Una definizione del ‘drammatico’ come genere appare molto difficile per il cinema e possibile, prima di tutto, in negativo. I toni devono essere seri, problematici, non lievi e rasserenanti come accade nella commedia; i sentimenti possono essere in primo piano, ma non nei termini esasperatamente romantici del melodramma; l’azione non deve prevalere come nell’avventuroso (con le sue declinazioni di western e di bellico); né canzoni e musiche devono essere più importanti delle parti dialogate, come nei musical; i misteri svelati dall’intreccio nella parte finale non devono essere lo scopo della narrazione, come nei vari tipi di poliziesco, con le declinazioni di noir, film di spionaggio, o film di gangster; le immagini dell’ambiente non devono essere più importanti delle vicende dei personaggi di finzione, perché altrimenti ci si colloca in un ambito affine al documentario; e d’altra parte le ambientazioni non possono essere troppo irrealistiche e, soprattutto, non vi possono essere miracoli o soluzioni trascendenti, a opera di esseri soprannaturali, celesti o infernali che siano, perché altrimenti ci si colloca nel fantastico. Sembrerebbe dunque che, procedendo così per esclusione, lo spazio del drammatico filmico finisca per essere estremamente ridotto, fino quasi ad annullarsi. cit. Enciclopedia del cinema (2003) Treccani

 

In questo articolo mostrerò i miglior film drammatici, secondo L’occhio del cineasta, innanzitutto chiarisco i dati con cui ho svolto la mia analisi filmica che prende in analisi i film più importanti che vanno dal 1895, anno in cui i fratelli Lumiére hanno mostrato il loro cinema al mondo, fino al 2011 per non fare una carrellata eccessiva negli anni ben notando che i film di oggi hanno un modo di raccontare le vicende notevolmente divergente dal passato.

Il genere drammatico lo intendiamo come quel genere che deve mettere lo spettatore in difficoltà portandolo a fare delle riflessioni, piangere o provare ribrezzo verso quella storia. La vicenda narrata deve suscitare qualcosa di forte che viene portato al di fuori del cinema.

Le storie d’amore che finiscono bene non sono incluse nel genere, essendo più vicino alla commedia o al sentimentale, i film di tossicodipendenza come Traispotting non vengono inclusi avendo una venatura più sul grottesco, commedia nera. 

 Le storie considerate devono suscitare un sentimento profondo e riflessivo in ognuno di noi.

16) THE DREAMERS – I SOGNATORI ( 2003, Bertolucci)

Un film di formazione, che analizza ottimamente l’epoca storica del 1968 mossa dalle rivoluzioni sociali giovanili che vogliono cambiare il mondo, mischiando i sogni e la realtà.

Ottime le interpretazioni in special modo quella di Eva Green, la vera scoperta di Bertolucci

La storia analizza la vita di tre ragazzi appassionati di cinema nella Parigi del’68, narrando il loro triangolo amoroso sotto degli aspetti nuovi e mai visti nel cinema. Le emozioni e l’analisi sessuale e politica rendono il film un oggetto da vedere.

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15) RISVEGLI (AWAKENINGS, 1980, PENNY MARSHALL)

Storia straziante, con due dei più grandi attori del cinema moderno: Robin Williams e Robert De Niro

Un dottore riesce a scoprire la cura al Parkisson, ed inietta a dei pazienti affetti da catatonia la medicina.

I pazienti sembrano riprendersi ritrovando una loro normalità, ma cosa accade quando l’effetto svanisce? I pazienti riusciranno ad accettare di ritornare catatonici e malati dopo aver trovato la normalità e la bellezza del vivere?

14) CHRISTIANE F. – NOI, I RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO (1981, ULI EDEL)

Tratto dal romanzo di Christiane Vera Felscherinow, che narra la sua vita nel periodo della sua adolescenza e della tossicodipendenza iniziata a causa di un amore.

Un film che non prende scorciatoie sull’argomento ma inchioda lo spettatore a guardare ogni attimo, angosciandolo.Proviamo pietà ma non possiamo fare niente per aiutare la protagonista. 

Un capolavoro del cinema Tedesco con una incredibile interpretazione di Natja Brunckhorst .  La musica dà una marcia in più al film.

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13) I QUATROCENTO COLPI (1959, FRANCOIS TRUFFAUT)

Un classico del cinema ed il capolavoro della nouvelle vague, vincitore nel’59 come miglior film a Cannes.

Narra la storia di un bambino di 12 anni a Parigi che non riceve nessun tipo di affetto dai genitori e ciò lo porterà a compiere azioni errate. Il finale è una corsa infinita verso la salvezza.

