In prima linea: una donna in marina – Il nuovo “soldato Jane” che parla francese

In prima linea: una donna in marina - Il nuovo "soldato Jane" che parla francese 1

In prima linea: una donna in marina 

Titolo originale: Volontaire

Anno: 2018

Paese: Francia

Genere: Drammatico

Casa di produzione: Albertine Production, France 2 Cinéma, Gaumont Film Company

Distribuzione: Gaumont Film Company

Durata: 101 min.

Regia: Hélène Fillières

Sceneggiatura: Hélène Fillières, Mathias Gavarry

Montaggio: Yves Deschamps

Musiche: Bruno Coulais

Attori: Lambert Wilson, Diane Rouxel, Hélène Fillières, Alex Descas, Corentin Fila, Josiane Balasko, André Marcon

Recensione d’In prima linea: una donna in marina

Uscito nelle sale nel 2018, In prima linea approda sulle piattaforme digitali italiane nel 2020. Numerosi sono i film che ritraggono il mondo dei soldati e sempre di più sono quelli che lo fanno dal punto di vista femminile. In prima linea va ad aggiungersi alla lista capitanata da Soldato Jane, rientrando in quei film che mostrano quanto sia dura per una donna farsi strada nell’ambiente militare. Se però dietro alla cinepresa del film con Demi Moore troviamo un signor regista (un certo Ridley Scott), In prima linea è scritto e diretto da una signora, Hélène Fillières. E la mano femminile si sente, inevitabilmente: il modo in cui il rapporto giovane soldatessa/superiore viene reso sullo schermo e l’evoluzione che questo segue valgono sicuramente la visione di questa pellicola francese.

Trama di In prima linea: una donna in marina

Laure Baer ha 23 anni, un dottorato in russo e in inglese alla Sorbona e vuole fare il soldato. Anzi, il marinaio. Ma farsi strada in un ambiente pensato ad hoc per un uomo può non essere facile, nemmeno per una ragazza perseverante e determinata come lei. Come se non bastasse il freddissimo comandante Rivière, soprannominato il Monaco, sembra indifferente all’impegno mostrato dall’aspirante Baer che si ritrova davanti un campo minato: prove tarate per un fisico maschile, concorsi aperti a soli uomini e poche ma agguerritissime soldatesse che metteranno a dura prova la sua pazienza. Chissà se i tanti ostacoli impediranno a “Miss” Baer d’indossare il tanto agognato berretto verde della Marina Militare francese.

Analisi di In prima linea

Il sesso, la giovane età e la corporatura minuta di Laure Baer, che ci vengono indicati già nelle prime scene di In prima linea, rappresentano immediatamente un primo ostacolo per una donna intenzionata a diventare marinaio. Tutte caratteristiche riassunte nel soprannome che le viene assegnato, “Miss”. Così come il nomignolo affibbiato al comandante Rivière, Monaco, descrive perfettamente la sua personalità di uomo freddo e irreprensibile.

L’età acerba, la difficoltà per una donna di introdursi in un mondo totalmente maschile e di guadagnarsi la stima dei colleghi uomini sono tutti temi affrontati nel corso della narrazione, che assume così un punto di vista da donna. Punto di vista inevitabile data la mano femminile che dirige la pellicola: ma Hélène Fillieres, regista e attrice parigina, non si limita solamente a dirigere e a scrivere In prima Linea, ma si ritaglia pure il ruolo della vicecomandante Weber. L’aspirante Baer è interpretata invece da Diane Rouxel, che coi suoi occhi azzurri e i capelli biondi ha proprio il volto da “Miss”: la giovane attrice regge benissimo sulle sue spalle il peso di tutto il film.

Purtroppo però nel corso della storia non emergono altre figure femminili positive e i personaggi femminili servono tutti ad accentuare cliché e stereotipi: la rivalità tra soldatesse è portata all’esasperazione e il voler intraprendere la carriera militare è vista di malocchio dalla madre della protagonista. Se c’è carenza nella varietà dei ruoli femminili, altrettanto però non si può dire di quelli maschili. Lambert Wilson interpreta l’ineccepibile e taciturno comandante Rivière, personaggio dalla personalità opposta a quella del collega Albertini (Alex Descas), uomo duro all’apparenza ma loquace e gentile fin da subito con l’aspirante Baer, alla quale assegna pure l’appellativo di Miss.

Protagonisti e argomenti sono incastrati e sovrapposti perfettamente, ogni personaggio rappresenta un tema e un’occasione per riflettere. Soggetto e oggetto divengono un tutt’uno ed è proprio questo che funziona: In prima linea diventa una storia leggera ma efficace.

NOTE POSITIVE

  • La bella prova dell’attrice protagonista;
  • I temi affrontati e i personaggi si incastrano alla perfezione;
  • Hélène Fillières scrive, dirige e interpreta: girl power!

NOTE NEGATIVE

  • I personaggi femminili eccessivamente stereotipati.

Rimani in contatto con noi!

Inserisci il tuo indirizzo email qui sotto per iscriverti alla nostra newsletter