Corruzione dell’anima- The Shield

“Il poliziotto buono e il poliziotto cattivo oggi non ci sono. Io sono un tipo differente di Poliziotto” (cit. The Shield)

Il bene e il male. Il lato oscuro delle personalità e le maschere che noi stessi indossiamo per nascondere il male che procuriamo agli altri, creando scuse su scuse per farci star bene con noi stessi: questo è The Shield, questo mostra Shawn Ryan con i suoi personaggi che si muovono e vivono in un luogo “perverso” in cui i limiti del bene e del male sono offuscati, in cui il mezzo – apparentemente – giustifica sempre il fine.

Un posto che brulica di droga, prostituzione, spaccio, gang, conflitti razziali, giochi di politicanti; un posto totalmente abbandonato dalla luce e dalla speranza di una vita decente per i propri cittadini: questa è la periferia di Los Angeles con cui il distratto di Farmington si trova ogni giorno a combattere.  Proprio per ripulire le strade dalle gang che nasce una piccola squadra con il compito di lavorare in strada e di occuparsi di tutti quei casi di spaccio e prostituzione che prendono vita nei vicoli cittadini; questo è il compito della Squadra d’Assalto al cui interno troviamo i nostri protagonisti: Vic Mackey ( il capo), Shane Vendrelli, Curtis “Lenin” Lemasky; Ronald Everett “Ronnie” Gardocki.

Questo è The Shield!

Corruzione dell'anima- The Shield

Dalla prima puntata, con l’omicidio Terry, scopriamo immediatamente con chi abbiamo a che fare, comprendiamo subito che in Vic e Shame – legati da un forte legame d’amicizia – c’è della malvagità nel loro cuore. Per loro l’unica importanza è salvarsi da ogni situazione, l’unica importanza è che la squadra d’assalto e le loro famiglie escano sempre pulite e senza macchia.

La serie, girata con una ripresa in movimento e sporca – la quale incarna il valore più pieno di The Shield – ,  funziona alla perfezione: lo spettatore non vedrà mai l’aspetto ripugnante nei suoi “beniamini”. Sappiamo che stanno sbagliando, che si stanno mettendo nei casini ma alla fine li giustifichiamo sempre poiché i loro piani appaiono – dal loro punto di vista, che poi diventa nostro – corretti e giustificati. Tendiamo sempre a volerli proteggere e a tifare per loro, quando la troupe dei buoni sta dall’altra parte e non tifiamo per il lato oscuro della serie.

La prima stagione accompagna lo spettatore dentro il mondo del crimine, sia interno alla polizia che quello per strada. Potremo dire che sono tredici puntate che inaugurano e mettono le basi per creare una storia: noi comprendiamo il lavoro “buono” di Vic e gli altri per strada, ma vediamo anche i loro errori e tutte le loro truffe e sotterfugi per rimanere puliti ed evitare l’incarcerazione, costatiamo il grandissimo legame “malato” tra Vic e Shame.  La serie tv prende reale interesse e vitalità piena con la storia (spoiler) del treno dei soldi: da questo momento in poi non si ritorna più indietro e questo momento segnerà l’anima di ogni partecipante alla rapina. Niente sarà più come prima e tutto andrà sempre peggio.

Si potrebbe elogiare la serie come un capolavoro stile SOA, ma non posso! La serie è indubbiamente ben fatta ma ha tante, tante, tante pecche di sceneggiatura; gli scrittori hanno messo tantissima carne al fuoco ma non hanno sviluppato moltissimi personaggi che sono stati protagonisti all’inizio e poi, lentamente, sono spariti come persone ma sono rimasti come semplici poliziotti:

