In viaggio con Pippo: La Walt Disney ci parla della lotta generazionale

in viaggio con pippo locandina

In viaggio con Pippo

Titolo originale: A Goofy Movie

Anno: 1995

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Animazione, Musicale

Casa di produzione: DisneyToon Studios, Walt Disney Pictures

Distribuzione: Buena vista international Italia

Durata: 78 min

Regia: Kevin Lima

Sceneggiatura: Jymn Magon, Chris Matheson, Brian Pimental

Montaggio: Gregory Perler

Musica: Carter Burwell

Doppiatori: Bill Farmer,Jason Marsden, Jim Cummings, Kellie Martin, Rob Paulsen

Trama di Un viaggio con Pippo

Max è un giovane liceale che ha una sfrenata passione per la musica del suo tempo, quella degli anni ’90, come per il cantante pop Powerline, un mito per tutto il liceo. Il giovane però non riesce ad ottenere una buona reputazione nell’ambiente scolastico essendo spesso e volentieri impacciato e imbranato, facile a cadute o brutte figure, così per farsi notare dagli altri ma sopratutto per far colpo sulla ragazza che ama, Roxanne, idea un piano rischioso e audace supportato dagli amici Bobby e Pj. Durante l’ultimo giorno di scuola mentre il preside tiene un assemblea davanti all’intero liceo ecco che Max blocca l’evento scolastico per effettuare un concerto in cui balla e canta imitando il suo beniamino Powerline cercando in tutti i modi di far colpo su Roxanne. Mentre il pubblico incita e applaude il ragazzo interviene il preside Mazur che lo richiama nel proprio ufficio insieme ai suoi aiutanti per punirlo.

Triste e sconsolato Max, pensando di aver fatto una pessima figura e in attesa di entrare nell’ufficio del preside, ecco che viene da lui Roxanne per fargli i complimenti. Raccolto un pizzico di coraggio Max riesce a chiederle di andare con lui alla festa di Stacy, in cui tutti assisteranno al concerto di Los Angeles del loro beniamino. La ragazza accetta e il cuore del giovane ragazzo è in estasi.

Nel frattempo però, il fotografo Pippo durante il lavoro viene contattato dal preside che asserisce che suo figlio sta diventando un teppista di strada e se continua su questo percorso finirà sulla sedia elettrica. Pippo, spaventato da queste affermazioni, decide di seguire i consigli del suo amico Pietro Gambadilegno e di condurre immediatamente il figliolo in una gita padre e figlio verso il Lago dell’Idaho, seguendo il medesimo itinerario che aveva percorso lui stesso da giovane con il suo vecchio, sperando di riuscire a rieducare Max. Questi avvenimenti metteranno a rischio il rapporto del giovane con Roxanne, essendo per Max impossibile accompagnarla alla festa, ma quando è sul punto di raccontare alla ragazza la verità ecco che il giovane asserisce una grossa bugia: Pippo è amico di Powerline e lui sta per andare al concerto dove si esibirà sul palco accanto all’icona del Pop. Roxanne è felice di ciò e non vede l’ora di vederlo in televisione… ma ora Max come farà ad arrivare a Los Angeles?

Recensione di In viaggio con Pippo

Nell’anno di Pocahontas, la Walt Disney è riuscita a realizzare un altro film d’animazione che non ha nulla da invidiare ai classici disney apparendo inversamente alle produzioni Disney Television un prodotto di indubbio valore artistico che non intende porsi per un pubblico prevalentemente infantile, ma ne ricerca uno più consapevole come possiamo denotare anche dal protagonista stesso della storia che non è Pippo e le sue straordinarie gaffe, ma è suo figlio Max, un ragazzino alle prese con i primi problemi adolescenziali e le prime cotte amorose, oltre ad un insaziabile voglia di conquistare il mondo e di ottenere in esso il giusto posto rompendo con il suo presente attuale, come possiamo già denotare all’interno della prima canzone del film After today ( la scuola è finita) in cui i giovani abbandonano i libri per ricercare le speranze estive e le nuove avventure amorose.

Se io ripenso al tempo che ho perso

senza poter dire che

Me la cavo da me

“Ciao mamma e papà!”

La vacanza ora c’è e mai più finirà

Tutto sarà come vuoi

da oggi in poi

After today – In viaggio con Pippo

In viaggio con Pippo, seguito degli eventi delle serie Ecco Pippo!, vede Kevin Lima, sceneggiatore di Oliver & Company e Aladdin e regista de il corto Pippo e lo sport in Calciomania (1987), alla sua opera prima riuscendo però a realizzare un lungometraggio saggiamente raccontato sia grazie ad una splendida sceneggiatura del trio Magon, Matheson e Brian, che possiede in sé una fluidità narrativa incredibile grazie anche a dei dialoghi arguiti e intelligenti che rinnegano le battute didascaliche donando una maggior tridimensionalità al personaggio di Pippo e di Max, sia per un ottima regia che riesce a creare atmosfere visive e di ritmo piuttosto congeniali alla storia, creando un mix perfetto reso ancor più incantevole dalle ottime canzoni Disney che donano sempre quel senso di felicità ed emozione all’interno del racconto audio-visivo. Il tutto viene arricchito da numerose citazioni dei film passati su Goofy e nel ritrovare oggetti, come il lampadario di Max a forma di topolino, che rimandano ai personaggi più amati dai fan che vengono anche intravisti all’interno della storia come Paperino e Topolino.

