Entierro

Entierro: l’arte di rinascere dalle ceneri

Recensione del documentario Entierro, la vita della pittrice cilena Carmengloria Morales
Entierro documentario locandina

Entierro

Titolo originale: Entierro

Anno2019

Paese di produzione: Cile, Italia

Generedocumentario, biografico

Durata: 70 min

Aspect Ratio: 1:2:39

Case di produzione: Solaria Film, Doramama Productora

Distribuzione: Solaria Film

Regia: Maura Morales Bergmann

Scritto da: Sebastiano Facco, Adriano Candiago, Maura Morales Bergmann

Produttori: Emanuele Nespeca, Raul Morales Barcia

DOP: Maura Morales Bergmann

Montaggio: Susanna Scarpa

Musica: Marco Sinopoli, Jorge Arriagada, Gregory Burk

Cast: Carmengloria Morales, Jorge Arriagada, Manuela Martelli, Raul Morales Barcia, Lucio Pozzi, Maria Morganti

Trailer del documentario Entierro

Recensione di Entierro

Avete mai pensato veramente quello che ci può essere dietro a un’opera pittorica? Sogni, tragedie, gioia, tristezza, successi, l’amarcord dei momenti che non torneranno più. Questa è l’essenza del documentario Entierro, primo lavoro di Maura Morales Bergmann come regista.

Da molti anni Morales lavora come direttrice della fotografia di importanti progetti cinematografici (tra i più recenti Santiago, Italia di Nanni Moretti (2018) e Restiamo amici di Antonello Grimaldi (2019). Con Entierro racconta una vicenda che ha molto a cuore, la storia della pittrice cilena Carmengloria Morales, sua zia… Una vita piena di pennellate di diverse tonalità che ci trasporta al Cile degli anni ’50, all’Italia dei ’60 e ci immerge profondamente nel modo di Carmengloria di fare “arte”.

Questo documentario ha partecipato alla scorsa edizione del Biografilm Festival e Sguardi Altrove Film Festival e ha iniziato il 12 luglio il suo percorso nelle sale virtuali (Google Play, Chili Tv e The Film Club), fisiche e in diversi luoghi culturali.

Trama di Entierro

Destierro era il nome del documentario dove Jorge Arriagada, musicista e Carmengloria Morales, pittrice, entrambi cileni, discutevano di musica e pittura. Carmengloria è un’artista cilena trapiantata negli anni ‘50 in Italia e mai tornata in Cile. Una vita intensa ricca di avvenimenti importanti dove negli anni si affaccia un vivere più appartato e discreto.

Qualcosa di strano è successo e l’artista sembra essere svanita nel nulla e con lei tutto quello che riguarda la sua vita. Per capire cosa è successo, Maura, sua nipote, chiede a Manuela Martelli, una sua amica attrice, di aiutarla a riprendere le redini del documentario, per ricostruire le tracce rimaste della pittrice.

Insieme, Maura e Manuela, inizieranno un viaggio attraverso la vita e l’arte di Carmengloria: una vita dedicata all’arte e alla forza vitale che essa può trasmettere.

Entierro è un documentario sull’arte e sull’importanza di essa nella vita di un artista. Da artista è una tematica che continuerò a cercare ovviamente perché mi è molto vicina così come lo è anche la ricerca delle mie radici.”

Maura Morales Bergmann, regista di Entierro

Analisi di Entierro

Il documentario viene nominato non a caso: Entierro significa in spagnolo “sepoltura”. Risponde alla tragedia che ha segnato sia la vita della pittrice Carmengloria Morales sia quella di sua nipote, la regista Maura Morales Bergmann. Nel 2016 il fuoco ha divorato la casa di Carmengloria e si è portato con sé la maggior parte delle sue opere e anche tanti filmati del documentario in cui Maura lavorava all’epoca.

Il nome Entierro risponde anche a un altro fatto: così viene chiamata una delle opere più note di Carmengloria, risultano anche una delle poche opere della pittrice rimasta intatta. Questa si trova nella cappella del carcere di Viterbo (vedi l’immagine sopra che accompagna il titolo di questa recensione).

