I Tenenbaum: Ritratto di famiglia

I Tenenbaum: Ritratto di famiglia 1

I Tenenbaum

Titolo originale: The Royal Tenenbaums

Anno: 2001

Paese: Stati Uniti d’America

Lingua: Inglese

Genere: Commedia, Drammatico

Casa di Produzione: American Empirical Pictures, Touchstone Pictures

Durata: 109 min

Regia: Wes Anderson

Soggetto: Wes Anderson, Owen Wilson

Sceneggiatura: Wes Anderson, Owen Wilson

Fotografia: Robert D. Yeoman

Costumi: Karen Patch

Scenografia: David Wasco

Montaggio: Daniel Padgett, Dylan Tichenor

Musiche: Mark Mothersbaugh

Attori: Danny Glover, Gene Hackman, Anjelica Huston, Bill Murray, Luke Wilson, Owen Wilson, Gwyneth Paltrow, Ben Stiller

I Tenenbaum Trailer ENG

Recensione de I Tenenbaum

Pellicola ad oggi considerata Opera Magna del regista texano, all’epoca 32enne, che ci mostra in tutta la loro magnificenza il suo stile, la sua estetica e la sua eccentricità. Film che presenta una combinazione perfetta tra tutti gli elementi che lo compongono: dramma, commedia, esuberanza, colori pop, musiche e personaggi (e quindi cast); non per niente è il film che tutti si figurano quando viene nominato Wes Anderson.

Primo tra i lavori del regista ad essere distribuito nelle sale cinematografiche (a differenza dei due precedenti), sia negli Stati Uniti che all’estero.

Trama de I Tenenbaum

New York, anni ’70. Etheline e Royal Tenenbaum sono i genitori tre geniali (e bizzarri) bambini: Chas il genio della finanza, Richie il campione di tennis e Margot la drammaturga; bambini che, purtroppo, “perderanno” i loro talenti con lo sfasciarsi della famiglia a causa dell’abbandono e dei continui tradimenti da parte del padre.
New York, 2001. Royal Tenenbaum oramai al verde e pentito di come ha condotto la sua vita torna dalla sua famiglia, di nuovo unita sotto lo stesso tetto, in cerca di redenzione. Così le vite e i problemi di tutti i familiari si incontrano (e si scontrano) per la prima volta.

Tutti i ricordi dei giovani Tenenbaum sono stati cancellati da due decadi di tradimento, fallimento e disastro.

Cit. Narratore

Analisi de I Tenenbaum

Quando il nome di Wes Anderson viene citato, il primo film a cui si pensa è proprio I Tenenbaum, e questo perché è assolutamente perfetto in ogni sua parte ed oggi, a quasi vent’anni dalla sua uscita, è ancora un modello di eccellenza, stile ed eccentricità.

Sintesi psicoanalitica familiare portata avanti in una casa dove la figura paterna è inesistente e quella materna non è abbastanza risoluta; i ragazzi crescono senza avere dei modelli ai quali ispirarsi. Un po’ come ne Il curioso caso di Benjamin Button ci troviamo davanti a dei bambini intrappolati nel corpo di adulti e, da geniali quali erano, i tre giovani Tenenbaum diventano depressi, nevrotici e scontenti della loro vita. Il ritorno a casa, dove tutto è rimasto invariato dalla loro infanzia (dall’arredamento delle loro stanze all’atteggiamento della madre nei loro confronti), sancisce per i tre una seconda possibilità per potersi “rimettere in carreggiata” e poter così dare una svolta, in positivo, alla loro vita. Un’ulteriore riprova che i ragazzi non si siano mai separati dalla loro infanzia, come invece fanno le persone quando diventano adulte, sta nell’atmosfera anni ’70 che non sparirà mai dall’inizio del film. Anche il ritorno a casa del padre Royal, causa prima di ogni cosa, aiuterà l’intera famiglia Tenenbaum a riscattarsi cancellando, con la sua redenzione, l’insoddisfazione di una vita vissuta male.

La regia e gli interpreti

Con questo film Anderson ci si mostra nel più assoluto stato di grazia e all’apice delle sue capacità registiche, qui il dramma e la commedia (con un contorno nonsense e grottesco) sono perfettamente legati, nel modo più raffinato possibile, creando un mix agrodolce caratteristico proprio del regista.

Contrariamente ai suoi lavori precedenti, qui Anderson utilizza attori affermati e al pieno delle loro carriere anche se calati in ruoli molto diversi dal loro “solito”, ma non per questo risultano meno credibili nelle loro interpretazioni, capaci di sviscerare sentimenti profondi e molto personali, che si evolvono e acquisiscono consapevolezza con l’avanzare dell’età.

Menzioni onorevoli vanno, ovviamente, alla colonna sonora pop e nostalgica, alla scenografia che fa invidia ai migliori negozi nostalgia ed ai costumi stravaganti e iconici quanto il film stesso.

NOTE POSITIVE

  • La scelta del cast
  • La fotografia
  • I costumi

NOTE NEGATIVE

  • Nessuna