relativo.

Secondo il matematico l’apparente linearità del continuo Spazio – Temporale degli eventi dipende dall’osservatore: io sto scrivendo in questo istante quest’articolo e secondo me c’è linearità temporale oltre che quella spaziale e domani quando mi ricorderò di quest’avvenimento lo rileggerò come un tempo passato, escludendo – senza rendermene conto – che è possibile che in un differente continuum Spazio-Temporale io abbia appena provato a scrivere queste riflessioni causate da Interstellar.

Per un osservatore l’avvenimento X avviene prima di quello Y, mentre per un altro osservatore l’avvenimento Y accade prima di quello X.

Camminando per le strade del mondo crediamo alla legge di Newton ma il cinema apprezza e s’ispira di più alla Relatività di Einstein, come accade nell’omonima serie tv Doctor Who dove il tempo e lo Spazio si modificano a vicenda come avviene per il filone fantascientifico sui viaggi temporali.

Christopher Nolan, con la sua ultima fatica lavorativa, Interstellar, immette lo spettatore dentro la teoria dello scienziato tedesco: tutto è differente da luogo a luogo e nulla è uniforme, né lo spazio né soprattutto il tempo. The time non è lineare ma è circolare, da un istante si può passare a un altro istante, dal passato al futuro senza nessun problema. Tutto è possibile e tutto è ripetibile infinite volte e avviene in continuamente.

Trama di Interstellar

Un tempo per la meraviglia alzavamo al cielo lo sguardo sentendoci parte del firmamento, ora invece lo abbassiamo preoccupati di far parte del mare di fango.

Interstellar

La terra scarseggia di cibo: una piaga ha contagiato gran parte delle risorse agricole. Gli uomini sono diventati degli agricoltori poiché l’emergenza cibo è sempre più forte, e coltivare la terra è fondamentale. Tutti sperano che i raccolti nel futuro saranno migliori e che la Terra si riprenderà: l’umanità spera sempre di riuscire a sopravvivere alla fine del nostro pianeta nativo.

Cooper, ex ingegnere e ora agricoltore, tramite un fantasma che sposta dei libri e grazie alla figlia Murphy, trova l’edificio segreto della NASA, ritenuta da tutti inattiva. Cooper scoprirà che la Terra non è salvabile e che degli uomini sono stati mandati dentro un warmhole, vicino a Saturno, per scoprire il nuovo pianeta. L’ingegnere viene scelto dalla compagnia spaziale per eccellenza nel guidare una nuova missione alla scoperta di un pianeta abitabile per la razza umana.

Analisi Filmica

L’intera sceneggiatura s’impianta sulla relazione tra Murphy e Cooper, un rapporto affettivo che valica il tempo e lo spazio. Lui parte per lo spazio, va nel primo pianeta e al suo ritorno sull’Endurance scopre, attraverso i video-messaggi che riceve, che in tre ore trascorse per lui sono passati ben 23 anni terrestri e vede i suoi bambini divenuti persone mature: uomini.

Il tempo non è oggettivo ma solamente in base al suo osservatore. Mentre lui viaggia sua figlia cresce, fa esperienze e matura mentre lui resta identico. Le leggi del continuo temporale non sono sempre uguali, sono delle barriere superabili e questo fenomeno fisico, senza entrare nello specifico, sarà la costante narrativa e colui che andrà a muovere i fili dei destini dei personaggi.

La storia è ben scritta e realizzata tecnicamente in maniera impeccabile, tanto da vincere il premio oscar per i migliori effetti speciali, ma non è un film pienamente riuscito risultando un pizzico troppo ingarbugliato nel finale diventando quasi inverosimile. La prima parte dal punto di vista drammaturgico è ben realizzata mostrando allo spettatore il nuovo mondo terrestre risultando un filo troppo lunga. La parte della spedizione spaziale è creata in maniera spettacolare visivamente ma tutta l’avventura non porta mai gli astronauti alla scoperta che tanto attendono ed è per questo che il finale, che va visto per comprendere il lungometraggio, risulta poco credibile.

Molti critici cinematografici affermano che le riprese e la storia siano simili a quelle di 2001:Odissea nello spazio, siete sicuri? Il film è ambientato nello spazio come quello di Kubrick, ci sono dei robot che qui sono buoni, hanno perfino un 90% di sincerità, e non malvagi come quello della navetta spaziale ideate da Kubrick, che cerca in ogni modo di distruggere i passeggeri.

Le immagini di pianeti sono la caratteristica predominante di Odissea dello spazio, che mostra di continuo sotto una musica classica le bellezze dell’universo, mentre Nolan riprende raramente il paesaggio e se lo fa è solamente al fine di raccontare la trama e non per poesia cinematografica.

2001: Odissea nello spazio è un capolavoro mentre Interstellar è un semplice film, bello e interessante da vedere ma non un capolavoro.

Note positive

  • Le immagini realizzate dei pianeti e soprattutto del buco nero sono veramente ben realizzate, quindi complimenti alla fotografia e tecnicamente è girato ottimamente.
  • Apprezzo il lavoro degli sceneggiatori sul fatto che hanno costruito il protagonista e il resto della combriccola di astronauti non come totali eroi, ma come semplici essere umani, con le loro paure e forze che metteranno anche a rischio la spedizione come si vede, quando Cooper e Amelia decidono di scappare da quella parte sconosciuta della galassia per ritornare in patria, dai loro cari… poi per fortuna ciò non avviene interamente.
  • La bellezza del film è il finale inaspettato che porta moltissime riflessioni nella mente dello spettatore, quel colpo di scena che ti aspetti da un regista- sceneggiatore come Nolan, eccetto per un pizzico d’inverosimiglianza
  • L’aver impiantato la trama sul rapporto tra un padre e un figlio

Nota Negativa

  • La prima parte dell’opera (il periodo sulla terra) è troppo lungo, mentre la parte intermedia viene narrata con troppa fretta e senza condurre a uno scopo preciso.
  • L’incontro tra il padre e la figlia nel finale è orrendo. I due sembrano due estranei e non ha assolutamente senso… in fondo il film è basato sull’amore tra un padre e una figlia che è in grado di superare le dimensioni spaziali e il tempo

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