Jane Randolph in Il Bacio della pantera (1941)

Il bacio della pantera del 1942: l’horror di Tourneur

Recensione del film cult Il Bacio della pantera del 1942, tra maledizioni e metamorfosi, diretto da Jacques Tourneur
il bacio della pantera locandina

Il bacio della pantera

Titolo originale: Cat People

Anno:1942

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Distribuzione: RKO

Durata: 73 minuti

Regista: Jacques Tourneur

Sceneggiatura:Dewitt Bodeen

Montaggio: Mark Robson

Fotografia: Nicholas Musuraca

Musiche: Roy Webb

Attori: Simone Simon, Kent Smith, Tom Conway, Jane Randolph, Jack Holt, Alec Craig, Alan Napier, Elizabeth Dunn

Trailer inglese de Il Bacio della Pantera

Recensione de Il Bacio della pantera

Negli anni ’40, grazie anche all’Universal Studios e alle sue figure mostruose come La Mummia (1932) , Frankestein (1931) o  L’uomo Lupo del 1935 diretto da George Waggner, che diverrà il capostipite di una delle saghe cinematografiche più importanti sulla figura del licantropo, il B-Movie horror ottenne una notevole importanza sopratutto grazie agli ottimi incassi al botteghino. In questa cornice cinematografica il manager del RKO, Val Lewton, per motivi non artistici ma finanziari, diede il via a un horror a basso budget girato dal cineasta francese, naturalizzato negli Stati Uniti, Jacques Tourneur che realizzo un cosiddetto “Horror suggestivo” puntando sulla psicologia e sulla suggestione piuttosto che, come accadeva nell’Universal, sul trucco e gli effetti speciali. 

Il Lungometraggio Cat People (Il Bacio della Pantera), del 1942, riprendeva il tema della maledizione e della metamorfosi presente nella mitologia del lupo mannaro, rielaborando il tutto in maniera prettamente autoriale. Il film ebbe un seguito Il giardino delle streghe (The Curse of the Cat People) e nel 1982 un remake da parte dell’Universal Studios. 

Trama de Il Bacio della pantera

Irena Dubrovna ( Simone Simon)  è una stilista dal passato misterioso che si innamora di Oliver Reed ( Kent Smith),un architetto navale. La donna è ossessionata da alcune leggende che provengono dal suo popolo: miti che narrano di mutanti che si accoppiarono con esseri umani appartenenti alla sua gente. Irena crede di discendere da una tribù demoniaca che sopravvisse alla condanna a morte di Re Giovanni di Serbia.

La donna ha paura di trasformarsi in una pantera se travolta dalla passione, dalla rabbia o dalla gelosia, ma tutte queste paure non fanno demordere l’uomo che decide di sposarla.  Tutto sembra procedere nel verso giusto,Oliver Reed non prende sul serio le varie ossessioni della donna finché decide di mandarla da uno Psichiatra.

Durante il corso del film la protagonista cercherà di combattere sé stessa e le proprie suggestioni ma tutto pare inutile.

Analisi de Il Bacio Della Pantera

Il Bacio della Pantera presenta una trama accattivante, ricca di suspense e che si diverte a giocare con lo spettatore per tutta la durata della pellicola, che si pone durante il lungometraggio una domanda:  Quello che succede è Realtà o Fantasia? Il regista decide di mostrare raramente al pubblico il volto della creatura per far crescere all’interno dello spettatore un senso di maggior terrore, ansia e curiosità, portando il guardante a dare una sua interpretazione visiva del mostro. 

I personaggi principali sono ben caratterizzati ma non tutti approfonditi (giustamente) come la protagonista, ma tale problematica è ben nascosta da prove attoriali notevoli come quella di Simone Simon che trasmette perfettamente la tristezza e l’inquietudine in cui affoga la nostra protagonista.

Il lato tecnico presenta un sacco di limiti per colpa del basso budget, solo 136.000 milla dollari ( incassando però ben tre milioni di dollari), costrinse il regista a reinventarsi sfruttando al massimo il materiale che aveva a disposizione, sopratutto immentendo all’interno della storia quella venatura psicologica di grande suggestione che ha reso Il Bacio della Pantera del 1941 un cult del suo genere. La regia crea un racconto a tinte noir e di mistero e la fotografia, creata da uno dei più importanti operatori di camera del cinema di Hollywood riesce a incantare lo spettatore e a trasmettere quel pathos necessario attraverso splendidi giochi di luce e ombre, come non nominare in questo senso la sequenza in cui Alice fa un bagno in piscina in cui troviamo una fotografia perfetta che riesce a creare la giusta tensione attraverso lo sfruttamento del vedo non vedo, in cui le ombre della pantera assumono una connotazione terrificante.

Note positive

  • Fotografia
  • Regia

Note negative

  • Caratterizzazione della protagonista

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