Il mondo malinconico di Café Society

        “La vita è una commedia scritta da un sadico che fa il commediografo” (cit. Café Society)

L’amore non è una cosa semplice. Non è razionale e soprattutto non è tangibile materialmente, non è qualcosa di concreto ma si trova in una dimensione astratta, ignota al nostro sapere scientifico. L’Amore nasce e si sviluppa dentro il cuore e, una volta sbocciato, invade tutti i nostri pensieri, i nostri istanti di vita; è come un virus, una malattia che può essere maligna ma anche fantasticamente e incredibilmente bellissima.

Ripeto, come mostra il nostro caro Woody Allen, nella pellicola ” Café Society”, l’Amore e le emozioni stesse sono complicatissime da comprendere per noi semplici umani.  Crediamo di non sbagliare mai nel campo di questo sentimento, crediamo di sapere con incredibile esattezza se quell’amore è autentico o se è solo una piccola avventura della nostra vita; ma è realmente così?

No, non credo. In questo sta la sfortuna degli esseri umani: non è mai detto che una grande amore si concretizzerà. Noi facciamo delle scelte razionali in un ambito irrazionale, legato alla spiritualità e al mero cuore sentimentale, in questo modo facciamo solo dei grandissimi pasticci. Noi non scegliamo con il cuore ma con le nostre paure, le nostre ansie, andando sempre alla ricerca della certezza di un buon futuro. In tal modo noi scegliamo i nostri rapporti amorosi.

Solo il tempo. Solo il Futuro, solo la vita stessa e il destino, con le avventure che si porrà nel nostro menù dell’esistenza, diranno a noi se abbiamo scelto bene e ci dirà quanti rimpianti ci stiamo portando nel cuore.

Ne sono sicuro: l’Amore non è assolutamente una cosa semplice. Comprendere i nostri sentimenti ed accettarli per quel che sono  è la roba più difficile e più importante a cui ci troviamo dinanzi  nella nostra esistenza.

Una vita senza amore, o perdendo un amore, non è una vita degna di essere vissuta… sicuramente non sarà mai felice. Non va neppure scordato che c’è il rischio che il nostro amore non venga ricambiato, e qui c’è solo una soluzione… cambiare amore.

L’amore non ricambiato uccide ogni anno più gente della tubercolosi”

Questo, a mio avviso, è una tematica – in cui probabilmente mi rispecchio – che Woody ha deciso di trattare in questa sua ultima fatica cinematografica. Un’ opera molto più malinconica di quelle che lui stesso ha proposto al pubblico nella sua carriera. Una storia che può avere delle minuscole similitudini con Match Point se questo lo rileggessimo nell’ottica dell’Amore come sentimento e non come materia scientifica.

Indubbiamente non è il migliore Allen, ma è pur sempre la sua opera migliore dal 2011 ad oggi.

Cafè society locandina L'occhio del cineasta

Trama: Siamo negli anni 30. Le vicende seguono la storia di una famigliola ebrea che vive a New York nel momento in cui il figlio minore Bobby decide di andare a Los Angeles per lavorare nel mondo di cinema come agente cinematografico. Per far ciò va dallo zio Phil, che gli presenterà Vonny, una giovane e bella impiegata dell’ufficio che viene incaricata di portare a spasso per la città il nuovo arrivato. Bobby, appena la vede ne rimane incantato. Ma in questa relazione nulla è scontato e tutto sarà sempre nelle mani di Vonny; la scelta è tutta sua. Durante questa storia d’amore il giovane ragazzo diverrà sempre più intraprendente e riuscirà ad entrare nella famigerata Cafè Society, un mondo di vip pieno di frivolezza e cattiverie.

