Indignazione – Tra Amore e Società

Direi che il nodo centrale di questo film è una storia d’amore (cit. Logan Lerman)

Indignazione (2016) è un lungometraggio diretto da James Schamus basato sull’omonimo romanzo  scritto da Philip Roth e l’intero film risente in modo eccessivo questa sua nascita pre-sceneggiatura.

INDIGNAZIONE non è il più noto dei romanzi di Philip Roth, ma in qualche modo è una vera benedizione. È più una pièce da camera che cattura un momento particolare della vita di un giovane.(cit. James Schamus)

Indignazione è una toccante e ariosa storia d’amore tra due ragazzi, Marcus e Oliva Hutton,  che si incontrano nella loro vita da collegiali presso Winesburg college, al tempo della guerra di Corea.

Indignazione - Tra Amore e Società recensione

In un film si ci aspetterebbe un qualsiasi tipo di colpo di scena, di un finale inaspettato, che ad un certo tratto dell’opera filmica accada realmente qualcosa che rimescola interamente le carte in tavola per giungere da qualche parte. Tutto questo non accade.

Dalle prima scena del film, in cui siamo nel presente con una vecchia Olivia, sappiamo subito che nulla andrà bene e che assisteremo ad una sfortunatissima storia d’amore. In verità, possiamo dire, che l’intera storia d’amore non prenderà mai un vero aspetto realistico, ma rimarrà sospesa nell’aria come un qualcosa che sta per avvenire, dovrebbe sopraggiungere ma fatica a diventare qualcosa.

Lo spettatore assiste in maniera indignata ai comportamenti dei personaggi, osserva una società che cerca di schiacciarli al muro in tutti i modi possibili, vede due giovani avviarsi alla propria rovina senza poter muovere un dito a loro favore.

Marcus e Oliva vivono la loro storia d’amore apparentemente in maniera assai differente. Marcus è pieno di tormenti interiori, tra la ricerca di una vera e propria moralità e quella della libertà interiore, mentre Olivia si mostra al giovane in maniera non propriamente morale, esperta e spregiudicata ma nascondendo dietro quella sua facciata un malessere profonda ed un’enorme fragilità, fragilità che neppure Marcus riesce a notare nella giovane ed è proprio questo che li porterà alla distruzione.

Entrambi i due ragazzi sono dei disadattati alla vita del college dell’Ohio, che li obbliga a rispettare dei rigidi comportamenti che, in special modo Marcus, non intende minimamente accettare di sottomettersi. Per un cambio di stanza, a causa di un diverbio per Olivia (Sarah Gadon) tra Marcus e i suoi due coinquilini, il giovane decide di cambiare stanza e per farlo è costretto a doverne discutere con il Decano della sezione maschile di Winesburg, incarnante l’autorità, le tradizioni sociali e gli obblighi sociali e religiosi che il giovane sta oramai odiando.

Indignazione - Tra Amore e Società

Il ragazzo utilizzando le sue idee e cerca di far comprendere, con un forte e teso scontro verbale tra i due, le sue ragioni e il motivo più profondo del suo pensiero. Il Decano dal canto suo, fa ciò che la tradizione sociale sa far meglio, avvia una discussione futile che sposta tutte le discussioni accusando e criticando il giovane ragazzo in maniera personale. L’Indignazione di Marcus verso quella società sale sempre di più fino a crollare a terra per un attacco di appendicite.

Da questo momento i fatti si avvieranno, sempre più, ad un triste destino. In cui il giovane non farà altro che scontrarci con una stupida società che non intende evolversi e che lo condurrà alla sua rovina e la sua storia d’amore andrà di pari passo, poiché la stessa società e famiglia lo condurranno lontanissimo da Olivia.

Indignazione - Tra Amore e Società1

Della morte è importante capire che anche se di solito non hai voce in capitolo, e ti capita quando ti capita, esistono dei motivi per cui muori. Ci sono delle cause, una catena di eventi connessi in moda casuale, e questi eventi includono decisioni che hai preso personalmente. Come sei finito lì, in quel giorno esatto, in quel momento esatto, con quell’evento specifico che ti sta accadendo? (cit. Indignazione)

Ogni nostra scelta per quanto possa essere totalmente governata dalle nostre idee e azioni ha un enorme peso sul nostro futuro. Ogni singola decisione cambierà e porterà la nostra vita su una linea retta e niente potrà permetterci di ritornare al punto di partenza.  Marcus poteva scegliere di non farsi trasportare nell’abisso da Olivia, poteva scegliere di staccarsi da lei come poteva scegliere di abbandonare la lotta di idee e opinioni con il Decano, guerra che mai e poi mai poteva vincere. Ma il giovane era oramai troppo indignato dal mondo da potersi fermare e abbassarsi a tutto ciò che lo infastidiva moralmente. Tutto ciò che ha scelto, inevitabilmente, lo ha segnato per sempre. Il suo futuro poteva essere brillante ma per il suo ideale e per la sua fragilità interiore ha deciso di rischiare tutto e così ha perso tutto.

Abbiamo coordinato la combinazione di colori per tutto il film. Ci siamo riferiti al modo in cui i fotografi del periodo erano soliti fotografare il loro mondo dettandone l’aspetto. Visivamente, ci siamo ispirati ai colori della fotografia di Ernst Haas, Gordon Parks e Saul Leiter, e dei documentari di Ester Bubley, ArthurRothstein, Russell Lee e John Vachon (cit. Weinberg)

Tutto il film mostra una incredibile freddezza, sia nella recitazione attoriale che nelle inquadrature. I due protagonisti raramente entrano in contatto fisico. Le inquadrature sono tutte lunghe e molto raramente troviamo un primo piano del personaggio. Gli ambienti sono spogli, abbondando di un giallo freddo e di tonalità spente Il ritmo del resto non è assolutamente veloce ma molto lento, decretando ancor di più la frustrazione per la vita dei due giovani.

Riesci a sentirmi, Olivia? Riesci a sentirmi quando dico che va tutto bene, comunque sia, che va tuto bene? Perché qualcuno ti amava. Almeno, io penso fosse così. E tu dovresti saperlo. Dovresti saperlo, Olivia

Indignazione - Tra Amore e Società

Note positive

  • La sceneggiatura è scritta in maniera incantevole, i dialoghi reggono il film
  • Buona la prova attoriale
  • Scelte azzeccate della regia che dà maggior forza emozionale all’opera filmica
  • La seconda scena del film è un piccolo capolavoro. Decisa di girare con due punti di vista differenti. Senza saperlo assistiamo già al finale del film
  • Toccanti le ultime inquadrature

Note negative

  • Erroraccio di scenografia: siamo nel 1951, allora come mai troviamo ad inizio film un cartellone con scritto: Benvenuti all’anno 1955?
  • Mancanza di personaggi secondari forti
  • Inserire il Padre di Marcus, caratterizzato dalla paura che avvenga qualcosa di brutto al figlio, è un eccessivo spoiler al finale.
  • Ritmo fin troppo lento
  • Il film si chiama Indignazione ma questa, esclusa in una scena, compare fin troppo poco nel film. Dovevano mettere maggiori scontri di pensiero dentro il lungometraggio

Stefano Del Giudice

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