  • La storia si basa “solitamente”: un investigazione della squadra di Vic e i loro comportamenti violenti durante le indagini; i problemi di Vic e Shame e il duo della polizia, Claudette e Dutch, che indagano sui casi d’omicidio.  Il tutto viene mischiato poche volte insieme!
  • Dutch è stato ben utilizzato fino alla quinta stagione ( più o meno) ma poi, venendo messo in coppia con il detective Billings, scompare totalmente dai radar della storia principale, fino alle ultime puntate. Il grande detective ( geniale) delle prime tre stagioni non c’è più e questo è un peccato. Mi sarebbe piaciuto giungere ad uno scontro “realmente” finale e ben giocato da Dutch contro la Squadra d’Assalto.
  • Sprecato totalmente l’Agente Julien: nelle prime stagione eravamo più volte entrati dentro la sua storia personale, dentro la sua storia privata toccando temi come l’omosessualità. Lui è attratto dagli uomini ma non riesce ad accettare questo suo lato, per “guarire” decide di sposarsi con una donna. Il suo tema risalta – malamente –  fuori nell’ultima puntata della serie facendoci comprendere che nulla è cambiato.
  • Tanti personaggi inseriti e mai sviluppati anche nelle indagini contro la squadra: il capitano Rawling, Tenente Kavanaugh o Antwon Mithcell.

A mio avviso la serie ha perso un sacco di storie e di occasioni per creare una storia più avvincente e togliere molte puntante che alla fine non servono per la trama principe.

CRITICA AL SISTEMA POLIZIESCO:

Esattamente come SOA viene mostrato in maniera cruda e veritiera il mondo del crimine, inserendo in esso e senza salvarlo la polizia, i carceri e tutti i burocrati della FBI e della politica che ruotano intorno a queste strutture.

Aceveda è l’esempio più azzeccato per mostrare il gioco della politica: lui non è un poliziotto e per far carriera e divenire sindaco diventa – senza esperienza – capitano di un distretto di polizia. Lui rimane sempre un personaggio ” misterioso”: in apparenza sembra un debole e un buono, legato da molti vincoli morali, ma è in grado di accettare, per giungere al suo obbiettivo, ogni strada. Non per niente si allea spesso e volentieri con Vic, pur sapendo che razza di persona questa sia.   

Corruzione dell'anima- The Shield

Le indagini non sono mai facili, a volte non basta sapere che quello è sicuramente l’omicida ma servono sempre prove schiaccianti ed è per questo che porta gli agenti a dovere evadere “dalla linea buona” per incastrare il vero omicida. La squadra d’Assalto crea prove false, in continuamente, al fine di incastrare i colpevoli.

Altra critica è spesa nei confronti dei carceri, che non sono luoghi di redenzione ma ben altro. Questi sono luoghi in cui non smetti di fare la vita sporca ma in cui ti “peggiori come persona”, per sopravvivere devi fare dei patti, entrare nelle gang e fare favori e commissionare omicidi all’esterno. La storia di Mithcelle mostra che in prigione esistono una marea di appigli per star bene e vivere bene.

Tutta la serie mette in evidenza la coppia Vic e Shame e quella di Claudette e Duthc: le due facce di una solita medaglia, la prima disposti a tutto per catturare gli omicidi, mentre i secondi seguono rigidamente le regole dando vita a lunghissimi interrogatori estenuanti.

Corruzione dell'anima- The Shield

VIC: Una doppia faccia, un sacco di maschere addosso. Vuole mostrarsi sempre come una persona onesta, cercando sempre delle scuse per ciò che fa sul e fuori dal lavoro. Dà l’impressione di sentirsi spesso una vittima e di non capire che tutto ciò che gli accade intorno, tutto il male che espande, sia solo a causa sua. Lui afferma che la squadra d’assalto vale più di ognuno di loro, che tutti devono uscire puliti insieme, ma è realmente così?

Egoista, insensibile alle emozioni e stati d’animo degli altri, violento e fragile, quando gli serve. Una persona tutto di un pezzo che non prova un minimo dispiacere per ciò che fa. Ogni sua azione, alla sua anima corrotta è giusta e giustificata.

