Il Primo Re – Scheda Film

Anno: 2019

Paese: Italia

Lingua: Latino

Genere: storico

CAST TECNICO

Regia Matteo Rovere

Sceneggiatura Matteo Rovere, Filippo Gravino, Francesca Manier

Montaggio Gianni Vezzosi

Dop Daniele Ciprì, Giuseppe Maio

Casa di Produzione: Groenlandia, Rai Cinema

Durata: 2h e 3minuti

Aspect ractio: 2:35:1

CAST ARTISTICO

Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Fabrizio Rongione, Michael Schermi, Emilio De Marchi, Massimiliano Rossi, Tania Garribba, Vincenzo Crea, Ludovico Succio, Max Malatesta, Vincenzo Pirrotta, Lorenzo Gleijeses, Gabriel Montesi, Antonio Orlando, Florenzo Mattu, Martinus Tocchi

Il Primo Re – Recensione Film

Questo progetto è stato un modo per tutta l’industria italiana di misurarsi con qualcosa di molto ambizioso ed estremamente complesso. Una scommessa difficile sin dalla costruzio-ne del piano finanziario, circa nove milioni di euro, coperti in Italia solo in parte e inte-grati con risorse arrivate dalle co-produzioni, che hanno dato al progetto una dimensione internazionale, che pesa relativamente sul nostro paese.

cit. Pressbook del film Il Primo Re

A inizio 2019 è uscito al cinema uno dei film più ambiziosi del panorama italiano e dell’anno, ma di questa opera se ne è parlato fin troppo poco, almeno su larga scala. Il Primo Re è una rivisitazione cinematografica del mito di Romolo e Remo e della fondazione del più grande impero del mondo: Roma.

Il lungometreggio è diretto da Matteo Rovere con le interpratazioni di un cast di tutto livello che vede: Alessandro Borghi e Alessio Lapice.

Trama

Due fratelli, due pastori: Romolo credente e fiducioso verso gli dei, Remo disilluso e cinico verso di essi, rimasti soli vengono travolti dall’esondazione del Tevere da cui riescono a sopravvivere pur diventando prigionieri, insieme ad altri indivudui, degli Albani. Per scappare dalle grifie di questo popolo i due dovranno lottare, con l’aiuto anche degli altri prigionieri che liberano. Durante un duro combattimento Romolo rimarrà ferito gravamente

Sconfitti gli albani, fatta prigioniera la loro sacerdotessa, il gruppo si sposta e riconosce come leader Remo il quale, a differenza degli altri, non ha nessuna intenzione di abbandonare il fratello moribondo. L’uomo farà di tutto per salvare Romulo, missione che porterà a compimento grazie alla sapienza della sacerdotessa.

remo romolo sangue ferito guerra

Durante il viaggio incontrano varie difficoltà, tra cui l’attraversamento di un bosco, che secondo delle leggende è infestato da spiriti cattivi. Nel bosco uno del gruppo tenta di uccidere Romolo, considerato un peso inutile per il viaggio già di per sé ostico, in una scena che tanto deve a The Reverant (Inarritu, 2016). Remo reagisce con fermezza uccidendo il trasgressore e grazie a questo evento rinforza il suo potere.

Sconfiggono il capo della tribù Testa di Lupo e occupano il loro villaggio. Qui la sacerdotessa, attraverso l’arte divinatoria dell’aruspicina che consiste nel leggere il futuro dall’esaminazione di interiora animali, predice che uno dei due fratelli diventerà re dopo aver ucciso il fratello. Remo attaccato al fratello e non credente negli dei si ribella a questa profezia, credendo che sia un trucco della sacerdotessa per manovrarlo. L’uomo spegne il fuoco sacro a Vesta cusodita da essa e ordina la sua morte.

La sacerdotessa viene condotta da Remo nel bosco e legata ad un trocco affinche gli animali la possano sbranare e torna al villaggio dove trova il fratello Romolo, ormai guarito, che viene incontro a Remo e cerca di farlo raggionare dicendogli che lui è disposto a sacrificarsi per seguire la volontà degli dei.

