In the Mood for Love: Nostalgia, solitudine e desiderio in un classico del cinema di Hong Kong

In the Mood for Love: Nostalgia, solitudine e desiderio in un classico del cinema di Hong Kong 1

In the Mood for Love

Titolo originale: 花样年华 Huāyàng niánhuá

Anno: 2000

Paese: Hong Kong

Genere: Drammatico

Produzione: Jet Tone Production

Distribuzione: Block 2 Pictures

Durata: 98 minuti

Regia: Wong Kar-wai

Sceneggiatura: Wong Kar-wai

Fotografia: Christopher Doyle, Mark Lee Ping Bin

Montaggio: William Chang

Musiche: Michael Galasso, Shigeru Umebayashi, Nat King Cole

Attori: Maggie Cheung, Tony Leung Chiu-Wai, Ping Lam Siu, Rebecca Pan

Trailer del film In the Mood for Love

Trama di In the Mood for Love

Nella Hong Kong degli anni ’60 Su Li-zhen e Chow Mo-wan e i loro rispettivi coniugi prendono in affitto una stanza in due appartamenti adiacenti, di proprietà di altre due coppie anziane. Entrambi si rendono gradualmente conto, che i rispettivi coniugi sono amanti. Dopo un aperto confronto in cui si confessano a vicenda i propri sospetti che trovano quindi conferma, i due iniziano un doloroso percorso nel ricostruire la relazione clandestina dei coniugi, provando a immaginare e a metterne in scena alcuni momenti. I due inizieranno così a frequentarsi sempre più spesso, all’inizio per sfuggire alla solitudine e per dare un senso alla dolorosa scoperta; in seguito, però con loro meraviglia si renderanno conto di aver sviluppato anche loro sentimenti reciproci.

Recensione di In the Mood for Love

A 20 anni dalla sua prima uscita, In the Mood for Love ritorna in versione restaurata in digitale insieme alle altre opere principali del maestro di Hong Kong. La nuova versione restaurata è stata presentata in anteprima online il 26 novembre al Torino Film Festival. Quando uscì nel 2000 il film vinse a Cannes il Grand Prix tecnico per miglior fotografia e montaggio e venne immediatamente acclamato dalla critica. Le opere di Wong Kar-wai, tuttavia, hanno trovato principalmente distribuzione solo nei circuiti dei festival internazionali e in Asia; la sua filmografia è tuttora sconosciuta ai più in occidente. L’imponente opera di restauro durata anni si pone come obiettivo quindi quello di far conoscere al grande pubblico negli Stati Uniti e in Europa le opere di uno dei maestri del cinema contemporaneo, che tra i suoi fan più appassionati annovera nientemeno che Quentin Tarantino.

In the Mood for Love è considerato il suo capolavoro. Al suo interno, troviamo molti dei temi portanti della filmografia di Wong, quali sentimenti come solitudine e malinconia, un amore impossibile o non corrisposto, l’alienazione urbana tipica delle grandi metropoli. Proprio come il titolo stesso ci indica (nota: il titolo originale in cinese si può tradurre come “gli anni della fioritura” o “gli anni in fiore”, titolo a sua volta di una celebre canzone della cantante cinese Zhou Xuan), la pellicola è pervasa da un’atmosfera, un mood: malinconia, tristezza, passione e desiderio inespresso ma palpabile nelle immagini, musiche, abiti e movimenti dei protagonisti. Da cornice alla loro storia vi è poi una Hong Kong che non c’è più, fatta di angusti appartamenti condivisi sempre pieni di gente, viottoli e scale che si snodano fra i palazzi, musica dai ritmi latini di moda all’epoca in sottofondo.

Analisi del film In the Mood for Love

In the Mood for Love è un film estremamente coerente, studiato in ogni minima inquadratura; ciò appare ancora più stupefacente, sapendo che il film è stato girato senza una vera e propria sceneggiatura; questa veniva definita insieme agli attori nel momento di girare le diverse scene. Il girato iniziale, infatti, risulta molto diverso sia per stile che per tono, rispetto al girato finale poi confluito nella versione definitiva.

La storia, ispirata dal romanzo Incontri, dello scrittore di Hong Kong Liu Yichang è estremamente semplice. Ciò che rende questo film unico è, oltre alle performance eccezionali dei due attori principali, la precisione e intenzione con cui è girata ogni singola scena. La fotografia diretta da Christopher Doyle, collaboratore stretto di Wong Kar-wai, differisce dai lavori precedenti. Mentre in Chungking Express e Fallen Angels si fa ampio utilizzo di camera a mano e fisheye per sequenze traballanti, dilatate, che esprimono l’interiorità dei protagonisti e la vita frenetica nella metropoli di Hong Kong, in In the Mood for Love troviamo movimenti di macchina lenti, controllati ed eleganti. È la scelta dell’angolazione a parlare: la maggior parte, infatti, e soprattutto quelle dove sono presenti i due protagonisti sono racchiuse da elementi architettonici come le pareti anguste dell’appartamento, archi, inferriate, scale.

Ne deriva un senso di oppressione, la stessa che provano i due protagonisti, che devono sottostare alle rigide norme sociali della società dell’epoca: la loro amicizia e frequentazione desta, infatti, pettegolezzi tra gli inquilini dei due appartamenti. Lo spettatore stesso si sente partecipe della scena, ma come un intruso, un voyeur.

È chiaro che Chow e Li-zhen stiano sviluppando sentimenti reciproci durante la loro frequentazione, entrambi sono però bloccati in questo gioco delle parti, in cui provano ad immaginare e mettere in scena la storia clandestina dei coniugi. In queste scene il confine tra realtà e finzione si fa sempre più labile, spesso non è chiaro se le battute pronunciate da entrambi siano parte della recita o espressione dei loro veri sentimenti. Ambivalenza che è anche interiore; da un lato vi è infatti la tristezza e delusione per il tradimento, dall’altra il senso di colpa quando si rendono conto di star pian piano scivolando nella stessa situazione dei loro coniugi.

Per concludere una menzione speciale alla colonna sonora, che mischia sapientemente musica anni ’60 di moda allora ad Hong Kong come i brani di Nat King Cole, con motivi più classici come il tema originale composto da Michael Galasso, protagonista della scena finale. il tema principale invece è ripreso dalla colonna sonora del film del 1991 Yumeji del regista giapponese Suzuki Seijun.

Note positive

  • Fotografia
  • performance degli attori
  • colonna sonora

Note negative

  • nessuna in particolare

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