Anne Hathaway inIl Cavaliere Oscuro – Il ritorno

Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno: Elegia di un mito

il cavaliere oscuro il ritorno locandina

Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno

Titolo originale: The Dark Knight Rises

Anno: 2012

Paese: Stati Uniti d’AmericaRegno Unito

Lingua: Inglese

Genere: AzioneDrammatico

Prodotto da: Christopher Nolan, Emma Thomas, Charles Roven

Casa di produzione: Warner Bros.Legendary Pictures, Syncopy Films, DC Entertainment

Durata: 2 hr 45 min (165 min)

Regia: Christopher Nolan

Sceneggiatura: Christopher Nolan, Jonathan Nolan

Montaggio: Lee Smith

Dop: Wally Pfister

Musica: Hans Zimmer

Attori: Christian BaleTom HardyGary OldmanAnne Hathaway, Joseph Gordon-Levitt, Michael Caine, Morgan FreemanBen Mendelsohn, Matthew Modine, Liam Neeson

Trama de Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno

Distruggeremo Gotham e dopo, quando avremo finito e Gotham sarà cenere, avrai il mio permesso di morire.

CIT. BANE (TOM HARDY)

Otto anni sono passati dalla cattura del Joker e dalla scomparsa di Batman, addossatosi le colpe degli orrendi crimini compiuti dal folle Harvey Dent/Due Facce. Grazie a un decreto emanato dal defunto procuratore distrettuale, la città di Gotham è stata ripulita completamente dal crimine, e Bruce Wayne (Christian Bale) vive da completo recluso nel suo maniero, divorato dai fantasmi del passato.

L’esilio che il miliardario si è auto-inflitto verrà ben presto abbandonato, perché il terrorista Bane (Tom Hardy), nuovo leader della Setta delle Ombre di Ra’s Al Ghul (Liam Neeson), ha stretto d’assedio la città per distruggerla dalle fondamenta.

Recensione de Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno

Chiunque può essere un eroe, anche un uomo che ha fatto qualcosa di così semplice e rassicurante come mettere un cappotto sulle spalle di un ragazzo giovane, per fargli sapere che il mondo non era finito.

Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno

Nel 2005, Batman Begins di Christopher Nolan apriva la porta a una nuova incarnazione cinematografica del crociato incappucciato creato dai due fumettisti Bob Kane e Bill Finger nel 1939, rivisitandone l’immaginario in chiave realistica. Nel suo seguito, Il Cavaliere Oscuro del 2008Batman veniva messo a confronto con la sua controparte negativa, il Joker, arrivando a compiere scelte estreme in nome del bene superiore. Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno, ultimo capitolo della trilogia, chiude la parabola supereroistica con una battaglia apocalittica contro l’emanazione della distruzione.

Sceneggiato da Nolan assieme al fratello Jonathan (autore di Westworld), l’ultimo atto della saga narra di una città, Gotham City, apparentemente depurata dai tentacoli della criminalità organizzata, ma preda di un profondo stato di crisi (sociale ed etica) e di furie distruttive esterne. Di fronte a tale scenario, il vigilante mascherato sarà costretto a intervenire per arginare un nuovo inizio di follia, a cui le costituzioni non riescono a far fronte, e nella lotta finale per la sopravvivenza, l’Uomo Pipistrello farà inoltre i conti con la sua natura di simbolo e con il suo retaggio. 

Nell’opera filmica troviamo due nuovi personaggi importanti: Tom Hardy nel ruolo di Bane e Anne Hathaway che interpreta Selina Kyle Catwoman

Analisi de Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno

Non esiste ricominciare nel mondo di oggi. Qualunque dodicenne con un cellulare può sapere quello che hai fatto. Ogni nostra azione è documentata e archiviata, rimane tutto.

CIT. SELINA KYLE (ANNE HATHAWAY)

Ricorda molto il modus operandi dei registi horror anni Settanta quello con cui Nolan piega le regole del genere cinefumettistico per veicolare le sue tematiche politiche, allineate a un imponente spettacolo pop corn. Tutto il discorso sul terrorismo e gli effetti sociali della paura, sviscerato nei due capitoli precedenti della trilogia, raccorda i fili con coerenza, anche se, a onor del veroIl Cavaliere Oscuro – Il ritorno è senza ombra di dubbio l’episodio più debole.

La sceneggiatura, nella prima sezione, accumula tanta carne al fuoco, forse troppa per dare alle quasi tre ore di film una compiutezza più solida. Nella seconda parte il film cambia pelle, migliora con il ridursi delle spiegazioni e diventa un oscuro e violento thriller supereroistico che lascia lo spettatore annientato; le scene d’azione prendono il sopravvento, e tutto il film acquista una climax ascendente epica che supera i fasti spettacolari di Inception, aiutato anche dalla colonna sonora di Hans Zimmer, qui più aggressivo e sepolcrale che mai, e da diverse scene d’antologia (il concitato prologo, il confronto brutale con Bane che lascia Bruce Wayne – e noi spettatori – traumatizzato e fatto a pezzi, e quella straordinariamente ispirata ambientata nel pozzo-prigione), fino ad arrivare agli ultimi tre quarti d’ora, davvero magistrali per portata delle immagini e dell’intensità emotiva.

Se il Premio Oscar Christian Bale ci conferma con le proprie qualità di essere un Batman straordinario, flemmatico, metodico, violento ma non privo di debolezze e lati (fin troppo) umani, Joseph Gordon-Levitt è sempre apprezzabile e Michael CaineLiam Neeson e Gary Oldman (pur relegati a camei) offrono un ritratto magistrale dei loro personaggi, il vero attore da applauso a scena aperta è Tom Hardy, che conferisce un fisico poderoso, un’intelligenza luciferina e una brutalità agghiacciante al suo Bane; un cattivo ben riuscito, penalizzato però dall’insopportabile doppiaggio di Filippo Timi e dal modo pressoché frettoloso in cui viene concluso il suo arco narrativo.

Se trascuriamo le diverse lacune di script (fra cui alcune inverosimiglianze tipiche di un po’ per tutti i film d’azione) e il finale che si poteva gestire in ben altra maniera, il lavoro del Christopher Nolan regista nella costruzione di una storia ricca di pathos e capace di trasmettere emozioni è sufficiente a rendere decorosa la chiusura della saga.

Note positive

  • Regia
  • Attori
  • Colonna sonora
  • La coerenza con cui Christopher Nolan ha raccordato i temi della saga

Note negative

  • Una sceneggiatura ben più rozza del dovuto

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