Eraserhead – La mente che cancella: Spiegazione del film onirico

Eraserhead - La mente che cancella locandina e recensione

Eraserhead – La mente che cancella

Titolo originale Eraserhead 

Anno:  1977

Paese di produzioneUsa

Genere: Grottesco, Horror, Mistero

Produzione: American Film Institute, Libra Films

Distribuzione: Clab Aiada

Durata: 100 minuti

RegiaDavid Lynch

Sceneggiatore: David Lynch

Montaggio: David Lynch

DopFrederick Elmes, Herbert Cardwell

Musica: David Lynch, Peter Ivers

Attori: Jack Nance, Charlotte Stewart, Allen Joseph, Jeanne Bates, V. Phipps Wilson, John Monez, Darwin Joston, Neil Moran, Laurel Near, Judith Anna Roberts, Thomas Coulson, Jean Lange, Jack Fisk

Trailer del film Eraserhead – La mente che cancella

Recensione

Nella filmografia di David Lynch è possibile rintracciare già dai suoi primi lavori, il mondo della metamorfosi e dell’ibridazione che si unisce drasticamente a quello animale e dei freaks. In uno dei suoi primissimi lavori, The Grandmother, dalla durata di 34 minuti, in bianco e nero in cui troviamo un mix tra riprese convenzionali e utilizzo degli effetti speciali più rudimentali, simili all’animazione.  In tale cortometraggio rintracciamo la prima metamorfosi visiva del regista di Twin Peaks, la quale viene sfruttata come metafora, fine e delicata, necessaria per la comprensione della storia narrata. 

L’estetica presente in The Grandmother è rintracciabile nel primo lungometraggio indipendente del regista, Eraserhead – La mente che cancella (1977), divenuto, nel corso degli anni uno dei più grandi film di culto del cineasta oltre che nel genere dell’orrore e del grottesco anche grazie alla sua complessa narrazione visiva e concettuale che rende il prodotto molto complesso da interpretare in una chiave di lettura precisa e chiara.

La storia conduce lo spettatore in un viaggio nell’inconscio umano ambientato da mostri in cui sogno, fantasia e realtà vanno a intersecarsi tra loro. Lo stesso David Lynch non ha mai voluto svelare il significato della storia asserendo che lo spettatore tramite il suo vissuto può dare un senso privato alla vicenda.In Eraserhead – La mente che cancella, nonostante l’enorme complessità narrativa, vi è riscontrabile una storia domestica e di famiglia dai contorni tragici, come accade anche in The Grandmother. 

Trama

Henry Spencer, interpretato da Jack Nance è un tipografo che vive in un pianeta devastato e distrutto dalle industrie metalmeccaniche che producono un incessante rumore elettrico. L’uomo scopre di aver messo incinta Mary ( Charlotte Stewart) una giovane ragazza, seppure lui afferma che sia impossibile che il bimbo sia il suo, facendo credere allo spettatore che non c’è mai stato un rapporto sessuale tra i due.

Alla nascita del bambino, dalle fattezze mostruose di una larva, porta Mary nella sua dimora tetra e squallida, ma  il pargolo emette un forte e continuo lamento che fa diventare la donna isterica e la conduce a scappare di casa abbandonando l’uomo e il suo stesso figlio. Ben presto il piccolo si amala costringendo il padre ad accudirlo e durante la malattia l’infante si riempie di pustole sul volto.

Successivamente Henry farà conoscenza di una donna che vive alla fine del corridoio del suo palazzo per cui l’uomo prova da subito una forte attrazione emotiva.

Spoiler sul finale 

L’uomo deve, tutto da solo, continuare a badare al suo piccolo essere mostruoso che urla continuamente, provando probabilmente, un enorme dolore fisico per la sua condizione anormale. Quando Spencer scoprirà che la donna va con un altro uomo, con un brutto aspetto, Henry crollerà definitivamente abbandonando ogni speranza di felicità. Rientrato in casa non riuscirà più a sopportare la sua vita e la situazione del suo bambino – larva così, in un moto di pieta verso quell’essere, decide di porre  fine alla vita del proprio figlio andandogli a tagliare il petto, che pare essere di carta, uccidendolo attraverso una sequenza inquietante e allucinante. Alla fine del lungometraggio Henry sembra entrare dentro il mondo che ha sempre desiderato e sognato, quello che scrutava dal termosifone in vari scene del film. Qui in una luce bianca, che potrebbe simboleggiare la pace e il paradiso, ritrova lady in the radiator, uno strano Freak che possiede due guance con pelle tumorale che nei suoi “sogni” cantava: 

In paradiso, tutto va bene. Hai le tue buone cose e io le mie

cit. Erashered: La mente che cancella

L’uomo abbraccia la donna e lo schermo diventa totalmente bianco.

