Il ladro di cardellini (2020) – Peripezie tragicomiche in una commedia tutta napoletana

Il ladro di cardellini (2020) - Peripezie tragicomiche in una commedia tutta napoletana 1

Il ladro di cardellini

Anno: 2020

Paese: Italia

Genere: Commedia

Casa di produzione: Minerva Pictures, Bronx Films, PFA Films, Rai Cinema

Distribuzione: Minerva Pictures Group

Durata: 90 min.

Regia: Carlo Luglio

Sceneggiatura: Carlo Luglio

Montaggio: Davide Franco

Musiche: Remo Anzovino

Attori: Nando Paone, Pino Mauro, Ernesto Mahieux, Gigi De Luca, Viviana Cangiano, Lino Musella, Tonino Taiuti, Giovanni Ludeno, Antonella Attili, Yuliya Mayarchuk

trailer italiano de “Il ladro di cardellini”

Trama de “Il ladro di cardellini”

Il sessantenne vedovo Pasquale Cardinale è un ex maresciallo della guardia forestale di Napoli, espulso dall’arma dopo essere stato scoperto a rivendere cardellini sequestrati per ripagarsi dei debiti di gioco. Le pasticche prescrittegli da uno pseudo-farmacista per tirarsi su di morale però provocano a Pasquale un infarto e la figlia Grazia si convince dunque che il padre ha bisogno di una badante. I soldi necessari per sostenere una tale spesa però sono molti e lo stipendio da cantante del duo “Strato di Grazia” formato col compagno non basta: sposare la badante rumena Giorgiana è l’unica soluzione per Grazia per risparmiarsi il pagamento, assicurarsi una parte della pensione del padre e concedersi finalmente l’agognato intervento di liposuzione. Ma anche gli amici bracconieri propongono a Pasquale una soluzione efficace ai suoi problemi economici: compiere un ultimo furto di cardellini da rivendere al mercato nero.

Recensione de “Il ladro di cardellini”

Presentato all’Ischia Film Festival 2020 tenutosi questa estate, Il ladro di cardellini è la nuova commedia tutta partenopea firmata Carlo Luglio. Un ritorno alle origini per Luglio, che nel 2003 aveva già girato un breve documentario dal titolo Cardilli addolorati in cui tramite testimonianze ripercorreva l’attività del bracconaggio e della vendita di uccelli proibiti nel sud Italia.

Nonostante sia nelle sale dal 29 ottobre, la pellicola si è già fatta notare per le numerose candidature ottenute in vari festival cinematografici. Il regista napoletano dirige un cast napoletano in terra napoletana, ma nonostante la costante campana Il ladro di Cardellini non è un film da attribuirsi al solo cinema territoriale. Alcuni elementi richiamano certamente l’ambientazione partenopea, ma nonostante questi riferimenti i fatti narrati ne Il ladro di cardellini possono estendersi all’intera penisola e i personaggi, seppur con un marcato accento locale, non sono delle macchiette regionali. Il ladro di cardellini, che è stato riconosciuto dal MIBACT come film di interesse culturale, mostra una Napoli che non siamo abituati a vedere, una Napoli che trova una soluzione più o meno legale a dei problemi che troppo spesso sfociano nella criminalità.

Analisi de “Il ladro di cardellini”

Il cinema napoletano è stato ed è tuttora un infinito palcoscenico di situazioni e sentimenti, caratterizzato da ironia, una grande varietà di temi e un’indiscutibile bravura degli interpreti. Il ladro di cardellini non fa eccezione e seppur appartenga al genere della commedia è capace di affrontare con notevole estro e differenze di tono ogni tipo di tema.

Il concetto di body positivity, il sentirsi a proprio agio col proprio corpo anche se non conforme ai canoni di bellezza, ci viene presentato tramite il personaggio di Grazia (Viviana Cangiano), la figlia di Pasquale ossessionata dai suoi chili di troppo e desiderosa di poter subire un intervento di liposuzione. Attraverso il personaggio di Pasquale invece Carlo Luglio affronta il vizio della ludopatia e delle conseguenze che questa dipendenza può comportare: è proprio a causa dei debiti derivanti dal gioco d’azzardo che Pasquale inizia a trafficare cardellini. Il ruolo di Pasquale è affidato a Nando Paone che finalmente ottiene la parte del protagonista dimostrando tutta la sua versatilità, riuscendo magistralmente a spaziare dai ruoli comici in cui eravamo abituati a vederlo (Benvenuti al sud, Napoletans) a ruoli più impegnati. Per la sua interpretazione l’attore napoletano si è aggiudicato anche il premio di miglior attore al Montecarlo Comedy Festival.

Anche l’età di Pasquale e dei suoi amici bracconieri è indicativa di un altro degli argomenti della storia: il ruolo degli anziani nella società. Spesso lasciati in secondo piano e ormai non più protagonisti della storia (intesa come processo di vita ma anche come sequenza di eventi narrativi raccontati sul grande schermo), Carlo Luglio riabilita agli occhi del pubblico un gruppetto di sessantenni, trasformando una semplice compagnia da bar in una brigata compatta e determinata in cui gli acciacchi dell’età e le antipatie personali vengono accantonati per compiere una missione. Il significato che riveste il contatto coi defunti e il ricorso ad alcuni stupefacenti per superare momenti di depressione sono altri due assunti affrontati ne Il ladro di cardellini, che ci fa capire come il primo non sia un gesto da considerare folle (“Sarei pazzo se io mi aspettassi la risposta di mia moglie, ma io lo so che lei non può rispondere” spiega Pasquale) e il secondo non sia mai una soluzione.

L’unico problema del film forse sta proprio qui: Carlo Luglio mette troppa carne al fuoco. Il regista è mosso da buone intenzioni, ma affrontando così tanti argomenti c’è il pericolo che qualche messaggio si perda per strada e che non riesca a guadagnarsi l’attenzione che merita perché affrontato troppo fugacemente. Il vizio del gioco d’azzardo, i problemi col proprio corpo, l’uso di droghe e la marginalità degli anziani nella società di oggi sono tutti temi attualissimi e troppo importanti da rubarsi la scena reciprocamente.

Nonostante questo difetto di poco conto Il ladro di cardellini ha il merito di includere nel racconto varie generazioni, spesso in contrasto, ognuna coi propri problemi e coi propri obiettivi. Carlo Luglio e gli attori a cui si affida costruiscono personaggi e peripezie talmente veritieri da mettere in scena una storia vicinissima alla realtà.  

NOTE POSITIVE

  • Nando Paone sboccia come mai prima;
  • Il connubio tra giovani e vecchi attori funziona benissimo;
  • L’originalità con cui i temi vengono affrontati.

NOTE NEGATIVE

  • Gli argomenti trattati sono tutti troppo importanti e alcuni avrebbero meritato un maggior approfondimento.

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