Remo prova a dimostragli che il potere è in mano loro non degli dei e che quindi sono liberi di scegliere, e cerca di imporre il suo volere all’altro. I due fratelli iniziano un violento litigio che termina con Remo che da fuoco a tutto dichiarando ogni abitante del suo popolo shiavo.

In seguito Remo torna in sé, si pente di ciò che ha fatto alla sacerdotessa e decide di andare da lei sperando di poterla salvare. Lei ormai in fin di vita, gli rivela che i dettagli della profezia con una frase chiara e precisa

Abbiamo salvato l’assassino

cit. Il Primo Re

La frase fa comprendere a Remo che sarà il fratello ad ucciderlo e quindi a fondare Roma. La Sacerdotessa intima all’uomo di fuggire cosa che farà portandosi dietro un piccolo gruppo di “schiavi”

spada roma

Nel frattempo, Romolo ha preso il comando, riaccendendo il fuoco sacro. Il gruppo si mette in cammino verso il Tevere dove si andrà scontrere con una tribù degli Alba, e verranno salvati grazie all’intervento di Remo e del suo seguito, in uno dei combattimenti più belli del film.

Romolo è disposto a fare pace, ma Remo resta fermo sulle sue idee, rivendica il proprio gruppo, apostrofandoli come schiavi, e minaccia di spegnere il fuoco sacro. Romolo traccia una linea per terra e intima il fratello a non superarla, Remo la supera e inizia lo scontro fisico tra i due fratelli, in cui Romolo uccide Remo facendo in modo che la profezia si compia.

Prima di esalare l’ultimo respiro Remo si riappacifica con il fratello, lo riconosce come suo re, gli chiede di non abbandonarlo e lo incoraggia ad attraversare il Tevere e a fondare l’impero romano, nell’epica scena finale dell’opera visiva

Analisi Filmica

Il primo Re è un lungometraggio violento, crudo e con una forte vena realistica, nei termine in cui si può parlare di realismo essendo un mito. Il film grazie a un andamento lento, a dei dialoghi in latino ( o meglio in un protolatino ricostruito appositamente per l’opera di Rovere), ai costimi e al trucco riesce a restituire perfetta un mondo, un’umanità, un tempo e uno spazio storico ormai del tutto persi, facendo immergere completamente lo spettatore in questa atmosfera.

uomo romano antico

Un film difficilissimo da realizzare: per ricostruire l’ambientazione, i costumi e la lingua, Matteo Rovere ha consultato degli esperti di archeologia e di latino; un set che ha richiesto grandi attrezzature, trucchi, effetti, un luogo incontaminato dove girare che ha richiesto un lavoro di ricerca di mesi e mesi; e un grandissimo sforzo fisico agli attori che hanno dovuto
recitare sotto la pioggia, al freddo, mezzi nudi e coperti di fango, e che hanno dovuto prepararsi anche fisicamente per realizzare i vari combattimenti. Risultato? Un lavoro eccellente.

La storia riesce a narrare in maniera chiara ed esplicità un dramma in maniera spirituale mostrando la vita e la fragilità dell’uomo, ponendo domande che da sempre lo hanno
accompagnato, sulle paure e sulle speranze, un film sul passato ma che è da questo punto di vista anche contemporaneo: ancora oggi (e forse oggi più che mai) viviamo i loro stessi dubbi le loro stesse fragilità, siamo come tanti Remo disillusi e cinici.

Ogni mito ha il proprio insegnamento e quello che possiamo trarre da questo capolavoro ce lo offre l’esempio di Romolo: infatti è lui quello fragile, ingenuo, debole, credente ma che alla fine ha la forza di uccidere il fratello (le paure e i dubbi) e fondare Roma.

Note positive

  • uno dei più grandi film realizzati in Italia negli ultimi 20 anni.
  • interpretazione di Lapice e Borghi davvero superbe

Note negative

  • all’inizio il ritmo è davvero troppo lento