Analisi Filmica

Bianco e nero carbonaceo, colonna sonora non realista, creature bizzarre, ibride, tra cui primeggia il pargolo, che ricorda più un animale che emette vagiti di un neonato, sequenze di animazione, effetti speciali rudimentali, propensione per la metamorfosi, atmosfera oppressiva

cit. T. Jousse, David Lynch, (Collana Maestri del cinema), in “Cahiers du Cinema”, p. 10

Il primo lungometraggio di David Lynch nel 1977, in Italia è uscito solamente nel 1982, possiamo rintracciare molti elementi classici della sua cinematografia come la paura interiore, il senso di mistero verso il mondo e sull’aldilà, ripreso nella serie Twin Peaks, ma anche nell’aspetto registico e visivo troviamo un bianco e nero alquanto non classico e scenografie irreali e misteriose e con interpretazioni eccessive a tratti e minimali in altri istanti molto vicine al teatro che però funzionano piuttosto bene all’interno dell’opera. Anche il lavoro nell’audio, molto minuzioso e realizzato con suoni d’ambiente che hanno poco a che fare con la musica, sarà un elemento essenziale in ogni film del regista. 

Il lavoro di Lynch, Eraserhead – La mente che cacella risulta piuttosto oscuro e di difficile comprensione razionale senza tirare in ballo l’inconscio.  Il film infatti si apre con un misterioso pianeta, spoglio e oscuro e con uno strano demiurgo maligno mostruoso, con pelle tumorale che attraverso una leva scaraventa dal cielo delle larve vermiformi mostruose:

Che aspettano solo, per svilupparsi, le occasioni offerte da quella pulsione generatrice di mostri che è lo stimolo sessuale, anche chiamato più romanticamente, amore

cit. A. Cappabianca, L’immagine estrema. Cinema e pratiche della crudeltà, Genova, Costa & Nolan, 2005, p. 137

In un’ulteriore scena, da collocare in un sogno inquietante di Henry, rintracciamo la metamorfosi del protagonista in uomo larva, a causa delle sue numerose preoccupazioni per il figlio che ha. Lui si trova in un piccolo teatro in compagnia di Lady in the Radiator, che incarna la figura del terribile mietitore di vite. A un certo punto lei svanisce e compare una montagna di terra (che rimanda al suo mediometraggio precedente) e in questo istante l’uomo va a perdere la testa E al suo posto si forma quella di suo figlio.

Eraserhead pur mostrando dei mostri animali non va a trattare la tematica dei freaks in chiave esplicitamente sociale, anche se il piccolo viene abbandonato per la sua anormalità dalla madre stessa, ma parla dei problemi interiori e privati di un uomo, Henry, che: 

E’ un po’ confuso […] ed è come se stesse cadendo a pezzi. Prova a reggere, ma ha dei problemi

cit. David Lynch, Perdersi è Meraviglioso, Minium Fax, 2007 

Da questo punto di vista possiamo parlare di un film intimistico sulla ricerca di pace rintracciabile da Henry nella sua stessa morte e nella morte del suo stesso figlio mostruoso.  In seconda analisi è però possibile rintracciare anche una critica contro il sistema industriale e delle fabbriche che è onnipresente nel film e che viene imputato, seppur indirettamente, dal regista come prima causa della nascita di personaggi mostruosi.

La metamorfosi finale

Il bambino larva, privo di mani e gambe ma solo con un busto e testa, appena viene aperto in due da Henry, incomincia a effettuare una strana metamorfosi esteriore che lo va a trasformare in un essere mostruoso e malvagio. Inizialmente dopo che gli è stato lacerato il petto questo inizia ad aprirsi e l’essere continua a lamentarsi sempre di più. L’uomo con il taglierino va a conficcargli alcuni organi interni, probabilmente il cuore, causando l’uscita di sangue dalla bocca della larva. Da questo istante fuoriesce una strana schiuma dagli organi che lentamente vanno a coprire l’intero mostro. Attraverso un gioco di luci, riprese con macchina fissa e piuttosto statiche con dettagli sulla corrente, che emette un grande rumore, e sullo sguardo spaventato e sconvolto di Henry Spencer.

Eraserhead - La mente che cancella metamorfosi finale
Le fasi della metamorfosi del pargolo

Le ultime trasformazioni infatti, prima dell’allungamento del collo e della sua trasformazione in una gigantesca testa che assomiglia a quella di un drago/dinosauro, vengono mostrate dalla mdp dopo un primo piano stretto del protagonista, sempre più impaurito. Gli effetti speciali presenti in questa scena non sono dei più avanguardistici, a causa di un’assenza di una casa di produzione dietro essendo interamente finanziato da Lynch stesso; essendo, in origine, il suo lavoro finale del corso di studio dell’American Film Institute.

La metamorfosi finale, nonostante non sia completamente realistica, risulta all’interno del lungometraggio totalmente credibile, grazie a un ottima capacità registica che va a unire “animazione” con realtà. Lo stesso modellino della testa gigante, pur apparendo finto, non perde la sua forza inquietante.

Il mostro creato da Lynch però non dona mai un reale senso di terrore tipico dell’horror ma crea una sensazione di attrazione e repulsione che rintracciamo nell concetto di unheimlich, in qualcosa che riconosciamo come familiare e che, proprio per questa sua natura ci sconvolge e ci turba. 

Note positive

  • Regia
  • Attori
  • Make – up funzionale alla narrazione
  • Montaggio sonoro

Note negative

  • Nessuna degna di nota

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