Il Caso Pantani – l’omicidio di un campione: La narrazione di un caso di cronaca sportiva e non solo

Trama di Il Caso Pantani – l’omicidio di un campione

Immaginate: dopo anni di sacrifici, sudore, passione e tanta determinazione, vi trovate in sella ad una bicicletta da corsa, sentite di essere il più veloce di tutti, quella gioia e quell’adrenalina che vi avvolgono tutto il corpo vi permettono di percorrere kilometri e kilometri, salite ardue e discese in cui respirare un po’ di più, nessuno riesce a tenervi testa, siete ad un passo dal paradiso. Ora immaginate che quella competizione sia il Giro d’Italia e la persona in cui vi state immedesimando si chiami Marco Pantani. Alla vigilia dell’ultima tappa ha più di cinque minuti di vantaggio sul secondo, una vittoria ormai certa,  il Pirata sta per vincere per il secondo anno consecutivo il Giro. Arriva la mattina della gara, il 5 giugno 1999. Dopo un controllo dell’anti-doping all’hotel Touring di Madonna di Campiglio, Marco Pantani viene escluso dal giro d’Italia. Il campione grida al complotto, tutta la nazione è dalla sua parte e nonostante nuovi test nel pomeriggio seguente rivelino che Marco non ha livelli sballati nel sangue, non c’è nulla da fare.

Da quel momento Pantani non si riprenderà più, quell’esclusione ingiusta è l’incidente da cui non riesce a staccare la testa. Entra in depressione, fa uso di cocaina, diventa ossessivo, scrive sui muri di casa i suoi sfoghi che vorrebbe gridare al mondo intero. Nessuno sembra essere davvero dalla sua parte, nessuno vuole difenderlo veramente, proverà con tutte le sue forze ad uscirne da quel tornado di delusioni, non ce la farà, verrà trovato morto il giorno di San Valentino del 2004, nella sua stanza d’albergo, con evidenti segni di lotta attorno a lui ed una scena del crimine ben poco credibile. Dopo diversi anni dalla sua morte, verrà provato che attorno alla vicenda della provetta che l’ha escluso dal Giro e che di fatto ha sancito la sua morte come ciclista e come uomo, c’era la camorra.

Recensione di Il Caso Pantani – l’omicidio di un campione

Grandi emozioni. La prima sensazione che si avverte dopo la visione di questo film probabilmente è rabbia. Rabbia per un uomo che ha sofferto, che è stato derubato intenzionalmente di un titolo che ormai era già nelle sue mani ma non solo, Marco Pantani è stato derubato della propria vita a Madonna di Campiglio, nessun organo di potere ha fatto una ricerca approfondita e Marco è stato lasciato solo. Quel mattino a Campiglio i giornalisti erano già presenti numerosi sotto l’hotel Touring prima che Marco fosse avvertito della notizia. Era già tutto programmato. Da quel momento in poi Marco non volle più ritornare in sella alla sua bicicletta se non per allenarsi, gli fu addirittura detto che se avesse voluto partecipare l’anno seguente avrebbe dovuto dichiararsi colpevole ed affermare che le analisi erano veritiere.

Per la realizzazione de Il Caso Pantani – l’omicidio di un campione non si può che sottolineare la grande ricerca e documentazione di Domenico Ciolfi (regista e sceneggiatore), il quale si è dedicato per sei anni al caso Pantani ed ha contribuito a riaprire l’inchiesta per la morte del campione romagnolo durata solo 55 giorni nel 2004. La chiave di lettura del personaggio offerta dal regista milanese non è assolutamente banale: tre attori ad interpretare le tre anime di Pantani, nei suoi tre momenti più caratteristici della sua vita. Non è presente una linea del tempo continua ma la narrazione a montaggio alternato è caratterizzata da flashback e flashforward.

Dichiarazioni e argomentazioni

Non è stato sicuramente un lavoro banale quello svolto da Domenico Ciolfi, autore indiscusso di questo film, che lui stesso definisce come un noir contemporaneo, un film d’inchiesta o meglio un dramma interiore. Alla domanda su come è nata l’idea della realizzazione di un lungometraggio sulla vita del Pirata, Ciolfi non ha dubbi:

E’ nato dal fatto che ciò che ci stavano raccontando e che ci volevano far credere su questa vicenda ci sembrava più una storia tratta da qualche film americano che realtà. Marco non si voleva uccidere, la scena del crimine quel giorno è stata manipolata, la stanza è stata messa a soqquadro volontariamente e non dopo uno scatto d’ira del campione romagnolo in uno dei suoi momenti peggiori. Tutto ciò è dimostrato dal fatto che nessun degli oggetti a terra era rotto o danneggiato, non sono stati lanciati ma appoggiati. Inoltre la quantità di cocaina presente nel corpo di Marco era 6 volte la dose letale e gli è stata fatta ingerire tramite acqua.

Il r egista de Il Caso Pantani – l’omicidio di un campione

Brividi. Non ci sono parole per descrivere questo. Non ci sono parole nemmeno per commentare i soli 55 giorni d’inchiesta dedicati a un caso di tale portata. Anche la stessa madre di Pantani ha collaborato fornendo dichiarazioni importantissime per la realizzazione del progetto e a una domanda sul film risponde emozionata:

Mio figlio non me lo ridà indietro nessuno, il mio obiettivo primario è quello di fare giustizia e di evitare che altri giovani vengano fregati come è stato fregato mio figlio.

Il Caso Pantani – l’omicidio di un campione

Probabilmente avrebbe meritato più spazio, tuttavia Il Caso Pantani – l’omicidio di un campione sarà al cinema il 12-13-14 ottobre come evento speciale in 300 sale italiane, un vero capolavoro per chi conosceva Marco sia di persona che come atleta.

Analisi del Film Il Caso Pantani – L’omicidio di un campione

Sicuramente Il Caso Pantani – l’omicidio di un campione è un film che vorresti avesse un finale diverso ma purtroppo questo non è possibile (per ora). Oltre alla narrazione dei fatti, che come ho già sottolineato risulta molto fluida e mai vaga, grazie alla grande ricerca fatta da parte dell’autore, ciò che colpisce maggiormente nel film sono diversi aspetti tecnici non banali. Primo fra tutti il sapiente utilizzo dei primi piani nei momenti di maggior tensione, l’esempio palpabile è il primo piano sul medico che mostra la provetta a Marco pronunciandogli una frase che sa più di minaccia che di semplice affermazione (” Questa è la tua provetta, poi non voglio balle. “)

Da sottolineare è inoltre la sceneggiatura mai fantasticata o frutto d’inventiva ma al contrario basata nella maggior parte dei casi sulle parole realmente dette al tempo dei fatti. Proprio per questo il film è crudo e toccante nel solo per il nostro senso visivo ma anche per quello uditivo. In questo caso possiamo ricordare il processo ai medici che effettuarono i test a Campiglio: quel giorno in tribunale dissero esattamente le stesse parole udite in questa pellicola.

Insomma quello di Pantani è ancor oggi un caso irrisolto che aleggia davanti ai nostri occhi e dentro i nostri cuori, non era facile mettere in ordine e rappresentare tutte queste verità su schermo ma senza ombra di dubbio Domenico Ciolfi è riuscito nel suo intento.

Note positive

  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Fotografia
  • Musica
  • Ricerca del materiale d’archivio e non

Note negative

  • Nessuna in particolare