Books of Blood: il ritorno di Clive Barker in un film antologico

Books of Blood: il ritorno di Clive Barker in un film antologico 1

Books of Blood

Anno: 2020

Paese di Produzione: Stati Uniti d’America

Genere: horror

Casa di produzione: Touchstone Television

Distribuzione: Hulu

Durata: 107 min.

Regia: Brannon Braga

Sceneggiatura: Brannon Braga, Adam Simon

Montaggio: John Duffy

Fotografia: Michael Dallatorre

Musica: Joel J. Richard

Attori: Britt Robertson, Anna Friel, Rafi Gavron, Yul Vazquez, Saad Siddiqui, Cory Lee, Andy McQueen, Seamus Patterson, Farid Yazdani, Catherine Burdon, Etienne Kellici, Glenn Lefchak, Freda Foh Shen, Nicholas Campbell

Traile originale di Books of Blood

Nel 1984, i Libri di sangue sono stati pubblicati… hanno scioccato e spaventato milioni di persone nel mondo… questo film osa aprire quelle pagine di nuovo.”

Intro Books of Blood

Con questo cartello introduttivo si apre Books of Blood, il film che segna, dopo undici anni di assenza, il ritorno dello scrittore/regista (ma anche sceneggiatore, fumettista e artista a tutto tondo) britannico Clive Barker (Hellariser, Cabal, Lord of Illusions) sugli schermi, anche se solo come produttore esecutivo.

Originariamente concepito come una serie antologica, Books of Blood è stato in corsa trasformato in un film a episodi con tre storie solo vagamente ispirate alla famosa raccolta di racconti da cui prende il nome, i Libri di sangue, che a metà degli anni Ottanta lanciarono la carriera letteraria di Barker portandolo a diventare uno dei più importanti scrittori britannici dell’epoca e una delle menti più creative dello show business. Solo uno dei tre segmenti si può considerare un libero adattamento del racconto Libro di sangue che fa da prologo ed epilogo alla raccolta. Dirige Brannon Braga (Star Trek TNG, Flash Forward, The Orville, Salem), praticamente all’esordio in un lungometraggio, che si è occupato anche della sceneggiatura insieme all’amico Adam Simon (Brain Dead, Il messaggero – The Haunting in Connecticut e ancora Salem). Tra i produttori è presente anche Seth MacFarlane, la mente dietro le serie TV I Griffin e The Orville. Proposto dal canale streaming Hulu e ancora inedito in Italia, il film è una di quelle classiche produzioni che in America escono a ridosso di Halloween (sul canale sono indicati sotto la dicitura Huluween).

Trama di Books of Blood

Il film non presenta una cornice che fa da raccordo ai vari episodi, come nei classici film antologici, ma le tre storie sono incastrate tra di loro in maniera non prettamente lineare. Nel prologo vediamo un uomo di spalle, apparentemente glabro, seduto su una sedia a dondolo nella stanza di bambino. Una voce fuori campo recita: «Moriremo tutti. Ma a volte i racconti della nostra scomparsa sono così scioccanti che devono essere scolpiti per sempre nella nostra memoria collettiva

L’azione si sposta in una libreria: un sicario di nome Bennett, venuto a riscuotere dei soldi dal proprietario, si fa dire da questo dove trovare un libro molto prezioso che dovrebbe valere milioni di dollari. Dopo avergli comunque tagliato la gola, Bennett raggiunge il complice che lo attendeva in auto e gli dice di raggiungere Ravenmoor, un quartiere della città in decadimento in cui sembra sia successo qualcosa di sinistro. Salito in auto dove l’attende un complice, Bennett imposta il navigatore del suo telefonino dopodiché partono i titoli di testa, realizzati con elaborazioni grafiche che si rifanno ai disegni dello stesso Barker.

Il primo segmento, il più lungo, si intitola Jenna. La protagonista è una ragazza che soffre di misofonia, un disturbo neurologico che provoca intolleranza ai suoni, a seguito di un evento traumatico con un suo compagno di college. Qualsiasi rumore le dà un doloroso fastidio e lei si chiude sempre più spesso in sé stessa indossando un paio di cuffie insonorizzanti e disegnando inquietanti schizzi sul suo taccuino. Piuttosto che essere mandata in una clinica, chiamata la “Fattoria” perché le uniche verdure che coltivano sono i pazienti, Jenna fugge di casa e si rifugia in un B&B gestito da una coppia di anziani: Ellie, una ex-infermiera dedita al giardinaggio, e Sam, che si diletta in lavori di falegnameria. Entrambi si prendono cura di Jenna come fosse una di famiglia, con una tale dolcezza ed empatia da risultare sospetta. E infatti, in quella casa c’è qualcosa che non va: strani incubi e rumori inquietanti provenienti dalle pareti disturbano il sonno della ragazza, perseguitata anche dalla visione di un uomo pallido che la segue ovunque vada.

