Carnage – Roman Polański

“Ma chi gli ha chiesto di vomitare opinioni?”cit. Carnage

Ambientare un intero film in una sola stanza (per la precisione due stanze e un corridoio) è sicuramente un’idea rischiosa, soprattutto se i quattro protagonisti non sono esattamente in buoni rapporti, perché alcuni dei motivi per non cambiare location potrebbero sembrare un po’ “tirati per i capelli”. Anche in Carnage c’è questo problema.

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Il film racconta il pomeriggio di due coppie di genitori che cercano un accordo dopo la lite dei rispettivi figli; si inizia bene, con cordialità e fette di torta, ma dopo la terza volta che una coppia ferma l’altra, infuriata e sulla porta, con la proposta dell’ennesima tazza di caffè, il realismo inizia a scricchiolare.

Il problema-non-problema (perché oltre a questo dettaglio il film è ben costruito, i dialoghi sono interessanti e i personaggi caratterizzati) è che le coppie fossero al loro primo incontro, perché sarebbe stato molto più realistico se a mediare la litigata tra i rispettivi figli fossero stati quattro amici di vecchia data, con rancori del passato e voglia di far pace per evitare di rovinare un bel rapporto.

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Il cast è ristretto ma rilevante: la bellissima Kate Winslet è la moglie di Christoph Waltz, che tratteggia magistralmente il ruolo di marito insopportabile e sempre troppo preso dal lavoro (continuerà a ricevere telefonate per tutta la durata del film, facendoci condividere gli stessi sentimenti d’astio che gli stessi tre personaggi iniziano presto a provare per lui), mentre la coppia padrona di casa è composta da Jodie Foster e John C. Reilly, inizialmente gentili e affiatati ma che si scoprono sempre meno concordi nel corso del film.

Michael: “Io sono un irascibile testa di cazzo con un carattere di merda!”
Alan: “Lo siamo tutti…” (cit. Carnage)

Il titolo, che ad un primo impatto potrebbe fuorviare e far pensare ad un thriller, se non addirittura a un horror, deriva da quello della piéce teatrale comica in francese dal quale il film è tratto (“ Il Dio del massacro ”), grazie all’adattamento di Yasmina Reza e Roman Polański, rispettivamente autrice dell’opera e regista del film.

Sebbene il lungometraggio sia ambientato a New York, le riprese sono state effettuate interamente negli studi Euro Media France a Bry-sur-Marne, vicino a Parigi, dato che il regista non può entrare negli Stati Uniti a causa di un mandato di cattura per abuso sessuale risalente agli anni settanta; le uniche due scene ambientate nella Grande Mela sono le due inquadrature di Central Park all’inizio e alla fine del film.

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Lati positivi:

  • Interessante l’idea della location chiusa e del cast ristretto
  • Trama ben delineata
  • Personaggi a tutto tondo, con personalità diverse e punti in comune tra loro
  • Ottimi dialoghi

Lati negativi:

  • I pretesti per rimanere in casa possono risultare poco credibiliConsigliato: Sì

Chiara Morelli

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