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12) SHAME (2011, STEVE MCQUEEN)

Angosciante, un film che ti porta nel tormento dell’animo umano. 

Brandon ( Michael Fassbender) è dipendente dal sesso passando da una donna all’altra. La storia non è niente di che, ma il modo in cui il regista la racconta è originale e sconvolgente. La sceneggiatura e la regia investigando in questa malattia crea un personaggio di un fascino incredibile e pieno di sfumature. La musica dà il tocco finale.

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11) MELANCHOLIA (2011, LARS VON TRIER)

Lars Von trier è il nuovo regista dannato che ha toccato il suo apice con  Melancholia, il film sulla depressione; tema a lui caro. 

Il regista analizza il senso di depressione attraverso la metafora della fine del mondo terrestre in una maniera incantevole. Kirsten Dunst  riesce a interpretare il personaggio in maniera eccezionale.

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10) FUL METAL JACKET (1987, KUBRICK)

In verità è un film di guerra ma racchiude in se molteplici aspetti drammatici, partendo dai suoi personaggi fino al tema centrale del film. Un opera perfetta che va contro alla guerra e al conflitto del vietnam. La regia poi è incredibile.

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9) L’UOMO DELLE STELLE (1995, G.TORNATORE)

Tornatore è famoso per Nuovo cinema paradiso o per La leggenda del pianista sull’oceano, ma L’uomo delle stelle stelle è il suo capolavoro. Emozionante, toccante, straziante.

Joe Morelli negli anni 50 gira i paesi riprendendo i volti degli individui fingendo di essere alla ricerca di volti nuovi per il cinema, ma in realtà è un ladro, un imbroglione. Un giorno incontra una giovane ragazza che si innamora di lui, da quel momento tutto cambia.

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8) TITANIC (1997, CAMERON)

La musica è l’anima della storia d’amore più tragica e bella di sempre. Commozione, divertimento, sentimentalismo, tragedia sono gli elementi che rendono il film un colossal. In molti lo criticano ma chi è che non ha mai versato una lacrima per la morte di Jack?

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7) VIALE DEL TRAMONTO (1950,  WILDER)

Un noir con una sceneggiatura spettacolare. Una storia folle che racconta in maniera ottimale la fine fine delle vecchie star del cinema muto che non hanno retto il passaggio al sonoro.  Che cosa fareste per riottenere la celebrità?

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6) L’ATTIMO FUGGENTE (1989, WEIR)

L’American Film Institute lo ha messo al 52º posto nella 100 Cheers e la frase: “Carpe diem, cogliete l’attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita” ha ottenuto il 95º posto nella classifica AFI’s 100 Years… 100 Movie Quotes. Un film che tutti dovrebbero vedere almeno una volta, non un film ma un insegnamento di vita.

5) QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO (1975, FORMAN)

Jack Nicholson interpreta un delinquente che per non scontare la pena in prigione deciderà di farsi internare in un manicomio per tentare la fuga, ma al contatto con i “pazzi” capirà che deve fare qualsiasi cosa per salvarli e per farli sentire come degli esseri umani. Il finale è il più straziante della storia del cinema.

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4) THE ELPHANT MAN (1980, LYNCH)

Lynch è famoso per i suoi film misteriosi ed incomprensibili ma The Elephant man è una storia semplice, girata con inquadrature didattiche ma piena di una forza d’amore unica, che lo rende un cult del cinema mondiale.

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3) REQUIEM FOR A DREAM  (2000, ARONOFSKY)

Un pugno dello stomaco. Non un’attimo di bontà ma una discesa negli incubi umani. Nessuno riesce a salvarsi. Questo è il capolavoro di Aronosfsky.

Il film è diviso in tre sottosezioni, riferibili a tre stagioni, che a loro volta sono corrispondenti rispettivamente all’ascesa, al declino e alla caduta dei protagonisti. Manca, volutamente, la primavera, stagione simbolo della rinascita e della vittoria della vita sulla morte, come a sottolineare l’ineluttabilità del destino dei personaggi.

2) IL MIGLIO VERDE (1999, DARABONT)

Tratto dall’omonimo romanzo di S. King, si narra di un uomo di colore rinchiuso al miglio verde il carcere che ti conduce alla sedia elettrica. Una storia unica piena di riflessioni e d’emozioni dove piangere è d’obbligo.

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1) DEPARTURES (2008, TAKITA)

Non è tecnicamente il film più bello di sempre ma la storia è unica, narrando della persona che accompagna alla partenza per la nuova vita nel paradiso, il nostro becchino per intendere. 

Un film eccezionale che trovo poeticamente incredibile che ovviamente consiglio. 

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Se non siete d’accorto vi invito a commentare scrivendo la vostra personale top dei film drammatici.