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Doctor Who 12: il mistero del bambino senza tempo

Recensione di Doctor Who 12, la stagione che va a riscrivere l'intera mitologia della serie storica svelando vari misteri.
Doctor Who 12 Locandina

Doctor Who 12

Anno: 2020

Paese di Produzione: Regno Unito

Genere: Avventura, Fantascienza, Fantastico

Produzione: BBC

Ideatore: Sydney Newman, C. E. Webber, Donald Wilson

Stagione: 12

Puntate: 10

Showrunner: Chris Chibnall 

Attori: Jodie Whittaker, Bradley Walsh, Tosin Cole, Mandip Gill, Sacha Dhawan, John Barrowman, Jo Martin

Sito Ufficiale Doctor Who

Trailer Inglese della BBC su Doctor Who 12

Recensione di Doctor Who 12

Il nuovo decennio 2020 si è aperto con il debutto sul canale BBC, il primo gennaio, di una delle serie televisive più importanti per gli amatori della fantascienza; ovviamente stiamo parlando di Doctor Who, ormai giunta alla sua dodicesima stagione, senza contare le ventisei season che hanno fatto la storia della televisione inglese, andando in onda dal 1963 al 1989. Al timone della barca troviamo sempre Chris Chibnall che ripropone al pubblico la storia del misterioso viaggiatore dello spazio, interpretato per la seconda stagione da Jodie Whittaker, che si imbatte in fantastiche avventure con i suo sgangherati compagni di viaggio Graham, Ryan e Yasmin, che formano insieme un quartetto piuttosto interessante.

La dodicesima stagione però non vuole essere un semplice catalogo di avventure, più o meno divertenti e d’intrattenimento, ma si pone l’obiettivo di andare a raccontare e svelare, come aveva fatto Steven Moffat nell’episodio speciale “Il giorno del Dottore”, uno dei misteri che attanaglia lo spettatore fino dal suo debutto e sui cui abbiamo sempre avuto rare risposte. Dopo la visione di questa stagione alla domanda Doctor Who? Possiamo dare delle risposte piuttosto nette e dettagliate che vanno a cambiare il senso stesso del personaggio in maniera importante. Il quesito però è: questi cambiamenti sono funzionali alla narrazione? Gli eventi più importanti sono stati ben sceneggiati?

La serie ritornerà a Natale 2020 con la puntata speciale: Revolution of the Daleks. In Italia Doctor Who 12 sarà visibile ( non c’è ancora una data precisa) su Rai 4 nel prossimo futuro.

Trama

Gli agenti segreti del pianeta Terra vengono attaccati da entità misteriose che si materializzano dal nulla, attraversando perfino le pareti stesse. C, capo dell’MI6, contatta come ultima risorsa il Dottore e i suoi companion di viaggio per investigare su questi strani omicidi. Durante le indagini The Doctor troverà sul suo cammino il suo perfido antagonista e amico di gioventù: Il Maestro, interpretato da un magistrale Sacha Dhawan. L’oscuro Signore del Tempo dà alla protagonista una terribile notizia: il loro pianeta nativo, Gallifrey, è stato raso al suolo e l’intera razza è stata sterminata. Ma chi è stato a distruggere la patria del Dottore? Il Maestro

La ricomparsa del Maestro in Doctor Who 12

Doctor Who 12 inizia con una storia, divisa in due puntate, intitolata Spyfall, dal sapore di 007, che va subito a mettere in evidenza gli elementi narrativi alla base dell’intera stagione presentando allo spettatore già nella 12X01 due elementi di enorme importanza: la distruzione di Gallifrey e il ritorno del suo nemico, che poi sarà il vero antagonista della season: Il Maestro, comparso all’interno della serie nel lontano 1971, interpretato da James Dreyfus. Il ritorno del personaggio viene mostrato attraverso un intelligente e sorprendente colpo di scena, ma se la sua presenza farà piacere a parecchi fan dello show in tanti storceranno il naso a causa di alcuni errori o perplessità a livello di continuità con le passate stagioni.

