Bronson: la vita del criminale Peterson

Bronson (2008) locandina recensione

Bronson

Anno:  2009

Paese di produzioneGran Bretagna

GenereAzione, Biografico, Drammatico

Produzione: 4DH Films, Str8jacket Creations, Vertigo Films

Distribuzione: One Movie

Durata: 1 hr 32 min

Regia Nicolas Winding Refn

Sceneggiatore: Brock Norman Brock, Nicolas Winding Refn

Montaggio: Matthew Newman

Dop: Larry Smith

Attori: Tom Hardy, Matt King, Amanda Burton, James Lance, Gordon Brown, Paul Donnelly, Kelly Adams, Luing Andrews, Katy Barker, Mark Devenport, Andrew Forbes, Jon House

Trailer italiano di Bronson

Trama di Bronson

Bronson comincia dal periodo giovanile, durante il quale il piccolo Micheal mostra i primi atteggiamenti aggressivi; in seguito, all’età di 22 anni, entra per la prima volta in carcere, ambiente in cui riesce a esprimere tutta la sua super violenza, divenendo idolo di alcuni detenuti in giro per l’Inghilterra, venendo spostato nella sua vita in molteplici carceri al fine di placare la sua rabbia, ma ciò sembra impossibile. 

L’obiettivo del giovane Micheal è quello di diventare celebre, rimanendo al centro dell’attenzione, in qualunque modo. Può riuscirci nel periodo durante il quale viene rilasciato: tenta di diventare il miglior pugile a mani nude di Londra, ma la sua libertà dura solo 69 giorni.

Recensione di Bronson

Questa pellicola tratta la storia di Micheal Gordon Peterson, nome di battesimo di Charles Bronson, noto all’intero Regno Unito come il “più violento prigioniero britannico vivente”. Charles tutt’ora sta passando il suo tempo in carcere, dei suoi quasi 70 anni, circa 40 ne ha passati in prigione, trenta dei quali in isolamento.

Tutto questo potrebbe anticipare una pellicola lenta e “rinchiusa” dentro le carceri sparse nella Gran Bretagna; al contrario, Refn riesce a trattare bene la materia non originale (quindi spesso ostica da personalizzare) e rende la pellicola dinamica, alternando violenza a ironia, urla di dolore ad alcuni significativi silenzi.

Nell’ottobre del 2008 Bronson è stato presentato in anteprima al London Film Festival, mentre nel gennaio 2009 ha partecipato al Sundance Film Festival, storico festival del cinema indipendente.

Il regista ci racconta la vita del criminale tramite alcune pillole della sua vita, cercando di mostrarci tante sfaccettature del personaggio, andando contro alla rappresentazione sminuente di “violento criminale” dei media inglesi. Il personaggio principale, interpretato da uno stellare Tom Hardy che si è aggiudicato il premio come Miglior attore al British Independent Festival, risulta un uomo curioso, talentuoso, spesso grottesco; ma durante tutta la durata del film va tenuto presente che Bronson rimane un violento sociopatico.

Il film si basa proprio su questo contrasto: le curiose situazioni in cui si ritrova il protagonista (interessanti anche i personaggi secondari) e le scene di ultraviolenza sia contro civili o detenuti che contro le guardie carcerarie. La regia di Refn in questa sua pellicola, che è la prima prodotta completamente lontana dal suo paese d’origine, la Danimarca, è caratterizzata dai suoi classici punti di forza: un’ estasiante fotografia allucinogena, le musiche d’impronta elettronica (ma non solo ) che esaltano perfettamente i sinuosi movimenti di macchina e la dinamicità della scena e l’attenzione nel mostrare alcune tracce di umanità, di sentimento in personaggi estremi e difficilmente decifrabili (vedi la trilogia “Pusher” o il successivo Drive).

Tutte le vicende vengono scandite da manifestazioni allegoriche durante le quali Charles parla a un pubblico, che si allinea idealmente con quello della sala cinematografica. Il film diventa un’ affascinante visione della potenza di Tom Hardy che viene esaltata dall’abilità tecnica del regista danese, che con questa pellicola si presenta nel migliore dei modi a un pubblico mondiale.

Per concludere, questo non è un semplice film biografico su un criminale ma molto di più: storia e intrattenimento visivo fusi perfettamente a disposizione della settima arte.