Genesis 2.0 o dell’origine di un nuovo mondo

locandina di GENESIS 2.0

Genesis 2.0

Titolo originale: Genesis 2.0

Anno: 2018

Paese: Svizzera, Cina, Russia

Genere: Documentario

Produzione: Martin Pieper ZDF/ARTE Urs Augstburger SWISS NATIONAL TELEVISION SRF, Silvana Bezzola SWISS NATIONAL TELEVISION RSI

Distribuzione: Trent Film

Durata: 113 min

Regia: Christian Frei

Co- regia: Maxim Arbugaev

Sceneggiatura:

Fotografia: Peter Indergand, Vladimir Egorov, Maxim Arbugaev

Montaggio: Thomas Bachmann

Musiche: Max Richter, Edward Artemyev

Trama di Genesis 2.0

Ogni anno gruppi di cacciatori si dirigono verso le Isole dalla Nuova Siberia per cercare zanne di mammut conservate dal ghiaccio o dai terreni della steppa, per rivenderli a grossi compratori cinesi. Il guadagno di poche centinaia di euro può costare la vita e li porta a vivere per mesi in territori inospitali e a nutrirsi con difficoltà, tutto per la sopravvivenza delle loro famiglie sulla terraferma o per comprare un nuovo televisore.

La caccia è promossa dalla scienza, che usa i resti di carne talvolta recuperati con le zanne per farne studi di genetica e sperimentazioni per la clonazione del DNA. In Cina, la BGI Genomics è impegnata nell’analisi dei Big Dara genetici e nei test di soluzioni in ambito medico, collaborando con scienziati di fama mondiale e con ricercatori europei. In Corea del Nord Siam Biotech mostra la clonazione di cani. Video maker e ricercatori che hanno avuto la possibilità di assistere alla caccia e alla sperimentazione in laboratorio si interrogano sul senso che abbia il mettere a repentaglio la propria vita per pochi soldi e se sia giusto spingere la ricerca fino alla capacità di duplicare patrimoni genetici e progredire nella direzione di una concezione eugenetica della vita.

Recensione di Genesis 2.0

Guarda qui… Guarda qui… Spalle larghe hai!
Ma stupido sei
Forte abbastanza sei
Ma imprudente sei.
Sciocco e sbruffone sei!
Ma guardandoti, vedo…
…non v’è dubbio…
quanto bello sei.
Vieni veramente dalla Sacha!
Come hai fatto a liberare
quel terribile demone?
Da quando è diventato
Il tuo più caro amico?
Era troppo tardi per catturarlo
passando per quella terra fertile,
procedendo in un mondo sferzato dal vento, calpestando la bocca di un abisso senza fine

“Olonkho – Eles Bootur”.

I figli dei nostri figli vivranno davvero in un mondo nel quale sarà possibile curarsi modificando il DNA? O selezionare un patrimonio genetico sano per i nostri discendenti? O magari decidere di che colore avrà gli occhi un embrione una volta abbandonato il grembo?

Si esce dalla sala, dopo aver visto Genesis, con domande di questo tipo e con lo stupore misto a fascinazione per aver visto estrarre dal corpo di un cane sedato due cuccioli in tutto identici, per effetto di una selezione del DNA che li ha generati. E’ la nascita di un nuovo mondo, che si radica ai resti di uno passato, la mitologia e le credenze che si scontrano con la scienza. Il genere umano che ripercorre le strade e i mari delle grandi imprese.

Riscrivendo il codice genetico partiamo per un incredibile nuovo mondo

Genesis 2.0


Genesis 2.0 è un documentario poetico, profondo e complesso. La fotografia naturale e selvaggia apre un paesaggio che è insieme senza tempo e spaventoso. La natura incontaminata, i resti di animali scomparsi migliaia di anni fa, le vite al limite dei cacciatori e l’entusiasmo acritico dei genetisti impegnati in ricerche avveniristiche, accostati in modo semplice, con un minimo scarto espressivo, rendono la complessità dei nostri giorni ed emozionano profondamente. Più di tutto colpisce la storia di Spira Lepstov, un cercatore di zanne che si affanna per ripagare i propri debiti ma che lascia a casa una famiglia sfasciata e che rivedrà per poco, perché muore al suo rientro da una missione nelle isole, al limite della sopravvivenza.

Più difficoltà si affrontano, più probabilità ci sono di trovare una bella zanna

Genesis 2.0

Le Isole della Nuova Siberia hanno costruito intorno alla caccia dei resti di mammut simbologie e superstizioni. E i cacciatori, che alla terra devono tutto, ringraziano gli spiriti della terra offrendo cibo e fuoco al posto delle zanne che ha donato loro. Per oltre 10000 anni l’umanità non ha conosciuto l’esistenza dei mammut e quando sono state ritrovate le prime ossa, queste ultime sono state associate all’esistenza di giganti vissuti in quella zona migliaia di anni prima. All’altro estremo la società occidentale, affascinata dalla capacità della vita di resistere ai secoli, che si arrovella studiando la carne conservata dai ghiacci, ancora sanguinante, in cerca di una cellula vivente. Ancora più in là i capitali cinesi, in cerca di zanne di mammut, dopo il divieto dell’avorio di elefante.

La narrazione scorre semplicemente, con un tono che è assieme racconto d’avventura, cronaca e fantascienza. Ma c’è anche il cinema, e gli archetipi della letteratura fantastica, nel sogno di clonare i mammut o meglio ancora di creare un nuovo animale che porti con sé il patrimonio genetico di animali vissuti migliaia di anni fa e che sia in grado si sopravvivere al presente/futuro che guarda sbigottito.

Genesis 2.0 è in tutto un documentario, capace di fotografare con precisione il reale e di scavare nel profondo dell’umanità che lo percorre. La storia è raccontata dalle voci e dai volti dei protagonisti di questi due mondi così diversi, la caccia e la scienza, e non c’è critica nei loro racconti, a tratti spiritualità, religione, folclore e umanità. Nessuna pietà eccessiva per i cacciatori, che spingono le loro vite fine al limite estremo del mondo, nessuna critica per la ricerca affannosa e talvolta mistificatrice e falsificatrice dei ricercatori più famosi al mondo. Al tempo stesso Genesis 2.0 è cinema, di quello di cui tanto si è sentita la mancanza in questi mesi, perché è capace di fascinazione, d’incuriosire, interessare, di aprire nuovi percorsi alla ricerca personale, e anche alla propria etica. La scelta dei protagonisti è notevole, volti e storie credibili e al tempo stesso unici.

Il film è ispirato al libro Rigenesis. In apertura lo stesso Frei dichiara l’ispirazione forte al testo e ai due capolavori del cinema mondiale Mad Max e Jurassic Park. Genesis 2.0 è l’archetipo per eccellenza della letteratura di tutti i tempi, che più di ogni altra cosa qui richiama la religiosità cristiana, nella quale la donna è malvagia e l’uomo spettatore incredulo e a dir poso ingenuo della sua follia suicida.

Note positive

  • La narrazione
  • La fotografia
  • I protagonisti
  • La poetica.

Note negative

  • La colonna sonora troppo marginale
  • La scienza acritica che appare protagonista.