Il dramma: la commozione nel cinema

“Emozionati, piangi con le crude storie che ti riempiranno il cuore. L’amore, la crudeltà, la miseria: semplicemente Dramma”

I film drammatici sono una pietra miliare del cinema di tutti i tempi. Drammatico deriva dal termina greco δρᾶμα, “drama” che significa azione. Che cos’è infatti il cinema se non una storia in cui avvengono delle azioni?

La vita in ogni sua conformazione e qualsiasi arte o idea creata dalla mente umana è eterogenea: tutto ciò che esiste in questo universo da noi conosciuto è costituito da una enorme gamma di variazioni, da quelle macro a quelle micro. Basti pensare che era sufficiente che un insignificante, all’apparenza, valore chimico non fosse stato esattamente così, che noi Uomini potevamo non esistere.

Tutto ciò che noi produciamo,dalla scienza all’arte letteraria, è intrinseca di differenze: a volte non è semplice rintracciare il filo conduttore.

Nel cinema, ma prima di questo nella letteratura, esistono i generi che hanno tra di loro notevoli differenze ( basti esaminare un Thriller e uno drammatico); tali generi sono diversissimi tra loro ma se dal calderone bollente delle miriadi di produzioni cinematografiche estraiamo Eyes Wide Shut del maestro Kubrick troviamo alcuni critici che lo definiscono una pellicola drammatica erotica, mentre io lo definisco più un thriller sui generis quindi un erotic Thriller film.

Un film drammatico è un genere di film che si basa sullo sviluppo dei personaggi, dell’interazione tra essi e che tratta temi di impatto emotivo. La definizione del genere è complessa e non ne esiste una universalmente condivisa, né dal punto di vista stilistico né tematico. È possibile darne una definizione per esclusione: i toni devono essere seri e non leggeri come nei film commedia; i sentimenti sono spesso centrali, ma non devono essere eccessivi come nel melodramma; non devono prevalere né l’azione (come nei film d’azione) né l’intreccio (come nel cinema giallo), e così via

Il drammatico è indubbiamente quel genere che riesce ad abbracciare la maggior parte del prodotto cinematografico e a coinvolgere una gran quantità di pubblico.

Mi è sempre frullato per la testa che il Dramma è considerato da molti il Re del genere, il migliore di tutti: questa idea si è fatta sempre più spazio nella mia mente poiché raramente ho visto vincere l’oscar ad ottimi film Horror, comici, fantastici (escludendo il signore degli anelli) o fantascientifici; sembra che l’opinione pubblica consideri solo come ottimo livello cinematografico quelle pellicole che narrano grandi storie tragiche.

Uno dei probabili motivi del grande successo del genere è la sua caratteristica principale: portare sul grande schermo narrazioni con tematiche forti e struggenti e personaggi con una forte denotazione psicologica, che permette al pubblico di identificarsi completamente nella vicenda portandolo alla commozione.

In fondo è difficile rimanere impassibili davanti a storie strazianti. Nel Genere drammatico raramente troviamo personaggi stereotipati ed è da questo che dipenda una buona riuscita filmica.

Il genere drammatico l'occhio del cineasta

Il pubblico deve empatizzare con il protagonista, deve trovare qualcosa di suo dentro il personaggi creato sullo schermo, solo in questo modo potrà gioire, piangere per lui. Se invece rimane passivo il film è un colossale flop.

Il genere drammatico per funzionare deve rompere la quarta parete, deve trasformare lo spettatore dà semplice parte passiva a parte attiva del film portando l’inconscio del pubblico a credere come vero ciò che vede.

Tutti i generi emozionano, ma mentre una risata svanisce alla fine della visione, quelle storie crude e spietate restano più vivide nella mente del pubblico, ed è questo che rende così speciale il genere, che se fatto bene entra nel cuore della gente.

Ma perché andiamo al cinema per vedere queste storie, perché vogliamo piangere davanti ad uno schermo?

Una ricerca dell’Ohio State University afferma che la visione di un film triste riesce a rendere la nostra vita più positiva, poiché all’uscita del film ( in alcuni casi) possiamo dire << Come sono fortunato!>>. La nostra esistenza prima considerata misera e triste viene rivisitata, per un tempo breve,  attraverso una visione positiva.

«Sembra un paradosso ma non lo è. Quella che sembra un’esperienza negativa può rendere le persone più felici, portando l’attenzione sugli aspetti positivi della propria quotidianità. Un esempio? Le storie tragiche spesso si concentrano sul tema dell’amore eterno, enfasi che porta gli spettatori a pensare ai propri cari in maniera più ottimista» afferma Silvia Knobloch-Westerwick, autrice principale dello studio.

“L’esperimento” effettuato ha coinvolto 361 studenti che hanno assistito ad una visione ridotta del film Espiazione, che narra di una sfortuna storia d’amore. Il risultato finale è stato che durante la visione della pellicola è aumentata la tristezza, portandoli a riconsiderare le relazioni importanti della propria vita.

Il cinema drammatico è nato insieme al cinema, tanto che la prima opera di tale genere è del 1889, di Georges Melies: Giovanna D’arco, dalla durata di 10 minuti.