i vitelloni poster

I Vitelloni: Uno spaccato di vita

Recensione e scheda film dei Vitelloni, il terzo lungometraggio di Federico Fellini, dedicato al tema dell'amicizia e della crescita personale


Scheda Film
Recensione
Scheda Film

I Vitelloni: Scheda film 

Anno: 1953

Paese di produzione: Francia, Italia

Genere: commedia

 

CAST TECNICO

 Regia: Federico Fellini

Sceneggiatore: Federico Fellini, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli

Montaggio: Rolando Benedetti

Dop: Otello Martelli, Carlo Carlini, Luciano Trasatti

Musica: Nino Rota

Aspect Ratio:

Durata: 1h 42m

Produzione: LORENZO PEGORARO PER PEG FILM (ROMA), CITE’ FILM (PARIGI)

Distribuzione: Enic – Domovideo, Mondadori video, De Agostini, Multigram, L’unita video

CAST ARTISTICO

Franco Interlenghi, Alberto Sordi, Franco Fabrizi, Leopoldo Trieste, Riccardo Fellini, Eleonora Ruffo, Jean Brochard, Claude Farell, Carlo Romano, Lída Baarová, Arlette Sauvage, Enrico Viarisio, Paola Borboni, Vira Silenti, Maja Nipora, Achille Majeroni, Silvio Bagolini, Guido Martufi, Giovanna Galli, Franca Gandolfi, Gigetta Morano, Rosalba Neri, Ottavia Piccolo, Massimo Bonini, Alberto Anselmi, Milvia Chianelli, Gustavo De Nardo, Graziella De Roc, Gondrano Trucchi, Lino Toffolo

Recensione

I vitelloni: Recensione film

I Vitelloni è la terza opera cinematografica di Federico Fellini (Rimini, 20 gennaio 1920 – Roma, 31 ottobre 1993), dopo il suo esordio alla regia con Luci del varietà, co-diretto con Alberto Lattuada del 1950 e Lo sceicco bianco del 1952. Il film è una co-produzione italo-francese tra la Peg Film e la Cite Films, con la sceneggiatura scritta dal regista stesso assieme a Ennio Flaiano, mentre per quanto riguarda il soggetto della storia abbiamo la presenza, oltre ai due, di Tullio Pinelli.

Leonora Ruffo in I vitelloni (1953)

Trama

Questo è il cursale della nostra cittadina. E questa che si sta svolgendo è l’ultima festa della stagione: l’elezione di Miss Sirena 1953. C’è molta bella gente, no? […] Ci sono tutti, naturalmente ci siamo anche noi, i vitelloni.

cit. I vitelloni

I Vitelloni, che appaino cantando insieme in voce over la canzone degli Alpini per la strada del centro storico di Rimini, sono Moraldo, Alberto, Fausto, Leopoldo e Riccardo. Il film segue le vicende di questo gruppo d’amici sui trent’anni, i cosiddetti Vitelloni, un termine di Pescara in voga nel dopoguerra che sta a significare dei vagabondi che oziano e non hanno un lavoro, passando il loro tempo a passeggiare, al biliardo, al bar. L’opera cinematografica traccia la quotidianità e la vita dei ragazzi del dopoguerra, tracciando, chi più, chi meno, il carattere e le situazioni quotidiane della vita.  

Alberto sordi in I vitelloni (1953))

I personaggi della storia

Fausto Moretti (interpretato da Franco Fabrizzi, ma doppiato da Nino Manfredi) mette incinta Sandra Rubini (Leonora Ruffo, doppiata da Rina Morelli), eletta Miss Sirena 1953 in un concorso di bellezza ventoso e tempestoso in uno stabilimento balneare. Fausto ha trent’anni e vorrebbe abbandonare la sua ragazza dicendo al fratello di lei, Moraldo Rubini (Franco Interlenghi), di voler cercare lavoro a Milano, e che se vuole, può venire con lui; ma il padre, orecchiando i discorsi di Fausto, decide che deve mettere la testa a posto, sposarsi con Sandra, prendendosi tutte le responsabilità di uomo e di padre.

Fausto incarna così la figura del Don Giovanni, amante delle belle donne e  generalmente di avventure amorose, trascurando sua moglie Sandra e suo figlio “Moraldino”, perdendo perfino il lavoro in un negozio di oggetti religiosi per il suo comportamento immorale. Sandra al contrario è una moglie fedele, premurosa e un po’ ingenua, comprendendo comunque in realtà che suo marito occasionalmente la tradisce e ci prova con altre donne. Nel film la vediamo spesso piangere, segno del malessere che prova nel non ricevere una degna importanza come donna da parte del marito. Alla fine sarà Sandra a compiere un atto e una trasformazione caratteriale di coraggio per dare a Fausto una lezione di vita, facendosi valere agli occhi di lui.

inizio i vitelloni Fausto

Leopoldo invece è l’intellettuale del gruppo; scrive commedie teatrali di notte e sogna di diventare commediografo. E’ con l’incontro del divo del teatro e capocomico di una compagnia, Sergio Natali, che si infrangono i suoi sogni di scrittore; non perché la commedia all’attore non sia piaciuta, anzi al contrario!. La realtà e il mondo del lavoro è qualcosa quindi di differente rispetto ai suoi sogni.

