Edison in una scena del film

Edison- L’uomo che illuminò il mondo : Un film sfortunato che meritava e poteva dare di più.

Recensione del film Edison - l'uomo che illuminò il mondo (The Current War,2017) con Benedict Cumberbatch, Michael Shannon e Nicholas Hoult.
Edison- L'uomo che illuminò il mondo : Un film sfortunato che meritava e poteva dare di più. 1

Edison-L’uomo che illuminò il mondo

Titolo originale: The Current War

Anno: 2017

Paese di produzione: Stati Uniti D’America

Genere: Storico, drammatico, biografico

Casa di produzione: Bazelevs Company, Film Rites, Thunder Road Pictures

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 107 minuti

Regia: Alfonso Gomez-Rejon

Sceneggiatura: Michael Mitnick

Montaggio: David Trachtenberg

Dop: Chung-hoon Chung

Attori: Benedict Cumberbatch, Michael Shannon, Nicholas Hoult, Katherine Waterson, Tom Holland, Tuppence Middleton, Simon Mayonda, Matthew Macfadyen, Conor MacNeill

Trailer italiano del film “Edison – L’uomo che illuminò il mondo”

Recensione di Edison – L’uomo che illuminò il mondo

Al suo terzo lavoro come regista Alfonso Gomez-Rejon ha deciso di puntare in alto. Dopo il discreto successo ottenuto con “Quel fantastico peggior anno della mia vita” ha deciso di sfornare un film le cui premesse fanno intendere la chiara aspirazione all’oscar. Il punto di forza è sicuramente il cast con Benedict Cumberbatch, Michael Shannon e Nicholas Hoult nei panni dei tre scienziati che si combattono nella guerra delle correnti. Anche il fatto che non sia un film biografico, come di solito sono la maggior parte dei film storici, lo rende un prodotto molto interessante. Purtroppo però il risultato non rispecchia le aspettative, portando sullo schermo un prodotto, sicuramente buono, ma che poteva dare molto di più.

Trama di Edison – l’uomo che illuminò il mondo

Stati Uniti d’America, diciannovesimo secolo, Edison ha da poco inventato una lampadina che dura tredici ore e con la grande fama che questo gli procura decide che è il momento di portare la sua corrente continua nel mondo e la prima città illuminata sarà New York. La corrente continua ha però un difetto, non è adatta a coprire grandi distanze e dunque necessiterebbe di un grande numero di centrali, grazie a ciò entra in gioco George Westinghouse, ricco industriale, che decide di entrare in competizione con Edison dando così inizio alla guerra delle correnti (“The Current war” è il titolo inglese) acquistando i brevetti per la corrente alternata. Il terzo contendente è Nikola Tesla, un giovane brillante inventore, anche lui dalla parte della corrente elettrica alternata.

Tra personalità eccentriche, fake news e il capitalismo americano, chi vincerà la guerra delle correnti?

Analisi di Edison – L’uomo che illuminò il mondo

Il primo grande errore di questo film viene direttamente dall’Italia: il suo titolo. Quello inglese era perfetto “La guerra delle correnti”, infatti non ci troviamo di fronte ad una biografia sulla vita di Edison, ma ci vengono raccontati quegli anni del diciannovesimo secolo in cui diversi contendenti si fronteggiarono per avere il monopolio sulla corrente negli USA. Ci viene presentata solo parte della vita di Edison, come però viene fatto anche per gli altri protagonisti. Arriviamo cosi al secondo punto debole di Edison – L’uomo che illuminò il mondo: La sceneggiatura. Il film è assolutamente godibile, ma alcuni passaggi possono risultare eccessivamente tecnici per qualcuno che non è famigliare con il linguaggio scientifico utilizzato. Inoltre, come ho già detto precedentemente, ci vengono presentati poco i personaggi, e dunque ci risulta difficile simpatizzare o “tifare” per uno di loro, risultando così una semplice narrazione dei fatti, nonostante sia evidente come non fosse questa l’intenzione dell’autore.

Interessante d’altronde il comparto tecnico, in particolare la fotografia, la regia e il montaggio. Certe inquadrature sono molto particolari e si vede che c’è uno studio dietro, come accade anche per le illuminazioni, che, in un film come questo, non potevano essere lasciate al caso. Il montaggio finale dell’accensione della fiera internazionale di Chicago del 1893, paragonato con l’accensione della prima sedia elettrica è secondo me uno dei punti più alti raggiunti dal lungometraggio e esprime molto chiaramente anche un monito che il regista voleva lanciare sulla pericolosità e sulla grandiosità della scienza. Molto apprezzabile anche l’idea di simulare alcune scene come se fossero viste al kinetoscopio (precursore del proiettore) inventato dallo stesso Edison.

Il punto forte del film risiede però senza dubbio nelle performance degli attori protagonisti. Prima fra tutte quella di Benedict Cumberbatch (The imitation game, Doctor Strange) che, come ben sappiamo, da sempre il meglio di sé nell’interpretazione di geni eccentrici, anche se non riesce a raggiungere i pichi d’intensità che mostrò in “The Imitation game“. Interpretazioni che però, nonostante tutto non riescono a far fronte alla basilarità della scrittura.

Un film condannato fin dalla nascita.

Sono convinto che parte della causa del poco successo che ebbe Edison – L’uomo che illuminò il mondo sia da imputare alla sua genesi, perché alla fine resta un film godibile. La sceneggiatura, ad opera di Michael Mitnick esisteva già dal 2008, ma solo il 18 dicembre 2016 a Londra iniziarono le riprese con il regista e il cast che poi lo conclusero. Il film era previsto nelle sale per il 22 dicembre 2017 e doveva essere distribuito dalla Weinstein Company, a seguito delle accuse di abuso sessuale a carico di Harvey Weinstein il suo rilascio fu momentaneamente annullato. Nell’aprile 2019 il film fu acquistato dalla 101 distribution per 3 milioni di dollari e successivamente distribuito in tutto il mondo. Il regista nel frattempo aveva aggiustato il film inserendo altre cinque scene, rispetto alla versione presentata al Toronto film Festival.

La poca pubblicità che fu fatta alla sua uscita, almeno in Italia, probabilmente lo ha fatto perdere di vista a molti interessati che, a seguito del trailer nel 2017, sarebbero andati molto volentieri a vederlo.

Note positive:

  • Recitazione
  • Regia
  • Fotografia

Note negative:

  • La sceneggiatura che si concentra poco sulle emozioni dei personaggi
  • Il titolo italiano è fuorviante

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