“Grey Gardens è il mio mondo, la mia casa, l’unico posto in cui mi sento completamente me stessa” (Cit. Grey Gardens- Dive per sempre)

Grey Gardens – Dive per sempre è un film tv del 2009 di HBO diretto da Michael Sucsy.

Nel 2009 esce nelle sale cinematografiche statunitensi Grey Gardens – Dive per sempre, il film che racconta la vera storia di due eccentriche e stravaganti donne, madre e figlia, conosciute come Big Edie e Little Edie, rispettivamente zia e cugina di Jacqueline Kennedy. La loro vita fatta di sfarzo, ricchezza e fama si trasformò presto in miseria e degrado.

Grey Gardens - Dive per sempre l'occhio del cineasta

Big Edie è una donna elegante e affascinate, moglie di un ricco avvocato e madre di Edith, Bouvier e Phelean Jr. Fa la cantante e, in estate, vive con la sua famiglia a Grey Gardens, una bellissima villa sulla spiaggia di East Hampton.

Ha un rapporto molto forte con la figlia Edith, detta Edie; insieme organizzano feste, cantano, ballano e si divertono. Il marito, sempre fuori per lavoro, una sera, decide di lasciare la moglie, mandare in collegio i due figli maschi e portare con sé a New York Edie.

Little Edie è felicissima di lasciare Grey Gardens e vivere in città, così potrà realizzare il suo sogno, quello di diventare ballerina e attrice. Big Edie resta invece nella grande casa al mare, spendendo senza misura i soldi che il marito le passa per il mantenimento. Stanca di stare sola, costringe sua figlia a tornare a casa e a rinunciare per sempre alla carriera, all’amore e alla libertà. Da questo momento in poi è un’escalation progressiva di povertà, decadimento e isolamento.

Little Edie: “Suppongo che mi toccherà rimanere chiusa qui dentro fino alla morte. Almeno fino alla sua. Chissà quando riuscirò ad andarmene”

Big Edie: “Perché te ne vuoi andare?”

Little Edie: “Perché voglio essere libera”

(Cit. Grey Gardens- Dive per sempre)

Grey Gardens - Dive per sempre l'occhio del cineasta recensione la casa

Grey Gardens – Dive per sempre è diretto dal regista Michael Sucsy, che ne è anche lo sceneggiatore, ed è interpretato magistralmente da Jessica Lange e Drew Barrymore, nel ruolo di Big Edie la prima e Little Edie la seconda. Una piccola parte è riservata a Daniel Baldwin, ugualmente bravo ma meno conosciuto del fratello maggiore, Alec. La bella ed elegante Jeanne Tripplehorn invece è Jacqueline Kennedy.

Pur essendo al suo primo film, Michael Sucsy dimostra subito tutte le sue capacità e la sua professionalità realizzando un film per la televisione che ha riscosso un grande successo di critica e pubblico.

Adattamento cinematografico del documentario del 1975 dei fratelli Maysles, il film alterna il passato al presente, evidenziando un contrasto molto forte tra i due momenti.

Nelle scene del passato, le protagoniste sono belle, curate, sorridenti e felici, indossano vestiti colorati, e la musica è allegra. Nel presente, invece, i colori si spengono, le musiche si incupiscono, i sorrisi spariscono; quello che compare è un’atmosfera di tristezza, trascuratezza e povertà.

Grey Gardens è decaduta, abbandonata: nel giardino solo sterpaglie ed erba alta; all’interno cumuli di immondizia e rifiuti sparsi per tutta la casa, procione e gatti che lasciano escrementi ovunque, finestre rotte, pavimenti ricoperti di cartacce.

Nei primi minuti, il film potrebbe risultare noioso e lo spettatore potrebbe chiedersi perché guardare quella storia, perché passare 104 minuti a vedere come due donne distruggono la propria vita, due donne che nessuno, o quasi, conosce. Poi però più i minuti passano, più lo spettatore si incuriosisce, si appassiona e capisce che se è stato girato un film sulla storia di queste due donne qualcosa di interessante deve esserci. E infatti di interessante c’è veramente tanto. La storia di Big Edie e Little Edie non è solo la storia di due donne che vivono di stenti e povertà, ma è anche la storia di una madre, egoista e autoritaria, che condiziona e limita la libertà di sua figlia.

Grey Gardens - Dive per sempre l'occhio del cineasta recensione 22

È la storia di una figlia fragile e sottomessa, che cerca invano di ribellarsi e cancellare la rabbia e il rancore che porta con sé. È la storia di una famiglia che si sgretola e perde pian piano i valori su cui si fondava. È la storia di come una società, apparentemente moderna e progressista, si benda gli occhi davanti a una situazione così sconcertante e squallida e non fa nulla per migliorarla.

Interessante e emblematico è il sottotitolo del film, Dive per sempre, che riesce a racchiudere, in tre semplici parole, tutta la personalità complessa e articolata delle due donne che nonostante, la vita misera che conducono, non perdono la voglia di essere “protagoniste”, e, non preoccupandosi delle loro condizioni, si mostrano senza inibizione e senza vergogna, facendo emergere quel lato narcisistico e fanatico che non sono mai riuscite a nascondere.

Vincitore del premio Emmy 2009, Grey Gardens – Dive per sempre è un film che affascinerà e colpirà il lettore ma al tempo stesso lo inorridirà e sconvolgerà per il degrado e lo squallore presente nelle vite di due donne malinconiche e sfortunate, che nonostante tutte le avversità sono rimaste fedeli a sé stesse e alla loro personalità.

 “È davvero difficile riuscire a mantenere una continuità tra passato e presente. Terribilmente difficile” (Cit. Grey Gardens- Dive per sempre)

 

Lati positivi

  • Le musiche composte da Rachel Portman, autrice anche della colonna sonora di“Chocolat”, “Le regole della casa del sidro” e “Oliver Twist” di Roman Polański.
  • Eccellente interpretazione di Jessica Lange e Drew Barrymore.
  • Il make-up che ha invecchiato e imbruttito le protagoniste, rendendole quasi irriconoscibili.
  • La scenografia, che crea ambienti eclettici ed eccentrici, ricci di colori e stili diversi, e cattura lo spirito bohémien delle due donne.

Lati negativi

  • La parentela con Jacqueline Kennedy è trascurata, potremmo dire quasi impercettibile. La first lady compare per la prima volta in una scena all’inizio del film, quando era bambina e con Little Edie andava in spiaggia, poi da adulta, ormai vedova, quando va a trovare le due donna per aiutarle. Solo allora lo spettatore conosce il grado di parentela.
  • La sceneggiatura, a tratti, risulta troppo elaborata e poco naturale, quasi da soap opera.

 

Luisa Pacella