Moraldo invece è il personaggio più taciturno; fratello di Sandra, fa amicizia con un bambino che lavora nella ferrovia cittadina. Il suo carattere è introverso e, quando è a conoscenza che Fausto ha tradito sua sorella Sandra con un’attrice napoletana, non le rivela dell’accaduto. Alla fine del film compierà una scelta azzardata per dare una svolta alla sua vita.

Alberto, interpretato da Alberto Sordi, ha una sorella, Olga, che deciderà di scappare di casa con il suo amante, un uomo già sposato. L’uomo quindi non avrà più il sostegno economico, seppur minimo, dalla sorella, che aveva un lavoro. Si sentirà sempre più frustrato e solo, dandosi all’alcool durante il veglione di Carnevale.

Celebre ne I Vitelloni è la scena in cui manderà a quel paese dalla macchina, con il “gesto dell’ombrello” e una pernacchia, dei lavoratori (interessante sottolineare come nella scena del Carnevale della piazza cittadina, un personaggio vestito con mascherone di Totò, fa lo stesso gesto che poi farà Alberto).

Riccardo invece è il cantante tenore; lo vediamo in esecuzione nell’incipit al concorso di bellezza e allo sposalizio di Sandra e Fausto. Anche lui avrà una relazione con una donna, ma il suo personaggio è il meno rilevante e approfondito.

Franco Interlenghi

Analisi filmica

La storia è raccontata dalla voce di un narratore over che non vediamo mai come personaggio-attore all’interno della diegesi, ma ci aiuta emotivamente a comprenderla e a sentirci anche noi parte del gruppo dei Vitelloni.

Per quanto riguarda il luogo della finzione scenica, l’ambientazione è quella della città romagnola di Rimini, anche se il film è stato girato altrove, tra Ostia (il lungomare), Viterbo (le strade, piazze e la stazione), Firenze (la parte del carnevale e della rappresentazione teatrale dove recita Sergio Natali, presumibilmente realizzata nel Teatro della Pergola) e la città provinciale di Rimini, che è rappresentata più come un grande paese, spesso desolato, sporco, ventoso e freddo nelle notti d’inverno, ricostruita interamente a Cinecittà a Roma.

All’interno de I Vitelloni sono presenti anche delle canzoni; segnalo tra le molte, oltre ad “Aprite le porte”, un accenno, durante l’episodio dell’avanspettacolo, di “Vola colomba” di Nilla Pizzi, canzone vincitrice della II° Edizione del Festival di Sanremo 1952. Non mancano nelle inquadrature la visione di marchi e loghi famosi di prodotti, tra i quali le insegne de Il Tempo (quotidiano fondato a Roma nel 1944), Martini (società di alcolici nata a Torino nel 1863), Salva (formaggio cremasco), Esso (compagnia di benzina).

Per quanto riguarda la regia Federico Fellini ci offre un affresco della vita dei vitelloni e della società italiana dei primi anni 50 con inquadrature “semplici” che tendono alla rappresentazione di uno spaccato di quotidianità, con utilizzo di dissolvenze incrociate, panoramiche, profondità di campo e campo-controcampo, e un montaggio frastagliato che vuole rendere la veridicità degli eventi. Il tono delle musiche di Nino Rota, drammatiche ma anche sognanti, correlate alla narrazione over e alle immagini degli attori, danno al film l’atmosfera sia drammatica, che di commedia. I personaggi, per riuscire a uscire dalla situazione di vitelloni, quindi passare dall’adolescenza all’età adulta, devono trovare un ruolo per la loro vita, in un paese che sembra non dare molte possibilità lavorative. I sogni possono quindi essere lontani dalla realtà amara della vita, e il viaggio verso l’ignoto può essere l’unica soluzione per provare a realizzarli. 

Note positive

  • Ottima sceneggiatura
  • Caratterizzazione dei personaggi principali
  • Fotografia

Note negative

  • Il mancato approfondimento della figura di Riccardo
  • La presenza del doppiaggio che seppur ottimo non permette di godere delle vere interpretazioni attoriali
  • Il montaggio: A tratti eccessivamente frenetico, come nella scena della partenza degli sposi per il viaggio di nozze

Newsletter Updates

Enter your email address below to subscribe to our newsletter