recensione di Fate The Wnx club saga

Fate – The Winx Saga: La versione dark delle fatine di Straffi

fate the winx saga locandina

Fate – The Winx Saga

Titolo originale: Fate: The Winx Saga

Anno: 2021

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: avventura, azione, dramma adolescenziale, fantastico

Produzione: Rainbow, Archery Pictures

Distribuzione: Netflix

Ideatore: Iginio Straffi, Brian Young

Regia: Lisa James Larsson, Hannah Quinn, Stephen Woolfenden

Musica: Anne Nikitin

Stagione: 1

Puntate: 6

Attori: Abigail Cowen, Danny Griffin, Hannah van der Westhuysen, Elisha Applebaum, Freddie Thorp, Precious Mustapha, Eliot Salt, Sadie Soverall, Theo Graham, Jacob Dudman

Trailer di Fate – The Winx Saga

Nel 2004 su Rai 2 venne rilasciata la prima stagione di una della serie che segnò (come avevano fatto precedentemente i Pokemon e Dragon Ball, per un pubblico di maschietti) un intera generazione di bambine che si appassionarono, come non mai, a quei personaggi fatati di un regno immaginario; ovviamente stiamo parlando di Winx Club che durò per ben otto stagioni terminando nel 2019.

La serie animata per bambini e ragazzini era stata prodotta da Rainbow e ideata da Iginio Straffi e proprio da loro, insieme a Brian Young (The Vampire Diaries), nacque l’idea – poco dopo la conclusione della saga originale – di andare a ricreare una nuova versione drammaturgica in Live action della storia che andasse a mostrare il tutto in chiave maggiormente dark.

Fate – The Winx Saga viene distribuita su Netflix a partire dal 22 gennaio 2021 con un cast di giovanissimi attori semi sconosciuti nel panorama seriale e cinematografico. Nei panni di Bloom troviamo Abigail Cowen (Le Terrificanti Avventure di Sabrina, The Fosters), nel ruolo di Stella abbiamo Hannah van der Westhuysen (Fugitives, The Frankenstein Chronicles), Aisha è Precious Mustapha, Terra è Eliot Salt mentre Sadie Soverall interpreta la misteriosa Beatrix, nei pannio di Sky troviamo Danny Griffin (So Awkward, The Gentlemen)

Fate: The Winx Club Saga Season 1 -Elisha Applebaum as Musa, Eliot Salt as Terra, Abigail Cowen as Bloom, Hannah van der Westhuysen as Stella, Precious Mustapha as Aisha
Fate: The Winx Club Saga Season 1 -Elisha Applebaum as Musa, Eliot Salt as Terra, Abigail Cowen as Bloom, Hannah van der Westhuysen as Stella, Precious Mustapha as Aisha

Trama di Fate – The Winx Saga

Celata all’interno di un mondo parallelo esiste una scuola di arti magiche, l’Alfea, che addestra da migliaia di anni le giovani Fate e i giovani Specialisti, forti atleticamente ma privi di magia. L’accademia al fine di evitare attacchi nemici è circondata da una barriera che protegge tutti coloro che sono all’interno della scuola.

La storia segue l’arrivo della matricola Bloom al suo primo giorno di scuola magica e delle sue compagne di “dormitorio” della suite Wix Club: Stella, Terra, Aisha e Musa. Le ragazze non hanno problemi a vivere in un mondo fatato ad eccezione di Bloom che inversamente è nata e cresciuta nel mondo degli esseri umani, luogo in cui non si è mai sentita realmente sé stessa. Bloom scoprirà di essere una fata di fuoco e dovrà imparare ad accogliere, senza paura, i suoi poteri, ma un mistero aleggia su di lei.

Nel frattempo al di là della barriera una vecchia minaccia ha fatto ritorno, i Bruciati, e l’accademia di magia è allerta pronta ad una difficile battaglia.

Bloom in Fate - The Winx Saga
Bloom in Fate – The Winx Saga

Recensione di Fate – The Winx Saga

Siamo lontani dai colori sgargianti della versione animata di Winx Club e fin dal primissimo episodio è possibile denotare grandi divergenze dal materiale di partenza, che dimostrano come Fate – The Winx Saga non sia un remake della serie d’Iginio Straffi ma piuttosto una nuova rivisitazione in live -action sul genere young adult per Netflix, costituita da una breve stagione di sei episodi. All’interno della storia non troviamo traccia di Tecna o di Flora che si trasforma in Terra cambiando completamente il proprio carattere e background, stesso discorso vale per Musa che non presenta una magia collegata alla musica ma bensì all’empatia e lo stesso personaggio di Sky appare molto diverso da quello intravisto nella narrazione animata, inoltre vengono aggiunti dei nuovi caratteri che donano potenza alla drammaturgia della storia aumentando il clima di mistero interno allo show come Beatrix, ben incarnata negli atteggiamenti dalla rivelazione Sadie Soverall.

