Eyes Wide Shut: Il testamento psico-erotico di un maestro

Trailer originale di Eyes Wide Shut

Recensione di Eyes Wide Shut

La vita continua poi ad un certo punto non continua più.

CIT. VICTOR ZIEGLER (SYDNEY POLLACK)

Il tredicesimo (e ultimo) lungometraggio del maestro del cinema Stanley Kubrick sintetizzò la conclusione degna per una carriera registica che per oltre un cinquantennio si era interessata all’indagine, allo studio dell’animo umano. Il regista, infatti, morì a poche settimane dalla conclusione delle riprese, e non poté né ultimare il montaggio (curato poi da Steven Spielberg) né replicare all’accoglienza tiepida, se non addirittura negativa, di una critica che (come fu per Arancia meccanica) si divise in guelfi e ghibellini.

L’idea di Eyes Wide Shut venne a Kubrick dopo la lettura del romanzo di Arthur Schnitzler Doppio sogno, che rielaborò per trasformare in grande arte filmica l’introspezione freudiana dei problemi coniugali, spostando il contesto geo-storico dalla letteraria Vienna anni Venti alla New York anni Novanta (quest’ultima ricostruita però ai Pinewood Studios di Londra). Una volta chiamata a raccolta la coppia hollywoodiana per eccellenza (Cruise/Kidman), Kubrick ha potuto sguinzagliare tutta la sua visionarietà, andata poi a tradursi nel suo film più doloroso, che valica la contaminazione di sogno e realtà mentre si ammanta di torbidi simbolismi, enigmatico e disturbante per le sinapsi più che per lo stomaco.

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Nicole Kidman in Eyes Wide Shut

Trama di Eyes Wide Shut

Nessun sogno è mai soltanto un sogno.

CIT. BILL HARFORD (TOM CRUISE)

Nella New York di fine Novecento, il dottor Bill (Tom Cruise) e Alice Harford (Nicole Kidman) sono la coppia perfetta: giovani, belli, di status agiato e con una bambina piccola. Tuttavia la crisi è dietro l’angolo, e lo spettro del tradimento s’infiltra nella loro vita coniugale. Dopo che la moglie ha confessato di aver fantasticato su un rapporto adulterino, Bill intraprende un viaggio notturno per le vie della Grande Mela, affrontando gli ostacoli dei desideri e delle fantasie più peccaminose.

L’apice surreale di questo girovagare verrà raggiunto quando Bill riuscirà a infiltrarsi in una villa di figuranti mascherati dediti al baccanale scambistico, un’esperienza che rischia di coinvolgerlo in un omicidio.

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Tom Cruise e Leon Vitali in Eyes Wide Shut

Analisi di Eyes Wide Shut

Sa qual è il vero fascino del matrimonio? È che rende l’inganno una necessità per le due parti.

CIT. EYES WIDE SHUT

A patto di accettare le numerose inverosimiglianze narrative, comunque giustificate dalla dimensione pseudo-onirica e principalmente simbolica della vicenda, l’ultimo titolo kubrickiano gioca con l’idea degli “occhi aperti ma chiusi” innestata nella realtà coniugale. In una relazione c’è sempre chi non vuole vedere quando il rapporto è in prossimità del capolinea e chi, al contrario, coglie i segni premonitori del disfacimento, della frustrazione sessuale e della noia ordinaria. Sin dall’eccezionale sequenza iniziale della festa a casa di Victor Ziegler (Sydney Pollack), i due protagonisti vengono bombardati da stimoli erotici esterni; dalla tentazione il loro viaggio prosegue attraverso la scioccante rivelazione di desideri adulterini e ricerca del peccato (l’incontro con la prostituta, l’orgia mascherata nella villa barocca), per giungere infine alla presa di coscienza delle proprie spinte autodistruttive e a un poco consolatorio ricongiungimento.

I temi di masochismo, mascolinità ferita e senso di colpa di Barry Lyndon vengono aggiornati alla condizione in cui la società versa a cavallo di due millenni, con il solito stile angoscioso e gelido. Il ritmo lento (forse troppo nella parte centrale), le luci opache e l’umorismo velenoso della sceneggiatura rafforzano il clima di aridità emotiva, mentre l’erotismo viene congelato e ridotto a semplice fame corporale, svuotata di sentimenti. Per quanto Eyes Wide Shut sia il più criticabile tra i film di Kubrick, si assiste a un iter psico-filosofico comunque potente e visionario, di quelli che non si vedevano dai tempi di Apocalypse Now, arricchito da una recitazione di Cruise e Kidman mai più stata così umana e reale e da una regia ben costruita che gioca attraverso l’uso estenuante dei carrelli a precedere, che divengono dei brevi piani sequenza, per andare a raccontare la vicenda.

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Tom Cruise e Nicole Kidman in Eyes Wide Shut

NOTE POSITIVE

  • Lo stile opaco e gelido di Kubrick, che raggela l’erotismo e accentua l’atmosfera da “sogno a occhi aperti”.
  • La prova attoriale umana e reale di Tom Cruise e Nicole Kidman, al loro ultimo film insieme.
  • La costruzione simbolica con cui vengono incasellati i temi di realtà coniugale e frustrazione sessuale.
  • La straniante colonna sonora.

NOTE NEGATIVE

  • Dilatazione dei tempi un po’ eccessiva nella parte centrale.
  • L’inverosimiglianza narrativa, giustificata dall’intento onirico del racconto.

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