Charlotte Rampling e Michael C. Hall in Dexter 8

Dexter 8: Goodbye, Dexter Morgan

Recensione del finale e dell'ultima stagione di Dexter 8, come sarà il finale della serie? Scoprite la nostra opinione leggendo l'analisi.
Dexter 8 locandina serie tv

Dexter 8

Anno: 2013

Paese di Produzione: Stati Uniti d’America

Genere: Thriller, drammatico

Casa di Produzione: Showtime

Ideata da: James Manos jr.

Stagione: 8

Puntate: 12

Attori: Michael C. Hall,  Jennifer Carpenter,  Yvonne Strahovski, Charlotte Rampling, David Zayas, James Remar, C. S. Lee, Desmond Harrington, Geoff Pierson, Aimee Garcia, Sean Patrick Flanery,  Aaron McCusker, Dora Madison Burge, Sam Underwood

Trailer di Dexter 8, l’ottava stagione del crime showtime

Recensione di Dexter 8

Debra aveva ragione e io avevo torto. Sono io quello che si è perso. Una persona migliore la lascerebbe libera ma io non ne sono capace. Senza di lei non so piú chi sono. 

Dexter 8×01 – Una splendida giornata

cit. Dexter 8

Andata in onda nel lontano 2006 sul network Showtime, ispirata al primo romanzo della saga letteraria di Jeff Lindsay sul serial killer Dexter Morgan, Dexter risulta essere, seppur tra alti e bassi, una delle miglior serie del panorama mondiale non perdendo mai quell’essenza presente fin dalle prime puntate della prima stagione basata sulla natura del suo protagonista che vive tra maschere e orrori.

Il finale della settima stagione ha segnato una svolta decisiva sul mondo di Dexter Morgan e propriamente della sorellastra Debra (Jennifer Carpenter) che all’interno di un box, luogo che richiama la nascita della mente distorta del protagonista, ha dovuto prendere una scelta alquanto importante per salvare la vita di Dexter premendo il grilletto contro Maria LaGuerta. Da quel momento il pubblico ha avuto aspettative molto elevate sull’ottava stagione e su come questo rapporto familiare si sarebbe evoluto e su come, dopo ben otto anni di show televisivo, la storia del mostro buono sarebbe terminata.

Trama di Dexter 8

Dexter Morgan tenta di contattare Debra, la quale però lo sta letteralmente evitando non rispondendo più alle sue chiamata. Scopriamo ben presto che la stessa donna non lavora più nella polizia di Miami ma ha trovato un facile impiego all’interno di un ufficio investigativo Elway in cui guadagna molti più soldi attraverso la risoluzione di casi molto più semplici ma anche molto più sporchi che le consentono di buttarsi nella droga e nell’alcool. Il rapporto di separazione forzato mette alle corde in primi Dexter che sente di aver perso l’unica costante del suo mondo e l’unica persona che riusciva a mantenerlo lucido e stabile nella sua falsa copertura di forense dell’FBI.

In questo momento di tensione fa la sua comparsa un nuovo serial killer a Miami che uccide le sue vittime, andando, post – mortem, ad estrare da i cadaveri parti di cervello riguardanti la sfera emozionale. Insieme a questo criminale fa la sua comparsa la misteriosa psicologa Evelyn Vogel che mostra fin da subito un grande interesse verso Dexter Morgan, asserendo di essere la creatrice del suo codice e dunque di conoscere la sua reale natura di criminale. Ben presto scopriremo che la dottoressa è collegata ai casi di omicidio ricevendo i pezzi di cervello a casa dentro dei barattoli e questo evento la porta a chiedere l’aiuto alla sua creatura per andare a uccidere il serial killer prima che le possa far del male. Dexter accetta, ma in cambio vuole che la psicologa lo aiuti a salvare la sorella e a riunirla a lui.

Uno sguardo più ampio

Probabilmente l’intera fortuna della serie tv risiede nel suo particolare protagonista e nel suo codice di comportamento e di morale. Non è un buono, non è un cattivo ma un uomo che ha come passatempo e godimento uccidere gli altri. Lui non prova empatia e non si sente incluso nella società e probabilmente sono questi due aspetti che lo avvicinano a noi: un uomo con una morale che è escluso dal mondo circostante che non riesce a comprendere. Un personaggio del genere ha una forza carismatica incredibile già di per sé, in grado di acchiappare una grande fetta di pubblico ma per analizzare l’ottava stagione è d’obbligo richiamare, in maniera rapida, le altre stagioni e sull’andamento della crime dramma nell’arco delle sette stagioni precedenti, fatti di alti ma anche di momenti piuttosto bassi e alquanto discuttibili.