L’originalità di una favola moderna

In viaggio con Pippo possiamo rintracciare una vera divergenza con tutti i lungometraggio disneyani realizzati fino ad allora. Il lungometraggio è una favola contemporanea, non ritroviamo location atipiche e al di fuori della realtà, ma siamo immersi proprio in quella cultura Pop degli anni’90, il decennio del film stesso, andando così a mostrare una storia che vuole parlare ai giovani di quegli anni in maniera chiara e precisa. Il tutto è arricchito da un look visivo che richiama preponderantemente quegli anni americani partendo da una rappresentazione accurata del liceo americano fino al mostrare i personaggi all’interno delle classiche tavole calde che notoriamente si vedono solo nei film reali, donando dunque una connotazione da fiaba realistica all’intera storia. Tale concetto può essere maggiormente chiarito mostrando come molti dei personaggi più “irreali” della serie madre come Peg, Carabina e gli animali domestici, svaniscono completamente dalla narrazione per evitare ogni richiamo di irrealtà.

Per realizzare un opera da anni ’90 gli sceneggiatori e il regista hanno dovuto descrivere un Pippo divergente da quello visto all’interno della serie Ecco Pippo e sopratutto da quello conosciuto dai fan storici, poiché il Goofy nato nel 1932 da Pinto Colvig e dall’animatore Johnny Cannon, non compare in questa versione più moderna del personaggio benché i richiami al suo passato sono ben onnipresenti all’interno della storia, sopratutto per quanto riguarda la pesca e il metodo di lancio della lenza. Nel lungometraggio viene proposto al pubblico un Pippo insolito calato nel mondo reale e affidandogli una nuova dimensione: qui lavora come fotografo per bambini ed è un padre vedevo che deve affrontare la sfida di crescere da solo un figlio ricercando un suo modello di educazione che sia il più amichevole possibile, contrariamente al personaggio di Pietro Gambadilegno che mostra l’importanza del pugno di ferro per farsi rispettare dai figli, mostrando anche una tematica interna al lungometraggio rivolta al modello educativo che i genitori dovrebbero usufruire per formare i proprio figlioli, che sarà improntata sull’amicizia, affetto e ascolto. All’interno di In viaggio con Pippo Goofy mantiene sempre alcuni suoi aspetti classici come la sua risata e il suo modo maldestro, trasognante e confusionario di affrontare la vita ma non è assolutamente un individuo stupido ma risulta un individuo serio e triste in grado di arrabbiarsi con il figlio quando scopre di essere stato ingannato, creando un personaggio maturo che durante lo scorrere del film attraverserà un viaggio interiore dentro di sé che lo porterà a maturare maggiormente.

Lo stesso personaggio di Max ottiene un importante trasformazione da quello visto nella serie in cui era bidimensionale e semplicemente un ragazzo solare, perché qui risulta un classico adolescente americano: rabbioso, melancolica e problematico con i propri sogni e speranze. Il lavoro degli sceneggiatori nel presentare questo personaggio è interessantissimo perché spiega fin da subito le ragioni del giovane e i suoi motivi di opposizione contro il padre andando così a far immedesimare una parte del pubblico più giovane con questo carattere narrativo. Inversamente il lavoro sugli altri due co-protagonisti non è così esaltante partendo proprio da Pietro e P.j che divengono un mero stereotipo della famiglia americana che pone una critica all’obesità e all’autorità ma che alla fine hanno poco senso all’interno della storia apparendo due personaggi presenti solo perché facevano parte della serie originale. La stessa Roxanne risulta lo stereotipo della ragazza della porta accanto benchè mostri come non siano tanto le apparenze a servire nell’amore ma l’intimità di una persona e che questa deve accettarsi così com’è.

Rapporto padre e figlio in In viaggio con Pippo

Il film mette immediatamente in chiaro, fin dal suo titolo, e dal suo incipit il tema centrale della storia: il rapporto tra genitore e figlio, elemento che andrà a muovere l’intera drammaturgia su cui l’avventura disney si pone. All’inizio della lungometraggio troviamo Max in un momento romantico con Roxanne ma mentre la sta per andare a baciare il giovane si trasforma in Pippo spaventando la giovane. Tale sogno mette subito in evidenza la paura di Max di divenire interiormente come il padre che viene visto ai suoi occhi come uno strano ometto rimbambito e che lo pone sempre in ridicolo agli occhi degli altri e lui non vuole minimamente aver a che fare con lui.

L’intero viaggio andrà a mostrare il problema conflittuale tra figlio e genitori e della mancanza di comunicazione intergenerazionale tra le famiglie americane, di cui sia il figlio che il genitore sembrano viaggiare su due linee opposte con due valide ragioni ma rifiutando di comprendere l’altro non per cattività ma per mancanza di ascolto ed onesta. Pippo non spiega al figlio il reale motivo del viaggio ma neppure Max spiega la padre il motivo per cui non vuole partire e tutto ciò andrà a creare dolori e rancori nei due personaggi. Come in ogni film che si rispetti il rapporto dovrà procedere negativamente prima di rintracciare un miglioramento ed in questo senso troviamo il momento di rottura quando Pippo dirà una frase vera e che probabilmente fa parte del pensiero di ogni genitore esistente.

So che è la tua vita, ma volevo farne parte anch’io

Pippo – In viaggio con Pippo

Questa frase può racchiudere il senso vero e proprio del film, il bisogno del padre di far parte della vita del figlio ma anche l’accettazione da parte del figlio di accettare come un essere umano e non come figura autoritaria il proprio genitore comprendendo che colui che si ha davanti è innanzitutto una persona e che per comprenderci bisogna comunicare, solo comunicando le cose possono migliorare.

Note positive

  • Sceneggiatura
  • Regia
  • Rivisitazione moderna di Pippo
  • Aver ambientato la storia nella realtà quotidiana di quei tempi

Note negative

  • Personaggi secondari poco approfonditi