Nel secondo segmento, Miles, la protagonista è Mary Florensky, una ricercatrice universitaria dedita allo smascheramento di fenomeni paranormali ritenuti inspiegabili. Il suo scetticismo viene messo a dura prova da Simon, un giovane che afferma di essere in contatto con gli spiriti dei morti e nello specifico con quello del figlio di Mary, Miles, morto qualche anno prima di leucemia. I due diventano amanti e la scienziata scrive anche un libro di successo sul suo caso ma anche qui non tutto è ciò che appare…

Nel terzo episodio, Bennett, il killer visto nel prologo giunge infine a Ravenmoor, che altro non è che il quartiere dove sono avvenuti gli eventi del segmento precedente, dove andrà incontro al suo destino.

Il film ritorna quindi su Jenna, che oltre a rivelare che è sopravvissuta alla fine dell’episodio a lei dedicato, ci fa conoscere la natura del misterioso evento traumatico che l’ha fatta sprofondare nella sua depressione e il tremendo ma liberatorio destino.

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Britt Robertson è Jenna

Recensione di Books of Blood

Seppur formalmente diviso in tre episodi, Books of Blood è in pratica composto da due blocchi ben distinti, quello di Jenna e quello di Mary/Simon (Miles ha certamente rilevanza nell’economia della narrazione ma il suo nome nel titolo del segmento appare fuorviante), mentre quello riguardante Bennett ha un peso marginale. Le due storie non hanno niente in comune, solo qualche scena disseminata qua e là che ci fa capire che avvengono nello stesso piano narrativo; ambedue si reggono l’una senza l’altra, a differenza della terza, che risulta un completamento della seconda. Questo tipo di struttura è probabilmente una vestigia della natura seriale originale del prodotto. Il finale, in ogni caso, lasciando la porta aperta alle anime dei morti, la lascia anche a eventuali sequel, cosa che a quanto pare Braga e Barker hanno già intenzione di fare.

Il primo episodio, Jenna, interpretata dall’ottima ed efficace Britt Robertson, è ricco di spunti; Braga assomma suggestioni che però si rivelano perlopiù vicoli ciechi narrativi. Il finale sembra irrisolto ma in realtà la storia si conclude dopo il terzo segmento, poco prima dei titoli di coda. L’enfasi posta sui rumori normalmente impercettibili o particolarmente fastidiosi, come quelli della masticazione, ricorda molto i temi di Barker e la protagonista fa in qualche modo da contraltare al personaggio del racconto Paura, uno dei Libri di sangue barkeriani da cui fu realizzato il film Dread (2009), terrorizzato dall’idea di diventare sordo.

Il secondo episodio è il più convincente e riuscito e si svolge cronologicamente prima del precedente, mentre il terzo, Bennett, in contemporanea. Quest’ultimo, tra i tre, è il più corto e anche il più debole. Miles, come accennato, è un libero adattamento del racconto di Barker Libro di sangue che introduce i sei libri della celeberrima raccolta, già portato sul grande schermo nel 2009 nel film quasi omonimo Book of Blood, diretto da John Harrison e prodotto dalla scomparsa Midnight Picture Show dello stesso Barker. In effetti sembra più il prologo di una serie televisiva piuttosto che il fulcro del film ed è singolare che sia stato posto come secondo episodio e non come primo; probabilmente gli autori volevano mischiare un po’ le carte in tavola rendendo il film imprevedibile (per chi non conosce il racconto, però).

Pur affrontando argomenti cari a Barker, come la voglia di andare oltre, la brama di possedere qualcosa di raro e pericoloso anche a costo di commettere azioni terribili, il piacere e il dolore causato dall’amplificazione dei sensi di un essere umano, Braga tralascia di esplorare, accennandovi solamente nel secondo segmento, il connubio tra orrore ed eros tipico della poetica dello scrittore di Liverpool e questo è forse il peccato più grave per un film che, orfano di quelle tematiche, perde di incisività e lascia insoddisfatti gli appassionati del Barker più carnale, apparendo semplicemente per quello che è: uno dei tanti film che escono per Halloween, gradevole da guardare e dimenticato appena passata la festa, lontano dalle visioni oscure e contorte dell’autore. In effetti, Books of Blood ricorda altri film antologici horror con storie che si intrecciano tra loro come La vendetta di Halloween (Trick’r Treat, 2007) ma senza quell’ironia colorata da fumetto del film di Michael Dougherty. In sostanza, appare come un horror troppo generico e ovattato per un prodotto che porta il nome dell’opera principale di uno degli scrittori che a metà degli anni Ottanta contribuì a ridefinire il genere.

Books of blood
Una scena del film

Note positive

  • Non annoia e diverte abbastanza.

Note negative

  • Prodotto mainstream che tradisce lo “spirito” originale dei Libri di sangue.
  • Accumula spunti senza portarli tutti a termine.

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