Il film è un racconto di malinconia, perché? (Spoiler)

I due giovani si innamorano. Bobby intende sposare Vonny ma questa ha una relazione segreta con lo zio di Bobby. Il tutto è molto confuso nella mente della ragazza che è sia innamorata del primo che dell’uomo maturo.  Vonny, ad un certo punto della vicenda, si trova a decidere chi sposare tra i due. Il vincitore è lo zio, l’illustre potenza del mondo del cinema. Il motivo è semplicemente uno: lui gli dà più garanzie sul futuro, mentre il giovane non gliele dà nemmeno una.

Il mondo malinconico di Café Society

Le vite continuano. Bobby si sposa e avrà un bambino. Dopo un bel po’ di tempo i due si rincontreranno, rincominciando la loro storia d’amore. Entrambi sanno di aver sbagliato a lasciarsi e continuano a dire che pensano sempre a quei giorni trascorsi insieme a Los Angeles.

Ormai loro stessi sono cambiati, divenendo esattamente ciò che non volevano diventare: due membri frivoli della Café Society. Nell’ultima sequenza del film: è capodanno. Lui pensa a lei. Lei pensa a lui. Ma ormai la loro storia d’amore non è più possibile e la loro felicità, felicità piena, è solo un ricordo di quei brevi attimi scambiati nella loro giovinezza.

Il mondo malinconico di Café Society

Note positive:

  • Gli attori sono molti bravi. Jesse Eisenberg è il nuovo Woody Allen, o meglio incarna esattamente i copioni scritti dal regista. Woody non recita più ma lui è come se fosse il giovane Allen: magrolino e pieno di problemi.
  • La fotografia con questo color tramonto, rosa – giallo, che invade le scene è adattissimo per mostrare gli anni trenta e la vita mondana dei Vip, fatta di pettegolezzi e party.
  • Buona sceneggiatura, con battutine funzionanti. Al cinema c’era parecchia gente che ridacchiava a certe frasi. Quindi ottimo. L’effetto voluto dallo sceneggiatore si è ottenuto nella ripresa.
  • Il tutto, giustamente, viene raccontato con una leggera aria fresca e di leggerezza che caratterizza il mondo della bella vita e della mondanità

Note negative

  • Alcune parti della sceneggiatura potevano essere completamente eliminate: cosa centra raccontare la vicenda del fratello maggiore di Bobby, che è un gangster? Era così importante avere questo siparietto, che sì era simpatico ma anche inutile?
  • Durata del film, troppo lungo. Troppo tempo senza rivedere Bobby e Vonny insieme e troppi discorsi futili e immagini ripetitive di lui che lavora al suo locale di successo.
  • Grande pecca – perché ripetizione di tutte le sue opere – troppe battute sugli ebrei, veramente un’ esagerazione. Il bello è che le tira fuori anche quando non servono a niente.
  • Eliminare alcune scene e riempirle con altre.
  • Passano gli anni ma gli attori non cambiano; non invecchiano minimamente.

Buon film. Da vedere e buon Amore. Che questo sia sempre al vostro fianco.

Stefano Del Giudice

Facebook Comments
 
The following two tabs change content below.

L'occhio del cineasta

2 pensieri riguardo “Il mondo malinconico di Café Society

  • ottobre 18, 2016 in 10:03 pm
    Permalink

    Tra i film di Allen che ho visto è il migliore sotto l’aspetto scenografico e fotografico (cosa che hai messo in rilievo). La storia del gangster non l’ho trovata affatto male invece! In ogni caso grazie per esserti iscritto al mio blog!

     
    Risposta
  • marzo 9, 2017 in 8:40 pm
    Permalink

    A me piace l’Allen dei gialli perchè non finiscono mai come ti aspetti.
    Caffè Society mi è piaciuto … dalla storia che racconta la grande verità di un amore non corrisposto (i grandi amori sono quasi sempre così).
    Sono d’accordo con te per le parti negative, eccetto le battute anche quelle che apparentemente sembrano non centrare nulla con il film centrano molto con Allen … ma è sempre un Allen, e basta che funzioni!

     
    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *