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Gli anni più belli: Sapremo mai quali sono davvero?.

Recensione e scheda de " Gli Anni più belli", un lungometraggio italiano diretto da Gabriele Muccino che racconta quarant'anni di italia attraverso le vite di un gruppo di amici romani.


Scheda
Recensione
Scheda

Gli anni più belli – Scheda film

Anno:  2020

Paese di produzione: Italia

Genere: commedia

 

CAST TECNICO 

Regia: Gabriele Muccino

Sceneggiatore: Gabriele Muccino, Paolo Costella

Montaggio: Claudio Di Mauro

Dop: Eloi Moili

Musica: Nicola Piovani

 

Aspect Ratio: 2:35:1

Durata: 2 hr 9 min

Produzione: Lotus production, Rai Cinema, 3 Marys Entertainment s.r.l.

Distribuzione: 01 Distribution

 

CAST ARTISTICO

Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Nicoletta Romanoff, Emma Marrone, Francesco Centorame, Andrea Pittorino, Paola Sotgiu, Francesco AcquaroliElisa Visari

Recensione

Gli anni più belli – Recensione film

A me me sembra ieri che stavamo sempre insieme! Appiccicati dalla mattina alla sera!

cit. Gli Anni più belli

Gli anni più belli ti proietta negli anni che hai vissuto o quelli ancora da vivere, un esperienza sottile, sicuramente italiana ma molto soggettiva dove il vissuto del regista è chiaro ai suoi occhi ma non solo, mostrandosi al pubblico. La nuova commedia a tinte drammatiche di Gabriele Muccino, realizzata dopo il lungometraggio A casa tutti bene del 2018, è una riflessione sull’amicizia e sul senso stesso di tempo e di cambiamento che fa parte inevitabile della vita stessa. 

Il vero motore del film è il tempo. Siamo modellati dal tempo. Crediamo di essere in controllo delle nostre vite quando invece l’unico grande burattinaio è il tempo che passa e ci modifica lentamente, ci fa accettare le cose che ci parevano inaccettabili, ci disillude, ci disincanta eppure poi ci incanta di nuovo all’improvviso facendoci sentire adolescenti anche quando non lo siamo più. Il tempo segna i personaggi del film, li definisce, li trasforma in qualcosa che trascende dal loro stesso controllo. E’ così che gli anni scivolano via e si susseguono mentre si cerca di cavalcare gli eventi, spesso senza riuscirci.

cit. Muccino in Pressbook de ” Gli Anni più Belli”

In questa opera cinematografica troviamo alcuni degli attori più importanti del panorama italiano da Micaela Ramazzotti a Claudio Santamaria passando per la cantautrice Emma Marrone, nel ruolo di Anna, alla sua prima esperienza d’attrice cinematografica. La colonna sonora è magistralmente realizzata da Piovani ma viene arricchita dalla canzone di Claudio Baglioni realizzata appositamente per il film da cui prende nome

gli anni più belli attori del film matrimonio

Trama 

Il film ci racconta la storia di quattro ragazzi romani dal 1980 ai giorni nostri, che ci sono conosciuti a una festa e che per una vicissitudine casuale, come poteva essere un colpo di pistola scagliato ad uno dei quattro durante una guerriglia rivoluzionaria di quel periodo, divengono dei grandi amici. Il loro rapporto cresce negli anni dove si ritrovano a condividere gioie, dolori, distacchi sentimentali e tradimenti.

Il passare degli anni mette in evidenza tutte le loro debolezze e i loro rimpianti, ma la constante della loro vita è l’amore per il gruppo che nonostante le difficoltà di mantenere saldo il rapporto tra di loro riesce a tenerli uniti tanto da condividere insieme anche le loro famiglie.

gli anni più belli recensione film

Analisi Filmica

Colpisce la caratterizzazione dei personaggi, ognuno con il suo punto di vista e con le proprie radici che condizionano il proprio futuro. Una storia che potrebbe essere semplice come ricordare gli anni passati con malinconia, di quello che avresti potuto fare da giovane ma non ci hai creduto fino in fondo, perché sarebbe stato più semplice scappare da quelle responsabilità che avevi nei confronti della vita.

Ogni personaggio ha un buco da colmare, a partire da “Sopravvissú” , interpretato da Claudio Santamaria che troviamo in una veste più simpatica e gioviale del solito è l’amico che fa bene al gruppo e che unisce e coinvolge con sincerità gli amici di sempre donandogli quell’amore che ha sperimentato dai suoi genitori e che però non riesce a diffonderlo nei confronti del figlio, provando un senso di frustrazione

L’amore circola in questo film in tante sfumature come quello del successo a cui ambisce Giulio (Pier Francesco Favino), la lotta interiore con quella voglia di rivalsa con la vita, la fame della fama superando qualsiasi tipo di ostacolo per lasciarsi alle spalle la povertà della sua famiglia, e il non fare compromessi con nessuno ma solo con se stesso per poi perdersi nella finzione di un rapporto familiare.

Le stesse anime si incontrano e così succede tra Gemma e Paolo ( Kim Rossi Stuart), nasce così una relazione tortuosa tra i due che li accompagnerà per tutta la vita con vissuti diversi. Paolo è un personaggio tenero, amante degli uccelli, con il quale crea un legame univoco tanto che ne fa una passione infinita. La costante voglia di trasmettere la sua passione lo porta a diventare un insegnante brillante che tutti nella vita avremmo voluto avere. Il sentimento dell’amore e del perdono sopratutto fa di lui un essere umano migliore.

In Gli Anni più belli va esclusivamente apprezzato la continuità e la coerenza della scrittura, resa bene anche visivamente, dei caratteri mostrati nel film tanto che lo spettatore non ha mai la percezione di una stonatura caratteriale ma mostrano per tutta la storia un evoluzione ben sviluppata rendendolo piuttosto tridimensionali. Va fatto un applauso agli addetti ai lavori che hanno svolto il casting riuscendo a trovare degli attori bambini che assomigliano realmente ai protagonisti adulti del film rendendo il tutto maggiormente realistico. 

gli anni più belli adolescenza

L’immagine dei tre protagonisti all’ osteria che entrano in punta
di piedi e finiscono per ritornare a vent anni prima ma con coscienza diversa è una punta di diamante all’interno del lungometraggio di Muccino. 

Nella narrazione però vengono poco sfruttate e caratterizzate le famiglie dei personaggi che vengono dispersi durante il film e troviamo un finale piuttosto smielato privo di senso. 

Note positive

  • Attori
  • Caratterizzazione dei personaggi principali

Note negative

  • Finale
  • Non aver sviluppato i personaggi secondari

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