Il cast di Boris 3

Boris 3: la rappresentazione di un Paese che non guarirà mai

Recensione di Boris 3: La terza stagione della serie comica italiana sul cinema fiction del nostro paese
Boris 3 locandina

Boris 3

Titolo Originale: Boris 3 – La fuori serie italiana
Anno di produzione: 2010
Paese di Produzione: Italia
Genere: Commedia
Distribuzione: Fox
Ideatore: Luca Manzi
Stagione: 3
Episodi: 14
Attori: Francesco Pannofino, Alessandro Tiberi, Caterina Guzzanti, Carolina Crescentini, Pietro Sermonti, Eugenia Costantini, Karin Proia, Angelica Leo, Antonio Catania, Ninni Bruschetta, Paolo Calabresi, Alberto Di Stasio, Luca Amorosino, Carlo De Ruggieri, Roberta Fiorentini.

Trailer di Boris 3

Recensione di Boris 3

Perché a noi la qualità c’ha rotto er cazzo

Renè Ferretti – Boris 3

Dopo le prime due stagioni di questa serie “troppo italiana”, arriva nel 2010 su Fox la terza e ultima stagione con delle importanti novità. Rivoluzioni nel cast e nella trama e anche il modello seguito da Renè Ferretti, alias Francesco Pannofino, ovvero di fare tutto “a cazzo di cane”, in questa stagione sembra abbandonare quella strada per regalare un prodotto concreto che porti gli italiani ai livelli dei migliori show americani. Da quest’ultima stagione nascerà poi l’idea di portare Boris al cinema, per prendersi gioco anche degli stereotipi degli italiani sul grande schermo. Ma vediamo nel dettaglio di cosa tratta quest’ultima stagione di una serie che è diventata con il tempo, un must del bel Paese e che grazie alle sue battute è entrata nel cuore e nei discorsi tipici degli italiani che utilizzano intere frasi provenienti da essa per intavolare delle vere e proprie conversazioni.

Trama di Boris 3

Boris è una serie tv che prende in giro ogni sorta di stereotipo italiano, come? Utilizzandolo all’interno della fiction girata dai nostri attori. Come già accennato, in questa terza stagione di Boris 3 ci troviamo di fronte a una svolta; non si risparmia più nessuno, si ironizza su partiti politici, sulle grandi televisioni italiane, le raccomandazioni che obbligano registi a scegliere persone inadatte ai ruoli da interpretare, senza perdere di vista però lo stereotipo principale che è quello di realizzare serie mediocre italiane che non saranno mai in grado di essere paragonate a colossi americani.

Viene abbandonata la produzione di “Occhi del cuore” e a Renè Ferretti viene affidata la regia di una serie che rivoluzionerà completamente il pensiero italiano intitolata “Medical Dimension”. I presupposti per la realizzazione di un grande progetto ci sono tutti, ma non bisogna mai dimenticare che ci troviamo in Italia e quindi molto presto i sogni del regista che ha abbandonato il suo metodo dell’ “a cazzo di cane” per passare alla “qualità” verranno infranti dalla dura realtà.

I nostri protagonisti si ritroveranno a dover ricominciare molto presto con le scene in cui, citando Duccio, “si aprirà tutto” e con copioni che rasentano il ridicolo.

Analisi di Boris 3

Se le prime due stagioni erano state totalmente incentrare sulla comicità, non è così per quest’ultima stagione. Diversa dalle altre, non cambia solo la fiction che i nostri attori si apprestano a girare, ma cambia anche il modo di trattare determinati argomenti. Nelle precedenti stagioni si puntava a conquistare il pubblico a suon di battute e rivisitazioni di luoghi comuni, ora invece si pone lo spettatore di fronte alla cruda realtà di ciò che è il nostro Paese. Attraverso l’ironia, Gaetano Catania, che nella serie interpreta Lopez, il direttore della rete che trasmette la fiction girata da Renè Ferretti, fa capire a quest’ultimo come siano le reti stesse a voler realizzare prodotti scadenti, che si apprestano a diventare ridicoli e molto spesso cancellati. Si sottolinea più volte che nel nostro Paese non ci sia nessuno alla ricerca della vera qualità, ma piuttosto si cerca solo di accaparrare un pubblico fatto di anziani che non chiedono nulla a un’emittente televisiva e che si accontentano di trascorrere alcune ore guardando uno show mediocre. L’Italia non si è mai posta l’obiettivo di raggiungere i giovani o comunque un pubblico di fascia media, ma si è sempre accontentata della mediocrità, citando proprio Lopez “L’Italia non è pronta per uno show in stile americano”, perché diciamolo chiaramente, anche noi giovani ormai non ci aspettiamo più nulla dalla televisione italiana e di conseguenza ai piani alti non punteranno mai a realizzare contenuti per delle persone che non hanno intenzione di vederli e che continueranno a sostenere il fatto che non siamo in grado di realizzare dei prodotti ai livelli delle produzioni internazionali.

Boris 3 è una luce, proiettata ormai da circa dieci anni e che nessuno riesce tutt’ora a cogliere e sfruttare. Nella speranza che qualcosa nel Paese che tanto amiamo, cambi e che ci sia un po’ di spazio in più per chi merita davvero.

Note Positive:

  • Dimostra attraverso l’ironia la realtà in cui viviamo
  • Coinvolge qualsiasi tipo di spettatore
  • Francesco Pannofino (penso che già il fatto che ci sia lui, sia un punto a favore di questa serie)

Note negative

  • In quest’ultima stagione è venuta un po’ a mancare l’ironia presente nelle due stagioni precedenti
  • Il fatto che sia l’ultima stagione rappresenta una grande perdita per la comicità italiana

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