Daniele Gaglianone foto

I Nostri Anni (2000): Intervista al regista Daniele Gaglianone

Intervista A Daniele Gaglianone, regista torinese che nel 2000 realizza la sua prima opera cinematografica intitolata: I Nostri anni. All'interno trovate la video intervista.
Intervista sul film I Nostri Anni a cura di Emanuele Marchetto

Informazione su i Nostri Anni di Gaglianone

Interessante film d’esordio, che mescola diversi linguaggi cinematografici (dal film storico al documentario), affronta la complessità della memoria e di come il nostro paese non abbia ancora fatto i conti con uno dei periodi più bui della nostra storia.

La pellicola fu presentata in concorso al Torino Film Festival e nella sezione Quinzaine Des Réalisateurs del Festival di Cannes 2001. Vinse invece il premio come miglior lungometraggio al Cervino Cinemountain 2001. Il regista fu inoltre candidato al Nasto d’argento per il miglior regista esordiente. 

Trama

Alberto e Natalino sono due anziani ex-partigiani, reduci da esperienze terribili durante la guerra. All’interno di un ospizio Alberto riconosce un ex comandante fascista, colpevole di aver ucciso un loro compagno d’armi. L’ex fascista appare oggi ai loro occhi come un vecchio invalido non autosufficente, ma il peso delle sue colpe pesa ancora nei ricordi dei due protagonisti. Dovranno quindi decidere se vendicarsi o farla passare liscia al loro carnefice, ma la risposta non sarà così semplice.

Estratto dell’intervista a Gaglianone

Quando è nata l’idea per questo film?

“I nostri anni è il mio primo lungometraggio ed è il film con cui sono cresciuto, nel senso che l’ho girato nel 2000, però la prima idea di questo film risale al 199293”

Come mai ha scelto un tema complesso come la resistenza per il suo film d’esordio?

”Nasce da diverse suggestioni: sicuramente dal mio incontro con l’universo della resistenza, (…) lavorando all’archivio cinematografico della resistenza. Lavorando lì sicuramente è stato fondamentale l’incontro con Pietro Gobetti

Quindi l’idea è nata dalle testimonianze degli ex partigiani che lei ha conosciuto?

Io spesso chiedevo: se lei incontrasse adesso un suo vecchio nemico, un fascista che le ha provocato un dolore che si è trascinato per tutta la vita, cosa farebbe? Le reazioni erano molteplici (…) Così mi venne in mente la storia di due persone con quel passato lì, che dopo 50 anni rincontrano questo loro vecchio nemico. E cosa fare?”

Il fulcro del film è dunque un atto di vendetta verso un nemico di vecchia data?

“Non è solo un’azione contro un loro nemico. Ci sono altre questioni in ballo, più esistenziali. È anche un modo per dire NO al fatto di sparire, sparire fisicamente, ma anche sparire nel flusso indifferente della storia”

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