Dexter

Anno: 2006

Paese: Stati Uniti

Lingua: Inglese

Genere: crime, drammatico , poliziesco, thriller

Stagione: 1 ( 12 episodi) 50minuti

Casa di Produzione: Showtime

Ideata: James Manos jr.

Aspect ratio: 16:9

Cast:

Michael C. Hall

Jennifer Carpenter

Julie Benz

Lauren Vélez

David Zayas

James Remar

Dexter – Recensione prima stagione

Mi sentivo molto meglio. Era sempre così, a posteriori. Uccidere mi fa sentire bene. Scioglie le tensioni nella mente oscura del Caro Dexter […] Mi piace quello che faccio, scusate se vi disturba. Sul serio, scusatemi tanto. Ma è così. E non si tratta di uccidere e basta, naturalmente. Dev’essere fatto nel momento giusto, con il partner adatto.

cit. Dexter il Vendicatore, di Linsday

 Liberamente ispirata da Darkly Dreaming Dexter ( La mano di Dio), romanzo thriller scritto da Jeff Lindsay, primo libro della saga sul personaggio Dexter Morgan, pubblicato nel 2005; il produttore James Monos JR. dopo aver lavorato parzialmente a due serie tv di culto: I Soprano e The Shield idea una storia che vede come protagonista un uomo complesso e che va a mettare in dubbio il significato stesso di bene e male.

Il personaggio uscito dalla penna di Linsday è un giustiziere solitario, un uomo che uccide i suoi simili: dei sociopatici che per sentire qualcosa masacrano altri individui.

La prima stagione segue abbastanza fedelmente il primo romanzo della saga ( pubblicato in Italia anche con il nome “errato” di Vendicatore) anche se gli sceneggiatori hanno deciso di descrivere, giustamente, il personaggio di Dexter in maniera più approfondita, creandogli anche degli aspetti più “umani”, mentre quello del libro è più mostruoso.

La scelta finale proposta da Linsday è molto divergente da quella adottata dagli scrittori, tanto che hanno reso impossibile nelle future stagioni andare a seguire le vicende narrate nella saga non cinematografica.

Giustissimo è l’aver voluto narrare il tutto in prima persona, come accade anche nel testo letterario. La voce interiore di Dexter è onnipresente, tanto che molto rararamente e solo nei momenti in cui il personaggio è in crisi non sentiamo la sua voce interiore.

Trama

Dexter Morgan è un brillante ematologo florense nella polizia di Miami che studia e analizza le macchie di sangue e il loro posizionamente su una scena del crimine per cercare di comprendere come gli omicidi accadono. Lui è molto bravo nel suo mestiere e spesso partecipa alle riunioni degli agenti della polizia sul campo poichè sanno che varie volte Dexter riesce a comprendere meglio degli altri chi posso essere il killer.
La sua famiglia è composta da Debra Morgan, la sua sorellastra, e da una donna, che ha avuto dei problemi con il marito il quale la picchiava, Rita che ha due bambini piccoli.
Nel tempo “libero” Dexter è un crudele assassino che attraverso un suo particolare rito, insegnatogli dal suo padrigno ed agente della polizia, ormai morta, che gli permette di non lasciare mai traccie e di non uccidere mai e poi mai gente innocente.

In tutto ciò a Miami compare un serial Killer che uccide delle prostitute. Le taglia e le posiziona come opera d’arte in città, il tutto senza lasciare una macchia di sangue. Ben presto Dexter scoprirà che ogni omicidio nasconde un messaggio per lui.

L’asassino che terrorizza la città verrà chiamato “ Il Killer del camion frigo”

Dexter pilot

Analisi Filmica
Il pilot racchiude la vera essenza della prima stagione ponendo tutte le basi, in una maniera iconica e perfetta, per il prosiego della stagione. Ogni personaggio è inserito nella storia attraverso la voce del protagonista, che senza spiegare troppo, ci introduce alla sua opinione su ogni singolo individuo. Grazie ad una sotile vena ironica conosciamo tutti i fili della storia, ogni personaggio e il suo rispettivo ruolo all’interno della polizia e sopratutto i due personaggi principali: Debra e Rita e i loro rispettivi problemi.
scena d'apertura dexter
La prima sequenza d’apertura è creata con enorme maestria. Sentiamo una voce fuori campo cupa e baritona. Un uomo in completa ombra guida una macchina, su sfondo rosso, che dà il senso di sangue. Non serve molto tempo per comprendere che siamo a Miami e lui è in caccia di una vittima.
È la notte giusta e ne verranno altre, e altre ancora: deve succedere. Che bella notte, Miami è una città fantastica. Adoro la cucina cubana: i panini al maiale sono i miei preferiti, ma ora ho fame di qualcosa di diverso.
cit. Dexter
La prima uccisione, scritta nel medesimo modo nel romanzo, serve e funziona per mettere le basi del nostro protagonista che non deve spaventare il pubblico ma deve creare una sorta di empatia con gli spettatori. Dexter non uccide una persona qualunque, ma un assassimo e per di più di bambini.  Ognuno di noi ripugna la violenza contro i minori e questo fatto lo avvicina sempre di più al nostro mondo.