Spostando la vicenda da un mondo fatato pieno di colori e luccichii fiabesche in uno completamente attuale del 2020, dove è presente l’uso di smartphone e delle app social, la serie ottiene un clima dark e oscuro che ben si adatta a un prodotto a tinte fantasy, nel fare questa trasposizione di climax i personaggi dello show ottengono una maggior caratterizzazione risultando più accattivanti e funzionali alla nuova versione seriale sulle Winx (nome che non viene mai pronunciato dalle protagoniste all’interno della stagione). Tutti i personaggi ottengono una maggior verosimiglianza nella loro natura da teenager di sedici – diciassette anni: fumando, bevendo e avendo delle difficili lotte interiore e amorose che li rendono maggiormente tridimensionali e funzionali al nuovo stile di racconto audiovisivo seriale. L’approfondimento di background riguarda tutti i personaggi che vengono mostrati nello show, ma sopratutto nella storia della protagonista Bloom che pur rimanendo simile, per certi versi, alla visione animata, mostra una sua natura maggiormente cupa e sofferente che la fa maggiormente empatizzare con le giovani adolescenti.

Fotogramma di Fate -The Winx Saga
Fotogramma di Fate -The Winx Saga

Fate – The Winx Saga si dimostra come un fantasy ben congegnato dal punto di vista narrativo riuscendo, attraverso quel mix d’azione, gusto dell’orrore, di sentimentalismo e di romanticismo, a far appassionare lo spettatore alla vicenda sopratutto nelle prime due puntante ben strutturate e in grado di permetterci di scoprire il mondo fatato attraverso i giovani occhi di Bloom, ma ben presto si notano i primi problemi della serie Netflix che sembra non aver imparato dagli errori dei suoi “fratelli di genere” come Le Terrificanti avventure di Sabrina e The Shannara Chronicles, entrambi rivisitazioni fantasy/dark con venatura Teen Drama, che sono state cancellate dai loro distributori. Come avviene in Fate – The Winx Saga gli eventi, a causa di un numero fin troppo breve di puntate, vengono tirati via ad esempio non assistiamo mai all’apprendimento accademico vero e proprio di Bloom e al suo miglioramento dei poteri ma questo avvenimento avviene da una puntata all’altra senza un reale motivo, stesso discorso vale per la figura dei genitori della giovane che sono ben presenti nelle primissime puntante per poi scomparire quasi del tutto nel corso della stagione. Le puntante risultano così una rincorsa (a tratti superficiale) per giungere al termine quando gli sceneggiatori potrebbero andare a curiosare meglio il mondo fatato e l’accademia stessa, imparando dal lavoro svolto nella saga di Harry Potter, pur sempre un teen dramma fantasy con elementi dark.

La serie riesce nel suo intento d’intrattenere un pubblico giovane immettendo anche qualche spruzzo di tematica qua e là come l’importanza della famiglia (che sia di amici o parenti poco importa), il senso di fiducia sia negli altri che in noi stessi e la necessità dell’uso della sincerità per evitare errori e problemi futuri per mancanza di onesta intellettuale. Tale tematiche però vengono solo in parte analizzate rimanendo solo come una sottotrama della storia non approfondita, anche perché la serie intende andare a mostrare esclusivamente un mistero riguardante la scuola e il percorso di formazione ed evoluzione di Bloom che però mostra notevoli problemi di coerenza narrativa fin dall’incipit seriale. Bloom viene presentata da vari flashback con i suoi genitori come una adolescente solitaria che non riesce ad aprirsi con gli altri, ecco tutto ciò all’interno di Alfea non è presente fin dalla prima scena anzi la fatina si dimostra una classica teenager chiacchierona e egocentrica, totalmente l’opposto da quella che dovrebbe essere, tale elemento è una grave pecca di strutturazione del personaggio.

In conclusione se amate i prodotti teen dramma come Le Terrificanti avventure di Sabrina ma senza quel suo lato comico e sopra le righe ecco che la prima stagione di solo sei puntante di Fate – The Winx Saga potrebbe fare al caso vostro. Una storia d’amicizia e di formazione che vede delle giovani fate crescere per combattere i pericoli del regno.

Note positive

  • Scrittura dei personaggi
  • Elemento dark della storia

Note negative

  • Troppi eventi in troppe poche puntante
  • Superficialità nei temi
  • Incongruenze su Bloom

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