La sfida più grande per Maura Morales Bergmann dopo il tragico incendio accaduto è stata raccontare l’arte e la vita di Carmengloria senza Carmengloria; un incendio vissuto e sofferto per entrambe. Anche se sono sopravvissute, una parte molto apprezzata da loro è andata via: i filmati del primo documentario di Morales e 40 anni di vita artistica di Carmengloria. Dopo questo episodio Carmengloria ha deciso di non continuare nel progetto per motivi evidenti.

Dopo l’incendio avevo quasi rinunciato all’idea di riprendere in mano il progetto – afferma la regista – Poi il bisogno di superare il trauma ha preso il sopravvento e ho pensato che forse proprio attraverso il mio lavoro avrei potuto vincere.” È così che nasce l’idea di Entierro: raccontare la vita di Carmengloria dal punto di vista di suo fratello e dei suoi amici più vicini, e usando come materiale di repertorio le immagini salvate dal fuoco.

La regista insieme all’attrice cilena Manuela Martelli costituiscono il filo conduttore di questa storia commovente. Vista la assenza della pittrice, la ricostruzione del suo passato e presente risiede nella testimonianza di suo fratello Raul Morales Barcia (padre di Maura) e di alcuni dei suoi amici più stretti tra cui l’artista italiano Lucio Pozzi. A questo si aggiungono dei frammenti salvati del documentario precedente nei quali Carmengloria e il musicista Jorge Arriagada (anche lui cileno ed emigrato) scambiano opinioni ed esperienze sull’arte, sull’emigrazione, sul loro Cile e anche sulla politica del loro paese.

Le fiamme giocano un ruolo narrativo interessante: appaiono man mano avanza il documentario, come se stessimo assistendo al momento in cui la vita di Carmengloria fu ridotta alle ceneri. Ma queste fiamme compiono anche una funzione di “suspense”: ci avvertono su quel fatidico episodio che stiamo per vedere.

Ci sono particolarmente due grandi aspetti stupendamente trattati nel documentario. Il primo è il dualismo musica-pittura. Questa relazione rappresenta il forte legame di Carmengloria con la musica che l’ha sempre accompagnata in ogni sua pennellata e che Maura voleva far incontrare nella sua prima idea di documentario con il dialogo tra Carmengloria e il musicista Jorge Arriagada (anche lui cileno e immigrato).

L’altro aspetto sono i paesaggi del Cile che si mescolano con i quadri di Carmengloria come se fossero una cosa sola. Il rapporto natura-quadri crea i momenti più significativi del documentario. Maura ha cercato i colori, specialmente quelli dell’opera Entierro, nella natura cilena. Da una parte questo fa capire che l’arte ha sempre avvicinato Carmengloria alla sua terra natale e che le sue opere sono un “amarcord” di quello vissuto fino a quando è partita per l’Italia a 10 anni, e inoltre parla sui momenti trascorsi durante l’unica volta in cui è ritornata poi in Cile. Da l’altra parte, detto anche dalla regista, questo rapporto visivo è stato un modo per riempire il vuoto lasciato da tutte le opere bruciate nell’incendio.

Giustamente la fotografia di quei paesaggi del Cile, filmati direttamente da Maura, è un’altra cosa da sottolineare: sono mozzafiato! Sia per i piani, sia per i colori ma anche per le forme della stessa natura di questo paese sudamericano.

Entierro finisce con una “mostra” di speranza che, letta tra le righe, simbolizza la rinascita dell’arte di Carmengloria, ma anche di quello della stessa regista.

Jorge: “Quindi ti piace lavorare nell’ombra?”

Carmengloria: “L’ombra fa venire fuori le idee.”

cit. Entierro

NOTE POSITIVE

  • La fotografia, particolarmente, quella dei paessaggi del Cile.
  • Il dualismo musica-pittura e paesaggi-quadri usate creativamente per esprimere l’anima delle opere di Carmengloria Morales.
  • Costruzione e collegamento narrativo tra i diversi pezzi della storia.

NOTE NEGATIVE

Nessuna.

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