il castello maledetto recensione locandina

The Old Dark House – Il Castello Maledetto: L’horror del 1932

Recensione e scheda film del cult horror del 1932 Il Castello Maledetto dell'Universal Pictures basato sul romanzo di J.B. Priestly
il castello maledetto recensione locandina

Il Castello Maledetto

Titolo originale: The Old Dark House

Anno:  1932

Paese di produzioneStati Uniti D’America

GenereHorror

Durata: 1 hr 12 min 

Produzione: Universal Pictures

Distribuzione: Universal

Regia: James Whale

Sceneggiatore: R.C. Sheriff, Benn W. Levy

Montaggio: Clarence Kolster

Dop: Arthur Edeson

MusicaBernhard Kaun

Attori: Boris Karloff, Melvyn DouglasCharles Laughton, Lilian Bond, Ernest Thesiger, Gloria Stuart, Elspeth Dudgeon, Brember Wills, Eva Moore, Raymond Massey

Recensione de il Castello Maledetto

Dimenticatevi zombie, mostri, vampiri, e quelle guglie appuntite che mettono sottosopra le inquadrature dei film espressionisti. La Hollywood dei grandi teatri di posa ha confezionato la
ricetta perfetta per un mélange d’incassi al botteghino e raffinato intrattenimento estetico, ed è decisa a farvi leccare i baffi.

Siamo nel 1932, e, grazie alla collaborazione dell’americanissima Universal Pictures e dell’inglesissimo James Whale, The Old Dark House, in italiano Il Castello Maledetto, fa la sua apparizione nelle sale cinematografiche.

Trama de il Castello Maledetto

The Old Dark House comincia, si sviluppa, e viene condotto allo scioglimento nel giro di una notte.Tratto da Benighted (1927), romanzo di J. B. Priestly, il film segue le vicende di un gruppo di viaggiatori che si ritrova a dover riparare causa tempesta in una dimessa magione nella più desolata campagna gallese.

L’antica villa è abitata dai misteriosi Horace e Rebecca Femm (Ernest Thesiger ed Eva Moore), i quali vegliano sull’anziano padre Sir Roderick (Elspeth Dudgeon) aiutati da Morgan (Boris Karloff), maggiordomo deforme e ubriacone. Ma la famiglia nasconde un segreto, che, una volta scoperto, farà precipitare gli eventi, mettendo a rischio la sopravvivenza degli ignari visitatori.

Analisi de Il castello maledetto

Che prediligiate pallide donzelle in pericolo o maledizioni di vecchie megere, Il Castello Maledetto saprà darvi pane per i vostri denti. Tenetevi forte dunque. Perché sarà una notte che non vorrete ricordare.

Whale, il regista, proveniente dalla tradizione europea, teatrale e intellettuale, passerà alla storia come padre nobile del genere horror. Gli studios, e in specie il patron della Universal Carl Laemmle, spingono invece per battute sagaci, ritmi narrativi serrati, e una chiara ripartizione dei ruoli tra buoni e cattivi.

Nel più pragmatico spirito negoziale a maggior gloria dell’arte, l’incontro a metà strada delle due sponde dell’Atlantico dà così vita un’opera destinata a fare scuola e a passare alla storia come vero e proprio cult del brivido, contribuendo a introdurre nell’industria cinematografica tropi temi che, fino a quel momento, erano stati di pertinenza esclusiva del film d’arte del Vecchio Continente.

Il ritmo del film è dunque serrato ma magistralmente calibrato. Gli eventi avanzano in un sapiente alternarsi di bon ton inglese, schermaglie tra i sessi, e agguati nel buio coronati dall’immancabile rombo di tuono di sottofondo (se ne veda l’irriverente parodia di Mel Brooks in Frankenstein Junior). Whale dirige questa terrificante commedia con occhio esperto ma vivace, dimostrando sia grande sensibilità nel trattare i corpi dei personaggi che perizia nell’accostare diverse tecniche di ripresa e nel ricercare l’effetto-sorpresa affidandosi più a un montaggio repentino, quasi a schiaffo, che a primi piani sul pesante trucco degli attori.

Il risultato è un inedito crossover di generi, immaginari e influenze che strizza gli occhi al futuro mentre pone saldamente le proprie radici nel passato; una godibile prefigurazione di quello che sarà il noir prima, il cinema di Hitchcock poi, e che saprà emozionarvi e tenervi incollati allo schermo.

Non fatevi perciò intimidire dall’aspetto burbero dei padroni di casa, e osate anche voi addentrarvi nei bui saloni dell’abitazione dei Femm, dove l’elettricità è bandita come stregoneria e succulenti arrosti con patate si materializzano spettralmente sul tavolo della cena. In fondo, la galanteria britannica è proverbiale. E di sicuro Horace e Rebecca sapranno approntare un letto in più in cui farvi riposare.

Newsletter Updates

Enter your email address below to subscribe to our newsletter