Saoirse Ronan in Espiazione

Espiazione: Quando una storia è ben scritta

Recensione del lungometraggio Espiazione ( Atonement) diretto da Joe Wriht e basato sull'omonimo romanzo.
Espiazione locandina

Espiazione

Titolo originale: Atonement

Anno:2007

Paese di produzione: Gran Bretagna

Genere: Sentimentale

Produzione: Working Title Films

Distribuzione: Universal Pictures

Durata: 123 min

Regia: Joe Wright

Sceneggiatura: Christopher Hampton

Montaggio: Paul Tothill

Fotografia: Seamus McGarvey

Musiche: Dario Marianelli

Attori:Keira Knightley, James McAvoy, Saoirse Ronan, Brenda Blethyn, Romola Garai, Vanessa Redgrave, Juno Temple, Benedict Cumberbatch

Trailer italiano di Espiazione

Recensione di Espiazione

Presentato dall’Universal Pictures, Espiazione (Atonement) è il secondo lungometraggio del regista londinese Joe Wright, che dopo aver diretto Orgoglio e pregiudizio nel 2005 va a riadattare per il cinema un altro grande romanzo d’amore – storico come quello dello scrittore Ian McEwan nel 2001. Il cineasta si affida per questo film ad alcuni dei suoi più fedeli collaboratori della sua prima opera come l’attrice Keira Knightley e Brenda Blethyn oltre alla scenografa Sarah Greenwood, il montatore Paul Tothill, la costumista Jacqueline Durran e il compositore Dario Marianelli.

Espiazione è stato mostrato in anteprima mondiale alla 64ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia come film d’apertura facendo diventare Joe Wright il regista più giovane a inaugurare il festival italiano di cinema. Inoltre ottenne un ottimo responso da parte della critica mondiale fino a ottenere ben sette nomination agli oscar 2008 vincendone uno per la miglior colonna sonora, nonostante venne ritenuto da molti come il favorito al miglior film e regia che sono andati al lungometraggio Non è un paese per vecchi .

Trama di Espiazione

1935, Inghilterra, il giorno più caldo dell’anno. Sullo sfondo della seconda guerra mondiale Briony Tallis e la sua famiglia conducono una vita agiata e benestante nella loro gigantesca villa gotico – vittoriana. Nel corso di un lungo weekend in cui tutta la famiglia si ritrova sotto il medesimo tetto, le emozioni represse dei singoli personaggi iniziano a fuoriuscire andando a creare un clima di pericolo e di minaccia. Una bambina, Briony, amante della scrittura e con una immaginazione vivida assiste a degli eventi che vedono coinvolti sua sorella Ceciclia e Robbie Turner, il figlio della governante. I loro sguardi di sfida e istanti d’amori divengono catastrofici fraintendimenti nella menta della giovane sognatrice che la conduce ad accusare Robbie, facendolo arrestare. Questo evento distruggerà la speranza d’amore dell’uomo e di Cecilia.

I tre dovranno convivere con ciò che accaduto quella sera, sapendo che quel momento ha avuto un impatto terrificante e distruttore nelle loro vite.

Analisi di Espiazioni

E’ un po’ come un’opera di demolizione: bisogna condensare le 130.000 parole del libro all’interno di una sceneggiatura che deve contenerne solo 25.000! Questo romanzo presenta delle particolari difficoltà per lo sceneggiatore perché si tratta di una scrittura molto interiorizzata, che indaga nella coscienza dei personaggi. Penso che Joe e Christopher Hampton siano stati molto intelligenti nello scegliere di seguire il percorso più saggio offerto dal libro

Ian McEwan

Espiazione potrebbe apparire un film corale e privo di un reale protagonista all’interno della storia stessa grazie a una sceneggiatura e a un modalità narrativa non convenzionale in grado di abbandonare per lunghi istanti dei personaggi per mettere in scene le emozioni, i pensieri e le vicende di un singolo, così a tratti siamo con Cecilia Tallis, Robbie Turner o con Briony Tallis e se questa scissione drammaturgica potrebbe essere dannosa per l’immedesimazione emotiva dello spettatore, risulta inversamente l’arma in più del lungometraggio grazie a una scrittura che appare potente fin dai primi minuti dell’opera audiovisiva, presentando l’interiorità dei singoli caratteri senza fronzoli estetici e arricchimenti dialogici, ma il tutto vive all’interno dei silenzi, delle pause d’attesa, degli sguardi emozionali, in grado di far uscire durante la narrazione l’anima stessa di ogni individuo messo in scena all’interno della pellicola.