Dalla prima stagione fino alla terza stagione la storia segue un andamento omogeneo analizzando varie tematiche interne al protagonista, attraverso un stile narrativo intelligente e quasi mai banale. Il picco di creatività dello show risiede nella quarta stagione con l’arrivo di Trinity Killer, il mostro peggiore a cui si è mai trovato a duellare, che porta con sé l’evento più importante dell’intera serie con un finale alquanto crudo e terrificante, in cui Dexter al ritorno a casa si trova davanti una scena macabra: Rita morta nella vasca da bagno piena di sangue e il figlioletto, seduto sul pavimento, è immerso nel sangue della madre. Come il padre è nato “dal” e “nel” sangue. Tale scelta narrativa è geniale a mio avviso ma non ha portato niente di buono alla serie che con l’uscita di scena di Rita si è avuto un calo netto di qualità narrativa partendo proprio dalla quanti stagione che si apre ottimamente con il nostro serial Killer sconvolto con in braccio il neonato pieno di sangue ma i personaggi inseriti in questo nuovo arco narrativo risultano poco interessanti partendo da Lumen fino al gruppo di serial killer. Da questo momento rintracciamo due stagioni non all’altezza e che non portano il protagonista a reali evoluzioni caratteriali. Nella sesta abbiamo come assassino Trevil Marshall, che si ispira all’apocalisse, tutta la stagione è incentrata in un modo assurdo sulla religione che la rende guardabile ma niente di più, l’unica nota importante è il The end in cui Debra scopre il fratello killer nell’atto di uccidere l’assassino dell’apocalisse. Anche la settima ha tutti i presupposti per essere memorabile ma Debra, escluse le prime puntate in cui scopre tutta la verità sul macellaio di Bay Harbor,  e dopo una primo tentativo di fermare l’impulso omicida di Dexter, non fa nient’altro che proteggerlo; il cattivo di turno è un boss della mafia russa Sirko che non ha la stoffa per combattere contro Dexter. Inoltre, elemento alquanto importante, nella settima stagione viene inserita Hannah Mckay una delle poche note ben sviluppate all’interno della settima stagione. nfine troviamo Maria LaGuerta che scopre tutto sul protagonista, cosi che Dexter deve costruire un piano per eliminarla, anche se è dispiaciuto dovendo uccidere un innocente. Qui però il fato volle che lui non ci sporcherà le mani. Giunge Debra, che aveva intuito le intenzioni del fratello, e dopo un po’ di dubbi su chi uccidere tra i due, spara al corpo del tenente della polizia di Miami.

Dexter 8

Dexter 8 ha l’obbligo, dopo qualche stagione alquanto mediocre, di risollevare le sorti del carismatico protagonista che sembra essere un pizzico smarrito dentro una sceneggiatura incapace di ritrovare quella forza emozionale di crescita dell’individuo avvenuta nelle prime quattro parti dello show. Per svolgere tale mansione era, prima di tutto, fondamentale andare a creare un serial killer realmente importante e pieno di fascino che poteva competere con il protagonista e che desse quel sapore di mistero e curiosità all’interno della narrazione che, qui come non mai, assume più livelli narrativi: la famiglia, l’amore, il crime investigativo, la scoperta dell’io più profondo. Tutti questi temi servono per andare a chiudere il cerchio svelando tutti i pezzi del puzzle che compongono la psiche di Dexter Morgan. L’ottava stagione riprende dunque, dopo una pausa alquanto lunga, la caratterizzazione del personaggio che dalla sei fino alla sette è rimasta piuttosto invariata.

La colonna portante di questo ultimo ciclo narrativo è indubbiamente il rapporto tra Dexter e Debra che ritroviamo in una situazione di crisi e di degrado che sta distruggendo sia il nostro cattivone che la ragazza stessa la quale si è persa non comprendendo su chi lei sia e lo stesso significato tra giusto e sbagliato, bene e male. Tale separazione dei due personaggi era d’obbligo che accadesse all’interno di una serie strutturata come Dexter ma il modo in cui è avvenuto ciò non è dei migliori, anzi è proprio ciò che ha distrutto le ultime stagioni dalla sesta in poi. L’ottava ha dovuto ricomporre il puzzle riuscendo nel suo intento sfruttando un buco di sceneggiatura: come è nato realmente il codice? Per spiegarla è stata inserita una psicologa e sulle spalle di lei vive l’intero finale sia dal lato del serial killer che terrorizza Miami sia per il rapporto di Dexter con Debra e la sua fiamma Hannah Mckay ( Yvonne Strahovski). Del resto anche l’evoluzione finale del protagonista è un pizzico frettolosa ma alla fin dei conti sembra più o meno credibile conducendolo a comprendere per la prima volta il senso stesso dell’emozione e portandolo a una connotazione ampiamente umana in cui l’oscuro passeggero sembra essere svanito, il tutto è spiegato in maniera alquanto semplice attraverso l’importanza dell’Amore, si poteva far di meglio ma può starci.

Il tono dell’ottava stagione è per la prima volta privo di quella ironia onnipresente per l’intera serie ma acquisisce, sia nel volto dell’attore Michael C. Hall, sempre sul pezzo, che nel ritmo narrativo una maggiore cupezza e tristezza che invade ogni scena.

