It – Il ritorno dell’incubo

“Tu non sei G..G.Georgie” (cit. It)

It (2017) narra le vicende di sette bambini abitanti della cittadina di Derry,nella zona del Maine; tutti ragazzini con dei problemi: chi di bullismo,chi di pregiudizi e chi di salute, problemi che li uniscono fino a renderli un vero e proprio club, il club dei perdenti.

Ad uno dei sette,Will Denbrough scompare tragicamente il fratellino,divorato brutalmente dal nostro amato mostro che emerge a Derry ogni 27 anni e si nutre di bambini fino a ritornare in un profondo letargo: lui è il muta-forme It, che i nostri protagonisti dovranno combattere e con cui avranno a che fare in spiacevoli situazioni per tutta la durata del film.

It la recensione dell'occhio del cineasta1

It (2017) in se e per se non è un capolavoro, ma non ci si poteva aspettare qualcosa di migliore rispetto a ciò che è stato proposto, è una trasposizione pressoché perfetta del libro, con immagini che hanno rispecchiato tutte le aspettative degli spettatori, dal nuovo Pennywise molto più terrificante del quasi amichevole clown proposto nella miniserie del 1990, abbiamo un Henry Bowers spietato e molto ma molto convincente sotto ogni punto di vista.

Il club dei perdenti dovranno scontrarsi con ogni loro paura interiore, il muta-forme It, vuole catturarli attraverso i loro peggiori incubi. In tutto ciò dovranno fronteggiare anche un gruppo di bulli, che non gli renderanno la vita semplice.

“Se resteremo insieme… vinceremo!” (cit. It)

Come ogni cosa nulla e’ perfetto e anche un film  ha dei pro e dei contro: Il film godeva di una tale aspettativa per cui era difficile che risultasse brutto se visto al cinema dopo settimane e settimane di trepidante attesa,quelle due ore trascorse in sala erano la conclusione di giorni e giorni di pensieri,domande,e curiosità.

Una delle perle maggiori del film è sicuramente Il cast ,solido,composto da molti volti nuovi del cinema ma anche con diversi attori esperti,che danno al tutto un qualcosa in più .

Eccezionale l’interpretazione di Pennywise messa in scena da Bill Skarsgard,che terrorizza con un solo sorriso, ed effettua espressioni che sembrano surreali; si merita senza dubbi il premio di star indiscussa del film.

Il punto di forza maggiore del film è la regia di Andy Muschietti,che finalmente riesce a dare una degna trasposizione cinematografica al Best-seller di Sthepen King.

It la recensione dell'occhio del cineasta

Questa è la prima vera trasposizione ufficiale a discapito della mini serie del 1990 la quale era solo tratta dal libro e non completamente fedele ad esso, ed in alcune scene trasgrediva completamente, sembrando tutt’altro che It.

Ovviamente essendo tratto da un libro, di cui c’era già’ stata una trasposizione cinematografica se non ufficiale ,ma chiaramente tratta da esso, la trama era già di pubblico dominio ed era impossibile creare dei veri e propri colpi di scena nello svolgimento della storia, ed alcune scene già viste nel 1990 possono risultare noiose e pesanti, come ad esempio tutta la sezione in cui si vedono tutti i sette bambini che ad uno ad uno hanno a che fare con Pennywise,che è stata una proposta pressoché identica alla trasposizione del 1990 senza variare gran che sia nel racconto che nell’ordine delle scene.

Derry è diversa dalle città in cui sono stato prima d’ora! La gente muore o sparisce sei volte più della media nazionale e parlo degli adulti. Per i bambini è peggio. Molto, molto peggio. (cit. It)

Il lungometraggio di Muschietti cerca di ricreare gli stereotipi degli anni 90 andando a ricercare un effetto di incredibile nostalgia verso quegli spettatore che avevano visto la mini-serie televisiva,  ad alcuni risulterà positivo e ad altri negativo, a seconda dei punti di vista e dell’età che si ha.

Una critica possiamo porla verso la distribuzione filmica poiché l’opera filmica è uscita nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti un mese in anticipo difronte a quelle italiane, ciò ha portato sui sociale la comparsa di numerosi spoiler e di scene clou del film. La visione di queste scene alla seconda volta non trasmettono più lo stesso effetto della prima visione.

It la recensione dell'occhio del cineasta2

Nel complesso un ottimo film, non il classico Horror che cerca solo di spaventare con banalissimi colpi di scena,ma un Horror diverso che cerca di incutere ansia e terrore con traumi psicologici, turbando lo spettatore,come ad esempio con la figura di Henry Bowers bullo fuori di se che arriva addirittura ad uccidere, o con la ricorrente figura del fratellino morto di Will. Oppure con Georgie che terrorizza lo spettatore psicologicamente.

Guardatevi il film e godetevelo,non e’ un semplice film come ho detto in precedenza ma una vera e propria esperienza che vi farà riflettere e di certo non vi farà amare i clown.

Note positive

  • Ottima la direzione registica
  • Un horror che incute un certo terrore
  • Buona la interpretazione degli attori

Note negative

  • La presentazione dei personaggi è troppo simile a quella della mini-serie degli anni 90
  • Il voler creare un effetto nostalgia verso gli spettatori della serie anni 90
  • Ad una seconda visione varie scene del film perdono forza

Alessandro De Luca

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