Nel finale della decima stagione, quando Capaldi era ancora il Dottore, abbiamo assistito alla morte del The Master, denominato qui con il nome di Missy, la quale viene accoltellata dalla sua precedente incarnazione. Il montaggio e la scena non lasciano al pubblico nessuna speranza che il personaggio riesca a rigenerarsi e dunque sopravvivere, segnando così la fine di uno dei characters maggiormente mitologici di Doctor Who. La dodicesima stagione avrebbe dovuto, almeno, spiegare come abbia fatto il Maestro a ritornare in vita ma Chris Chibnall preferisce tacere. L’altro guaio è l’atteggiamento del Dottore verso il suo arci-nemico, secondo soltanto ai Dalek, che non mostra nemmeno un minimo di stupore nel ritrovarselo davanti vivo e vegeto quando credeva che ormai fosse morto.

Doctor Who 12 pare che sfrutti Il Maestro per poter condurre avanti la storia fregandosene altamente dei vari problemi di continuity e decidendo di appoggiare tutto il finale della season, come si può notare assistendo alla puntata The Timeless Children, sulle spalle dell’antagonista e nel suo ottimo interprete Sacha Dhawan che riesce a far trasparire tutta la tridimensionalità del personaggio mostrando la sua pazzia e amore verso il Dottore stesso, di cui nutre sia un grande affetto di fratellanza che di estremo odio e gelosia.

Le scelte rivoluzionare di Chibnal

So che tutto è una bugia

cit. Doctor Who 12

Nell’undicesima stagione il buon Chris Chibnall aveva realizzato una serie alquanto monotona e priva di un vero arco narrativo concentrandosi maggiormente sui personaggi e sul legame che Graham, Ryan e Yasmin hanno sviluppano con Dottore attraverso le loro avventure spaziali con il Tardis, ma in quella stagione lo showrunner non è riuscito a mostrare la capacità di scrittura dei suoi predecessori. Chibnal però in Doctor Who 12 cambia passo andando a creare un’intera stagione alquanto monotematica e con una narrazione lineare relegando la mera avventura solo in un paio di puntate che spesso e volentieri richiamano la storia principale come in Orphan 55 in cui assistiamo al pianeta terra ormai morto (proprio come Gallifrey) oppure Can You Hear Me? in cui si parla di due divinità immortali (il concetto d’immortalità ritornerà pesantemente nel finale).

Il merito di Doctor Who 12 è di riscrivere l’intera storia riguardante il Dottore ma con grande probabilità Chibnal esagera il tiro realizzando un cambio di rotta troppo forte e netto con il passato e sopratutto sviluppando malamente molti elementi narrativi inseriti e sviluppati, in particolare guardando la misteriosa puntata Fugitive of the Judoon in cui ricompare uno dei personaggi più iconici di sempre: Capitano Jack Harkness, alias Faccia di Boe, che asserisce:

Ditele di fare attenzione al Cyberman Solitario

cit. Doctor Who 12

Il Cyberman solitario sembra essere un enorme pericolo come si può notare nelle puntate The Haunting of Villa Diodati o Ascension of the Cybermen ma alla fine risulta un personaggio alquanto inutile alla vera storia narrativa dato che si poteva scegliere e trovare una modalità più interessante e funzionale per condurre i personaggi al finale di stagione, in cui verrà svelato un importante mistero sia sulla leggenda dei Signori del Tempo “Il Bambino Perduto” sia sull’identità stessa del Dottore, svelando dettagli importanti per il continuo dello show.