Con l’omicidio impariamo anche il suo modus operandi e il suo codice interiore: non uccidere nessun innocente ma solo chi lo merita. Questa sua connotazione lo rende un ottimo giustiziere.

In seguito, Dexter si auto presenta come un individuo che imita il comportamente altrui per non permettere agli altri di scoprirlo, ma che allo stesso tempo non prova nessun tipo di sensazione o di emozione. E’ un isolato dal mondo, un solitario che per non rischiare di essere scoperto non può aprirsi al mondo. Dexter soffre per tutto ciò, ma allo stesso tempo sente, come unico desiderio, quello di uccidere.

Sotto alcuni chiavi di lettura possiamo rintracciare in lui molti aspetti simili al comportamento di un qualsiasi essere umano: la volontà di essere compresi dagli altri ma anche la paura di essere rifiutati dal mondo per ciò che siamo.Chi di noi riesce a togliersi tutti i giorni la propria maschera, abbassando le difese?

Il tutto viene narrato con questa continua voce fuori campo, il che è interesante, ma il problema di fondo dell’intera serie, uno dei pochi, è l’eccessiva demarcazione continua di alcuni elementi. Dexter nella prima stagione rimarca moltissimo il concetto che Debra è sua sorella, che sua padre ( ex poliziotto) gli abbia insegnato un codice e sul suo nascondersi al mondo. In ogni puntata vengono dette alcune battute che sono dei continui spiegoni, spiegoni evitabili.

Debra morgan dexter

Se in vari momenti sembra che Dexter sia una serie per un pubblico non attento e sopratutto una serie che possiamo vederla anche saltando qualche puntata, i dialoghi e i movimenti di macchina da presa nelle scene poliziesche mostrano il potenziale della serie.

La polizia, qui si vede la mano del produttore di The Shield, assume un’aspetto non del tutto convenzionale, ma viene mostrata nel lato più politico possibile da un lato e dall’altro quello investigativo. I dialoghi sono fluenti ed efficaci e raramente possiamo annoiarsi.

La prima stagione di Dexter ha perfino una regia simile a The Shield, la macchina da presa è spesso e volentieri a mano con dei primissimi piani dei protagonisti e inquadrature, sopratutto nell’attimo degli omicidi, dall’alto verso il basso.

Interesante anche l’utilizzo della soggettiva molto presente durante le camminate di Dexter e nelle sue vittime mentre vengono uccise.

La musica dà un ritmo intenso e cupo alla storia mentre le battute immettono nelle vicende una vena d’ironia, ironia utilizzata da Dexter per permettere a chi gli sta intorno di entrare nella sua parte più profonda. Il colore stesso della serie, non è del tutto naturale ma i colori, specialmente quello del cielo sono molto accesi.

Molto interessante è anche la storia narrata nella prima stagione che va ad indagare le cause dietro il comportamente da serial killer di Dexter e gli farà conoscere il suo lato più nascosto e dove questo ha preso origine oltre ad instillare nella mente del personaggio dei dubbi sulla sua vita e sulla realtà delle cose.

Il cast è eccezzionale compreso il protagonista interpretato da Michael C. Hall, che pur mostrando due o tre espressioni facciali che mostrano l’assenza di empatia del suo personaggio, riesce a rendere Dexter un essere “normale” a tratti e un essere “maligno” con un lato oscuro nei momenti più adatti. La tonalità di voce, che si modifica nei due momenti, racchiude la vera bravura dell’attore, in un ruolo perniente facile.

Il prodotto, analizzando le dodici puntate della prima stagione, risulta quasi del tutto perfetto ponendo le basi per lo sviluppo della seconda stagione. Forse nell’ultima puntata Born Free ( nato libero)  gli eventi avvengono con troppa velocità come gli indizi della polizia che giungono quasi in maniera fortuita, ma la serie rimane di ottima fattura.

Un applauso anche agli ideatori della sigla che mostra in maniera ironica e inquietante Dexter, unendo il suo modo di fare colazione con quello del sangue e dei delitti.

 Note positive
  • La musica
  • La regia in tutti gli episodi
  • Le interpretazioni
  • La sigla

Note negative

  • Il dialogo, in vari istanti, è troppo ripetitivo, come se fossero scritti per uno spettatore che non ha assistito alle puntate precedenti.