Cosmopolis: Cronenberg stupisce ancora

Cosmopolis: Cronenberg stupisce ancora 1

Cosmopolis

Anno : 2012

Paese di Produzione: Canada,Francia,Italia,Portogallo

Genere: Thriller

Casa di Produzione: Alfama films, France2Cinéma, Canal+, RaiCinema, Radiotelevisao Portuguese

Distribuzione : 01 Distribution

Durata: 109min

Regia: David Cronenberg

Soggetto: Don DeLillo

Sceneggiatura : David Cronenberg

Montaggio: Ronald Sanders

Dop: Peter Suschitzky

Produttore : Paulo Branco, Martin Katz

Attori : Robert Pattinson, Juliette Binoche, Sarah Gadon, Mathieu Amalric, Jay Baruchel, Kevin Durand, K’naan, Emily Hampshire, Samantha Morton, Paul Giamatti

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Trailer italiano di Cosmopolis

Recensione di Cosmopolis

Tratto dall’omonimo romanzo di Don DeLilo, uno scrittore italo – americano, pubblicato nel 2003, il lungometraggio di genere Thriller Cosmopolis è stato realizzato dal cineasta David Cronenbergh, uno dei maggiori esponenti del cinema horror anni 80-90. Inizialmente il lungometraggio doveva vedere come protagonista Colin Farrell e Marion Cotillard ma a causa di vari ritardi e problemi di produzione nel 2010 hanno abbandonato il progetto. Tali ritardi di realizzazione di Cosmopolis hanno permesso al regista di realizzare Dangerous Method nel 2011.

Cosmopolis è stato presentato in gara alla 65º Festival di Cannes.

Trama di Cosmopolis

Eric è un miliardario di ventotto anni che decide di andarsi a tagliare i capelli dal proprio barbiere di fiducia a Manhattan, nonostante la giornata non sia delle migliori, causa manifestazioni e allarmi terroristici. Viaggiando a passo d’uomo, seduto sulla propria limousine, diversi eventi e personaggi lo cambieranno profondamente.

L’importanza del tema in Cosmopolis

David Cronenberg nel suo penultimo lavoro, mette in scena un film, che sembra leggere alla perfezione gli eccessi della realtà che stiamo vivendo. Un mondo isolato, in cui la socialità ha lasciato il posto all’isolamento, in cui ricchi imprenditori si chiudono nelle loro macchine, comandando da quelle vetture ciò che li circonda. Parte dei disordini della metropoli in Cosmopolis, sono proprio causa dello stesso Eric ( Robert Pattinson), il quale col proseguire della trama si immedesimerà sempre più nel mondo reale, capendo che il Capitalismo sfrenato, privo di eticità, è destinato al fallimento, poiché imperfetto, come la sua figura (scena chiave dal barbiere). Una critica quella del regista , che negli ultimi film si è spostata dal singolo individuo, analizzando i rapporti di potere tra mente e corpo , alla società in toto, mostrando tutti i vizi di un progresso, che forse non porterà a un inevitabile perfezionamento, bensì all’egoismo individuale e non vero il benessere della comunità, tema che il Cronenberg ha discusso anche in altre pellicole, per citarne alcune: La Mosca (1986), Scanners (1981) e il capolavoro Videodrome (1983), dotato di una distopia, che ad oggi non sembra essere poi così tanto surreale, punto più alto della filmografia del cineasta, che vi consiglio di vedere assieme agli altri due prima d’immergervi in Cosmopolis.

Cronenberg con la sua solita inappuntabile perfezione tecnica, riesce a reggere tutti i 109 minuti, girando la maggior parte delle scene all’interno di una limousine, dando a ciascuno dei personaggi che farà visita a Eric, una importanza fondamentale, cambiando visibilmente l’umore del giovane, assieme agli eventi esterni, anch’essi ben rappresentati dal regista canadese. Altro merito da dare a David Cronenberg non può che essere la valorizzazione di Robert Pattinson, che con una buona performance non sfigura affatto, togliendo ogni pregiudizio sulla propria incapacità recitativa. Dimostrando ancora oggi grande personalità, sia in Maps to the Stars (2014) dello stesso Cronenberg e in The Lighthouse (2019) di Robert Eggers.

Pensiero Cronenberg

Per chi non conoscesse proprio il regista, consiglio di approfondirne meglio la sua filosofia onnipresente nei suoi lavori andando a guardare alcune delle pellicole precedenti da lui realizzate incentrate sull’influenza reciproca tra mente e corpo. Tali elementi nella sua filmografia tendono sempre a portare il protagonista a un crollo psicologico e alla perdita della propria identità, arrivando a immaginare scenari distopici senza però riprendere da letteratura o cinematografia i vari stereotipi fantascientifici ma parlando esclusivamente del progresso, legato indelebilmente alla mentalità e alla genetica dell’essere umano.

Note Positive

  • Tecnica inappuntabile
  • Valorizzazione di Robert Pattinson
  • Gestione perfetta degli spazi (limousine)
  • Critica coraggiosa al Capitalismo sfrenato

Note Negative

  • Troppo poco mainstream

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