Corruzione dell'anima- The Shield

SHANE: il vero debole della storia, colui che si fa trascinare da eventi più grandi di lui e che non riesce più a sostenere. Tutto il suo mondo pian piano scricchiolerà e lui stesso incomincerà a perdere il controllo. Non è un malvagio, ma si è ormai fatto sedurre da Vic, in cui – forse – lo rappresenta come una figura paterna, un padre severo da cui non vuole farsi vedere debole. Lui vuole imitare Vic, quando però non è in grado di farlo, non essendo cinico e spietato come il suo collega.  Mi sarebbe piaciuto vedere un vero scontro tra i due, ma la fine di Shame è adatta al suo personaggio: romantico, pazzo e crudele.                                                                                                                            

IL FINALE: (spoiler)

Non me lo aspettavo in questo modo.

Non ne sono rimasto pienamente soddisfatto. Avrei voluto che Ronnie avesse preso la situazione in pugno, che non si dimostrasse per l’inetto seguitore di Vic. Ronnie è sempre stato presente nei guai dei suoi compagni ma alla fine non si è mai sporcato veramente le mani… forse non si accorgeva nemmeno di ciò che stava compiendo con la sua gang. Avrei desiderato la scena in cui Ronnie scoprisse che Vic aveva ottenuto l’immunità totale solo per lui e lo aveva incastrato. Come finale avrei adorato il loro duello finale all’ultimo sangue, con la vittoria di Vic, che si trasformava oramai in vero mosto della storia.

Il finale invece vede: tante storie aperte ( Aceveda diverrà mai sindaco?) e tutti puniti eccetto Vic, che con l’immunità in mano continua la sua vita… continua la sua vita come lui non vorrebbe.

Ora è nell’FBI, fuori dalla strada ma in un piccolo e stretto ufficio indossando giacca e cravatta.  Il vero Vic lì è fuori dal gioco, ma è in panchina per tre anni. La sua famiglia è sotto la protezione testimone e non potrà più rivederla. I suoi amici sono ormai perduti.

Interessante il momento in cui posiziona tutte le foto sulla sua scrivania: non compare sua moglie, non compare Shame e Ronnie, ma solo le foto dei suoi figli e del suo unico amico ( deceduto prima di poter scoprire chi fosse realmente) Lenin.

L’ultima scena mostra la sua tristezza ma anche tutta la sua cattiveria. La sua faccia esprime << Io sono qui, sono libero, sono pulito. Voi siete morti e in carcere. Ho sconfitto tutti e tutto. Ora ho tutto il tempo per riconquistare la mia famiglia.>>

Riprende la pistola e esce dall’ufficio. Segno che Vic non è morto ma che ha perso la maschera divenendo il mostro che è sempre stato.

 

Note positive:

  • Una sua potenza è quella di essere alla base un classico poliziesco a puntate, che sono a sua volta unite da una trama più ampia
  • La scrittura dei personaggi
  • Il finale aperto

Note negative:

  • Troppe puntate che non aggiungono nulla alla trama
  • Il rapporto tra Vic e la Moglie troppo assurdo
  • Aver inserito il tema dell’autismo e non essere mai riusciti a trattarlo come si deve.

Stefano Del Giudice

 

 

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2 pensieri riguardo “Corruzione dell’anima- The Shield

  • settembre 8, 2016 in 1:11 pm
    Permalink

    Spettacolare serie, che da sola ha riscritto il thriller poliziesco televisivo: dopo The Shield tutte le serie hanno dovuto adottare parte del suo format, dalla “figlia” SOA (in cui infatti l’intero cast di Shield appare in piccoli ruoli) a serie che volevano risollevarsi. Ricordo la sesta stagione di Squadra Emergenza che in pratica è fotocopiata su Shield!
    Ho adorato ogni episodio delle sette stagioni, e certi colpacci di scena mi hanno fatto del male fisico! Stupendi i vari “buoni” che diventano cattivi nel tentativo di fermare Vic. È vero, molti personaggi sono abbandonati, ma è perché i protagonisti sono così titanici che non c’è spazio per altri.
    Ormai esiste il poliziesco prima e dopo The Shield: è una serie che ha cambiato tutto, per sempre. Può non piacere ma non la si può ignorare 😉

     
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  • novembre 29, 2016 in 7:49 pm
    Permalink

    Una delle serie più cazzute di sempre.
    Vic è probabilmente il miglior Villain di una serie tv di SEMPRE

     
    Risposta

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