Chibnal però ha creato un finale forte e potente anche nell’ultima scena di Doctor Who 12 andando a riprendere un personaggio presentato nella 12X05 e poi dimenticato dal pubblico e ricomparso in modo imprevvisto e alquanto geniale, creando molta curiosità verso l’episodio speciale di Natale, che anticiperà probabilmente la tredicesima stagione in cui sperò, ma ne dubito, che rifarà la sua ricomparsa il Cyberman Solitario, un carattere troppo interessante per essere così malamente sfruttato.

Il bambino senza tempo e il finale

Qualche spoiler è necessario e d’obbligo per analizzare l’ultimo episodio di Doctor Who 12 e le scelte narrative adottate da Chibnal che ha compiuto una mossa assai azzardata, eccedendo però in alcuni errori di continuità narrativa sopratutto con la puntata “Il tempo del Dottore” in cui il protagonista della serie interpretato da Matt Smith riesce a superare la dodicesima generazione grazie all’intervento “magico” dei Signori Del Tempo che decidono di donargli un altro arco di rigenerazioni. Ora, dopo le scoperte in The Timeless Children questo evento non ha più senso come tutta la storia che ruotava su Amy Pond, interpretata da Karen Gillan. In Doctor Who 12 scopriamo che il Dottore è il Bambino ( o meglio dire Bambina) senza tempo.

La puntata è scritta però male dato che tutte le nozioni apprese dal Dottore non sono da lei scoperte ma è costretta a conoscerle come punizione del Maestro che vuole distruggerla mentalmente e spiritualmente. La protagonista dunque non mostra nessuna reale scelta ma tutto gli giunge senza fare niente. Inoltre il piano del The Maester è abbastanza brutale e folle in maniera negativa.

Perchè importante il The Timeless Children?

Prima che i Signori del Tempo si chiamassero così esistevano a Gallifrey la popolazione degli Shabogan. L’esploratrice Tectum aveva imparato a viaggiare nel tempo e proprio nel suo esplorare aveva trovato una bambina che era precipitata da un buoco nell’univero che conduceva da qualche parte ignora, forse in un’altra dimensione. La donna, appassionata di scienza, aveva iniziato a studiare quella piccola bambina a lei misteriosa per scoprire il segreto della rigenerazione, dato che la fanciulla, una volta morta si era trasformato in qualcos’altro. La donna studiò per molti anni e l’individuo mutò costantemente fisico ma rimanendo in vita, divenendo infine il Dottore, nella prima versione da noi conosciuta e da lei rimembrata.

Il dottore non ha però memoria di ciò che era prima di scappare da Gallifrey, dato che costantemente gli veniva cancellata la mente terminata ogni sua vita. Dal suo DNA però è nata la generazione dei Signori del tempo che però hanno messo nei loro geni un blocco di rigenerazioni che non possono essere più di 12. Questo va a spiegare dunque il motivo che rende il Dottore immortale andando contro a ciò che Moffat aveva realizzato. Non una mossa piacevole se guardiamo la storia al completo.

Nonostante ciò tale scelta narrativa porta con sé nuovi dubbi: quali sono state le vite del Dottore e sopratutto come ha fatto a scappare da Gallifrey spezzando questo cerchio? Misteri su misteri, sia per noi che per lo stesso protagonista che si domanda: Chi sono?

Doctor Who 12 riscrive la mitologia della serie ridisegnandola e ampliandola, con varie strada da prendere dal punto di vista narrativo e probabilmente questo è un fatto positivo dato che lo show ha sofferto negli ultimi 4-5 anni di una ristagnamento dal punto di vista dell’evoluzione del racconto.

Note positive

  • L’Arco narrativo
  • Rompere con il passato
  • Fotografia
  • L’interpretazione di Sacha Dhawan che regge l’intera serie sulle sue spalle

Note negative

  • Il Cyberman solitario: personaggio mal approfondito
  • Capitano Jack Harkness: inserito solo per i fan
  • Il Maestro inserito ma senza spiegazioni narrative
  • Continuità narrativa poco rispettata
  • Poco utilizzo dei companion per approfondire le tematiche narrative

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