Il dittatore de Il Grande Dittatore

Il Grande Dittatore: Urliamo Libertà!

Recensione del capolavoro di Charlie Chaplin del 1940, Il Grande dittatore , candidato nel 1941 a due oscar.
Il grande dittatore locandina

Il grande dittatore

Titolo originale: The Great Dictator

Anno:1940

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: commedia

Distribuzione: United Artists, Bim

Produzione:Charles Chaplin Productions

Durata:126 min

Regia:Charlie Chaplin

Sceneggiatura:Charlie Chaplin

Montaggio:Willard Nico

Fotografia:Karl Struss, Roland Totheroh

Musiche:Charlie Chaplin, Meredith Willson

Attori:Charlie Chaplin, Jack Oakie, Reginald Gardiner, Henry Daniell

Trailer italiano de Il Grande Dittatore

Recensione de Il Grande Dittatore

Le nuvole si diradano! Comincia ad apparire il sole. Usciamo dalle tenebre verso la luce! Entriamo in un mondo nuovo, un mondo più buono, in cui gli uomini supereranno l’avidità, l’odio e la brutalità

Il Grande Dittatore

Il Grande Dittatore (The Great Dictator) è un film drammatico diretto da Charlie Chaplin del 1940 con Paulette Goddard ed è il primo film sonoro del regista e le sue prime parole emesse nel cinema sono forti e potenti come mai, considerando anche il periodo storico in cui la pellicola è stata girata e distribuita.

La speranza è una dote importantissima e necessaria, al fine della sopravvivenza, per la specie umana. L’umanità crede in un progresso positivistico: il domani sarà più luminoso dell’oggi. Noi lo speriamo con tutto il cuore, abbiamo bisogno di un’ancora di salvezza, necessitiamo di immaginare e di credere in un futuro migliore. Senza speranza non riusciremo a condurre le nostre tristi vite, senza fiducia in un futuro luminoso non riusciremo neppure ad alzarsi dal letto andando ad affrontare la nostra monotona e buia quotidianità.

Il mondo, oggettivamente, è un posto orribile a causa della malvagità umana: l’essere animale più crudele e maligno presente sulla faccia del pianeta Terra. Guerre, uccisioni, distruzioni, tradimenti affettivi, lotte di potere, omicidi per il non nulla, disperazioni e crisi di nervi, sono alla base del giorno. Se noi non ponessimo un briciolo di speranza sulla specie umana e sul futuro, come faremmo a vivere sapendo che ogni giorno sarà sempre peggio?

Fortunatamente gli esseri umani hanno la capacità di sperare che tutto andrà per il meglio, che le utopie pacifiste un giorno si realizzeranno, che i propri sogni d’individui un bel giorno vedranno la luce e sbocceranno. Una domanda mi pongo, quesito a cui non riesco minimamente a trovare una risposta, esaminando il mondo a me intorno e la mia stessa esistenza. Il mio quesito è codesto: se tutti noi non desideriamo altro che vivere felicemente e in amore le nostre brevi vite perché si auto-infliggiamo dolori e feriamo gli individui a noi intorno? Se vogliamo solo amare, perché c’è la guerra e la distruzione e l’espansione della sofferenza? Tutto ciò non riesco a comprenderlo.

Viviamo in un mondo basato sull’amore e sulla bontà. Amiamola, Amiamolo. Non abbiamo bisogno dell’odio, l’odio non fa bene alla nostra anima, ma causerà solo odio e tristezza nei nostri cuori. La vita va vissuta con leggerezza e bontà, la bellezza non vige nel potere ma nei piccoli particolari e nei piccoli affetti emotivi.

Amate, il mondo ne ha bisogno.

Trama de Il grande Dittatore

Prima guerra mondiale. Un barbiere ebreo combatta nelle truppe della XXI divisione artigliera della Tomania come addetto al funzionante di un gigantesco cannone. Durante il conflitto si rende protagonista di un eroico salvataggio, a bordo di un aereo, dell’ufficiale Schultz, ma il precipatere dell’areo comporterà al barbiere la perdita totale di memoria.

Dopo vari anni nell’ospedale mentale l’uomo fa ritorno alla sua vecchia bottega nel ghetto ignaro di ciò che sta accadendo nel mondo. Giunto a casa rimane sorpreso e sbalordito dal comportamento delle forze dell’ordine che vanno a imbrattare i vetri della sua attività, chiusa da svariati anni, con la dispregiativa scritta “Jew”. Il barbiere non comprendendo bene ciò che sta accadendo reagisce al sopruso suscitando l’interesse di una giovane ragazza di nome Hannah, anch’ella insofferente alle condizioni di vita dettate dal dittatore di Tomani, Adenoid Hynkel, il quale mostra un incredibile somiglianza estetica con il nostro protagonista della storia.