Spiegazione del finale di Dexter

Ti amo, Deb

cit. Dexter 8×12

Il finale è più che giusto: l’amore per il figlio e per la McKay e soprattutto per la sorellastra Debra gli faranno scomparire istinti omicidi fino ad arrivare a non riuscire a uccidere Daniel, il nome del vero serial killer, che ammazzerà alla fine solo per vendetta e davanti alle telecamere del carcere.

“ Remember the Monsters?” puntata finale della serie, è segnata dall’arrivo di un tornado. Hannah e il figlio di Dexter tra mille difficoltà giungono in Argentina per farsi una nuova vita mentre il nuovo Dexter scopre che la sorellastra è in ospedale in situazione critica, a causa di Daniel, che lui aveva risparmiato. Scoperto che Debra è in coma, mentre l’ arrivo del tornado è imminente, decide di staccare la spina. La avvolge in un lenzuolo bianco e nel caos generale dell’ospedale, la mette sulla sua barca e si avvia nel mare in tempesta.

In mezzo al mare, in una scena toccante, realizzata però con effetti speciali alquanto imbarazzanti, decide di buttare il corpo freddo e privo di vita di Debra, la persona più cara a lui nella sua intera vita, nel mare, poiché questo è l’unico modo che sa per dire addio a un individuo. Provando emozioni, per la prima volta e nel momento più sbagliato, capisce che tutte le perone care a lui non potranno mai vivere felicemente ma faranno una brutta fine come è accaduto a suo fratello, a suo padre adottivo che si è suicidato non sopportando ciò che aveva creato, alla Dott. Vogel, a Rita e al suo unico amico Miguel Prado e infine a Debra, morta a causa del suo cambiamento. Prende la sua nave “slice of life”, compagna di tanti omicidi, e si butta nella tempesta per farla finita. I mezzi di soccorso, il giorno dopo, troveranno i resti della barca nel mare decretando la morte di Dexter Morgan. Tale notizia giungerà anche in Argentina ad Hannah attraverso internet, lasciando la sua storia con il figlio del ex serial killer alquanto aperta, sapendo che è ricercata dal capo dell’ufficio investigativo Elway.

Quando tutti pensano che la storia si fosse conclusa, si rivede Dexter a lavorare come boscaiolo, privo di pensieri e svuotato dalla vita, ormai non prova più felicità, né senso di uccidere ma solo un assoluto dolore. Ha deciso di abbandonare tutti i suoi cari, esiliandosi e soffrendo per i suoi crimini. La voce fuori campo dei suoi pensieri svanisce lasciando un personaggi vuoto pieno di rimpianti che ha deciso di vivere una vita nell’anonimato, in un carcere personale privo di ogni sentimento reale. Il Dexter che abbiamo conosciuto è morto e al suo posto troviamo un uomo distrutto dalla vita, creando un finale forte e interessante. Nell’ultima frame il regista ha scelto che l’attore guardasse nella macchina da presa rompendo la quarta parete, tale scelta non l’ho trovata coerente con l’intera serie perché lui non parla mai allo spettatore e quindi perché guardarci?.

La serie per funzionare e per essere innovativa aveva bisogno di un mostro che risultasse un buon amico, una brava persona e alla fin dei conti simpatica al pubblico ma non dobbiamo scordarci che in fin dei conti è un omicida, un serial killer di professione e la fine che ha fatto è  proprio quella che si merita una persona di questa categoria. Se fosse morto non avrebbe sofferto, non avrebbe pagato per il male che ha causato a chi gli era accanto ma in questo modo, proprio quando aveva incominciato a provare dei veri sentimenti d’amore, delle reali e intense emozioni di dolore e felicità, tutto il suo universo crolla costringendolo ad allontanarsi per sempre da coloro che ama, e che per tutta la sua esistenza gli mancheranno. Non vedrà crescere il suo unico figlio e non passerà il tempo, non invecchierà con l’unica donna che abbia mai amato, ma vivrà in solitudine, con i rimorso di ciò che ha causato e di ciò che ha perso. Non è un finale tragico ed è meno banale di una semplice morte.  Nell’ultima scena non sentiamo più la voce del protagonista che ha occupato tutto lo show, ma c’è il silenzio ormai, è solo, privo di energie e di forze. Solamente il dolore lo avvolge. Debra doveva morire, era il personaggio a cui Dexter era più attaccato, era il punto fermo della sua esistenza, per far scattare definitivamente tutte le emozioni che stavano emergendo in D. M

Per quanto possa aver fatto finta di no, era da tanto tempo che desideravo essere una persona normale. Provare le loro stesse emozioni. Ma ora che sono come loro, voglio solo smetterla.

Michael C. Hall in Dexter 8×12 – Remember the Monsters

Note positive

  • Attori
  • Serial Killer
  • Raccattare i cocci per creare un finale funzionale

Note negative

  • L’arco narrativo finale di Dexter è troppo rapido, a causa anche delle stagioni precedenti
  • Effetti speciali nell’ultima puntata
  • Ultimo frame

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