Espiazione sembra poter trovare in Briony la sua protagonista effettiva della storia ma in verità il lungometraggio di Joe Wright non è altro che un meraviglioso prodotto sul senso stesso di Espiare, divenendo così un racconto su tale sentimento e sulla difficoltà stessa di riparare un danno commesso che a distrutto la vita interiore di due individui. Briony, nella prima parte interpretata magnificamente da una giovanissima Saoirse Ronan, risulta il personaggio che incarna in primis il concetto di Espiazione, ovvero riparare una colpa, accettando con rassegnazione la punizione o sottoponendosi a una penitenza volontaria, ma dall’altro lato gli altri due caratteri degli innamorati sono il chiaro esempio di ciò che non è possibile ricucire, nemmeno facendosi un autopunizione interiore, sembrando asserire che il danno fatto non potrà mai essere riparato pur espiando.

Quanti anni bisogna avere per capire la differenza tra giusto e sbagliato?


Robbie Turner (James McAvoy) – Espiazione

Atonement per raccontare una storia dall’importanza filosofica mette in scena una storia divisibile in tre parti, che assumono in parte uno stile divergente dal punto di vista narrativo e di fotografia stessa. La prima parte è l’incipit alla vicenda e il momento del peccato e dell’accusa il tutto presentato attraverso uno stile di scenografia aristocratico arricchito da una luce accesa e solare che trasmette un senso di agiatezza e di pace. La macchina da presa si sofferma molto sui dettagli dei personaggi, sopratutto su Robbie Turner, portando fuori il suo senso d’amore più passionale e interiore rivolto a Cecilia, che risulta il carattere meno sviluppato dell’intero film divenendo a tratti quasi bidimensionale e insulso. Nella prima ora di film troviamo già un elemento di montaggio narrativo che verrà sfruttato maggiormente nella seconda parte della storia in cui assistiamo a un montaggio originale che va indietro nel tempo per mostrare ciò che non abbiamo potuto vedere o che abbiamo visto da un altra angolazione, andando così a spiegare a 360° la vicenda.

La seconda parte, ambientata quattro anni dopo, fuoriesce dalla decadente campagna inglese immettendoci in un mondo squallido e cupo, partendo da una fotografia e una scenografia più cruda e realistica. Se in questa fase troviamo uno stile narrativo differente, apparendo quasi un altro film, in cui iniziamo a udire la voce pensiero dei singoli personaggi come se fossimo dentro a un lungometraggio epistolare, veniamo catapultati nel mondo della guerra che viene mostrata attraverso sequenze di una bellezza immane sopratutto per quanto riguarda lo spettacolare piano sequenza di cinque minuti ambientato sulla spiaggia di Dunkerque, in cui siamo dentro alle truppe distrutte degli americani. Questa parte mostra il sentimento del dolore e della speranza, la forza di lottare contro la devastazione del mondo e la crudeltà della guerra, non c’è nessun aspetto segnato dalla fantasia o dalla bellezza dell’amore, siamo nel mondo terreno.

La terza parte è dedicata al finale dove entriamo in una sorta di metafilm in cui la stessa Briony, ora interpretata da Vanessa Redgrave, raccontare la sua storia davanti a una macchina da presa per un intervista sul suo ultimo romanzo. Qui scopriremo il finale dei nostri innamorati.

Seppure Espiazione possegga tre stili differenti che possono lasciare spiazzati, la scrittura ottima riesce a rendere il tutto di grande interesse, anche grazie a un cast di attori eccezionali come Keira Knightley e James McAvoy, perfetti nei loro ruoli. Unica stonatura l’interpretazione di Romola Garai, non all’altezza a causa di una sua espressione facciale sempre uguale durante tutte le sequenze in cui è presente.

Note positive

  • Fotografia
  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Attori: Saoirse Ronan, Keira Knightley e James McAvoy
  • Scenografia

Note negative

  • Intepretazione di Romola Garai
  • La seconda parte è a tratti troppo divergente nello stile rispetto alla prima

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