Messaggio all’umanità ne Il grande dittatore

Il grande dittatore è innanzitutto un canto di speranza: Chaplin vuole dare un messaggio al popolo, agli individui che si trovano sommersi in un mondo che sta andando al disastro, alla sua distruzione di massa. Il barbiere Ebreo ( interpretato da C. Chaplin) nel suo famosissimo messaggio all’umanità dichiara espressamente pochi concetti, ma lo fa in modo chiaro e preciso.

  • Tutti gli uomini devono avere dinanzi a loro un futuro luminoso, il proprio futuro, quello che ognuno di noi ha deciso e scelto per se stesso. Nessun dittatore, nessun individuo deve impedirti di raggiungere i tuoi desideri. Tutti dobbiamo essere totalmente liberi.
  • Il popolo è un immensa moltitudine. I potenti sono pochi. Il dittatore è solo uno. Le persone non devono solo ascoltare colui che possiede una carica importante o che detiene in quel momento il microfono. Le persone devono, innanzitutto, usare la propria testa, ragionare e seguire il loro cuore. Il popolo non deve mai fare e dire ciò che un signor. Nessuno professa ad un microfono, ma deve fare quel che lui vuole fare e sente che sia giusto fare (questa è democrazia e libertà).
  • Chaplin mostra al pubblico come ognuno di noi ascolti il detentore di un microfono o carica pubblica come se questo fosse un genio o un emerito dio, come se dalla sua bocca non fuoriesca altro che verità. Il dittatore può dir tutto e il popolino lo applaudirà. Il Barbiere, nel suo discorso dinanzi alla massa, parla d’uguaglianza, d’amore e di speranza e il mondo intero lo applaude… ma un giorno prima battevano le mani euforicamente per il mostro che proferiva “guerra”. Noi seguiamo, per paura, il volere del potere ma dovremmo imparare a seguire il nostro cuore e il nostro pensiero individuale. Noi dobbiamo possedere un nostro credo e una nostra opinione e non prendere come vero ciò che i leader vogliono che prendiamo per vero.

Libertà, democrazia e speranza sono alla base della realizzazione di un futuro migliore, di un mondo basato sull’amore e la gentilezza e non più sul conflitto. Tutti noi vogliamo amare ed essere amati, ma imperterriti i nostri capi continuano ad attaccare e creare inutili conflitti.

Analisi de Il grande dittatore

Il Grande dittatore (1941) precede gli eventi del secondo conflitto mondiale e questo fatto dà ancor di più una carica simbolica all’opera di Charlie Chaplin, rendendola un semplice capolavoro; non tanto per la sua realizzazione tecnica, pur sempre notevole, ma quanto per il suo significato, per ciò che il regista intende dichiarare con questo potentissimo mezzo di comunicazione che è il cinema. La sua voce sovvertiva si espande nel mondo e nel tempo.

L’opera cinematografica è una grandissima e potentissima parodia dei due dittatori Hitler e Mussolini ( chiamato nel film Napaoloni). Intento del cineasta è quello di mostrarli come due macchiette, due personaggi ridicoli per far vedere come il popolo appoggi e creda a due pagliacci di quel tipo: emblematica la scena della discussione tra i due dittatori. Altro obbiettivo di Charlot è mostrare l’irrazionalità e la stupidità delle credenze del Grande dittatore; in questo suo obiettivo si riesce esattamente, sia attraverso una gran quantità di battute che ridicolizzano il leader supremo sia attraverso scene grottesche come quelle in cui il dittatore gioco con un palloncino in cui raffigurato il mondo, simbolo del suo potere e influenza sul destino mondiale di ogni singolo individuo.

Non ci sarà pace finché non avremo la pura razza ariana. Che meraviglia! Una nazione biondi con gli occhi blu. Un’Europa, un’Asia, un’America bionde! E un dittatore bruno

Il Grande Dittatore

Il Grande Dittatore è un film altamente geniale in grado di unire in un unica storia divergenti generi cinematografici andando dal romanticismo fino a tocchi di grande commedia all’italiana senza trascurare la vena filosofica e drammatica intrinseca alla storia è che scaturisce appieno nel discorso più importante della storia di cinema narrato dal nostro Barbiera scambiato per il dittatore crudele e folle.

In questa pellicola visiva troviamo una grande attualità tematica. rintracciamo del grande cinema e sopratutto tematiche universali che sono valide sempre e lo saranno per sempre, trasformando Il grande dittatore in una storia universale ed eterna.

Note positive:

  • il messaggio che l’opera filmica intende dare
  • Lo stile umoristico
  • Opera con un livello filosofico universale

Note negative

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