Il brivido si alterna al sorriso. (Cit. il Morandini)

Destinazione…Terra! (It Came from Outer Space) (1953) è un film fantascientifico di Jack Arnold. Basato su un soggetto di Ray Bradbury, fu il primo film della Universal a essere girato in 3D.

Un meteorite infuocato precipita sulla Terra nei pressi della cittadina di Sand Rock, nella desertica Arizona.

I due protagonisti John Putman, astronomo dilettante, e la sua fidanzata Ellen Fields  accorrono sul luogo dove è avvenuto l’impatto, una vecchia miniera e scoprono che l’oggetto caduto in realtà è una navicella spaziale, di forma esagonale.

Destinazione...Terra!la recensione 3 l'occhio del cineasta

Nei giorni successivi, diverse persone del luogo scompaiono per poi ricomparire cambiati negli atteggiamenti, più meccanici e simili ad automi.

Lo sceriffo si convince che qualcosa non va e organizza una battuta di caccia contro gli alieni, ma Putnam cercherà di impedirglielo, proponendo invece una soluzione pacifica.

Il primo film fantascientifico di Jack Arnold ha già in se tutta la poetica del regista: egli infatti tenta di riflette sull’uomo e sulle sue debolezze; su quanto la paura e la mancanza di fiducia verso quello che non conosciamo ci renda barbari ed arretrati.

L’umanità è vista dagli alieni (e dal regista), più evoluti, come inadatta a confrontarsi con altre civiltà, questo perché, come dirà anche il protagonista allo sceriffo, “noi distruggiamo tutto quello che ci fa ribrezzo”.

Queste tematiche rispecchiano ovviamente il periodo storico che si stava vivendo in America, ovvero la Guerra Fredda , che spesso veniva raccontata dal cinema come la paura per un elemento estraneo che minaccia la cultura dell’americano medio.

In questo caso l’alieno (come già capitava in Ultimatum alla Terra di due anni prima) è pacifico e si rende subito conto di quanto gli esseri umani siano spaventati da quello che non conoscono.  Per questo motivo si rifiuta di mostrare il proprio aspetto al protagonista, in una delle sequenze più interessanti del film, l’alieno rimanendo nascosto nella miniera mentre dialoga con John Putman afferma:

“Se foste discesi voi sul nostro pianeta sarebbe forse stato differente. Noi comprendiamo di più” (cit. Destinazione...Terra!)

Destinazione...Terra!! la recensione 1

Interessante anche l’utilizzo della soggettiva dell’alieno, che ci fa immedesimare con una creatura di cui non conosciamo neanche le sembianze.

"In questa maniera, Arnold ci prepara all'identificazione finale con questi  «invasori», quando scopriremo che si tratta di esseri molto più saggi e civili della nostra stessa umanità. Al tempo stesso, però, con questa lunga e allucinante «soggettiva», Arnold riesce ad acuire il senso di mistero, di orrore e di suspense, poiché l’alieno rimane come una presenza più «sentita» che realmente vista, e quindi ci sembra maggiormente minaccioso” (cit. Luigi Cozzi).

Il design della creatura, per quel poco che si vede, è affascinante e la scelta di limitare al minimo le sue apparizioni è azzeccata, in quanto rafforza l’idea di qualcosa di incomprensibile anche per lo spettatore stesso.

In realtà questa scelta fu in parte imposta dal fatto che il costume fu realizzato di fretta e con mezzi di fortuna, in quanto non era ben chiaro che aspetto dovesse avere. L’unico che provò a darne una descrizione fu Ray Bradbury, che nella prima stesura del soggetto lo definì “… un riflesso, un incubo, l’accenno di un ragno, di una lucertola, di una ragnatela nel vento, di un nulla bianco e latteo, di una medusa, di un qualcosa che riduce debolmente, come un serpente”.

Destinazione...Terra! la recensione 2

Note positive:

  • Jack Arnold e Ray Bradbury sono una garanzia per quanto riguarda la fantascienza.
  • I migliori film di questo filone sono quelli che non puntano ad amplificare le paure dello spettatore, ma più che altro ad analizzarle e, in questo modo, a restituire uno specchio del periodo storico in cui sono stati realizzati; un periodo storico fatto di paranoia e paure verso il diverso. Destinazione… Terra! Era uno di questi.

Note negative:

  • Nonostante sia un buon film, Jack Arnold dimostra di non essere ancora del tutto maturo. Il futuro infatti realizzerà pellicole molto più interessanti

 

Emanuele Marchetto