Bone Tomahawk: Cannibalismo di frontiera

Recensione del Western a tinte horror - canibalismo di Bone Tomahawk del 2015 per la regia di S. Craig Zahler
Bone Tomahawk: Cannibalismo di frontiera 1

Bone Tomahawk

Anno: 2015

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Western / Horror

Casa di produzione: Caliber Media Company

Prodotto da: Jack Heller, Dallas Sonnier

Durata: 2 hr 13 min (133 min)

Regia: S. Craig Zahler

Sceneggiatura: S. Craig Zahler

Montaggio: Greg D’Auria, Fred Raskin

Dop: Benji Bakshi

Musiche: Jeff Herriott, S. Craig Zahler

Attori: Kurt Russell, Patrick Wilson, Matthew Fox, Richard Jenkins, Lili Simmons, Sid Haig

Trailer italiano di Bone Tomahawk

RECENSIONE DI BONE TOMAHAWK

Scritto e diretto dall’interessante S. Craig Zahler, Bone Tomahawk è un’opera fresca e originale che contamina generi classici quali l’horror e il western con un gusto proveniente direttamente dagli anni Settanta. Qui in particolare si guarda a John Ford e a un filone orrorifico di gran successo soprattutto in Italia, il cannibal movie inaugurato da Ruggero Deodato con il controverso Cannibal Holocaust, con la differenza che le vicende di sangue si consumano tra aspri deserti di frontiera anziché nella classica giungla amazzonica.

Malgrado l’accattivante presenza pubblicitaria di Kurt Russell come protagonista (fresco di The Hateful Eight di Tarantino), Bone Tomahawk non è mai stato rilasciato nelle sale italiane, arrivando invece direttamente per l’home video.

TRAMA DI BONE TOMAHAWK

Franklin Hunt (Kurt Russell) è il ligio sceriffo della ridente cittadina di Bright Hope la cui quiete viene turbata da una serie di rapimenti a opera di una tribù d’indiani cannibali. Per fermare le incursioni e salvare le vittime del saccheggio, Hunt decide di raggruppare alcuni pistoleri concittadini…

Bone Tomahawk: Cannibalismo di frontiera 3
Kurt Russell in Bone Tomahawk
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Una scena di Bone Tomahawk

ANALISI DI BONE TOMAHAWK

Pur lavorando con una piccola produzione indipendente alle spalle, S. Craig Zahler tira fuori il suo talento creativo dedicando particolare attenzione alla scrittura. I personaggi sono costruiti con perizia, risultando sempre coerenti con la loro caratterizzazione per tutto il corso di una storia dall’andamento inizialmente lento e meditativo che carbura sino a un atto finale potente per violenza ed emozioni.

La ricostruzione dell’ambientazione western è sopraffina, e grazie alla fotografia tellurica ci si sente immersi tra le polveri e le aspre rocce della frontiera, soprattutto quando i toni cromatici vertono verso l’oscurità. A differenza del coetaneo The Green Inferno di Eli Roth, Bone Tomahawk riesce davvero a trasmettere il sentore di morte che aleggia attorno a un ambiente desolato e ostile, e di conseguenza pure la minaccia dei cannibali viene percepita come più spaventosa. La violenza degli indigeni è enorme e, per quanto si possano avere dei dubbi, le scene horror dai forti connotati splatter vengono inserite con naturalezza, incrementandone così la ferocia disturbante.

Gli echi a Sentieri Selvaggi di John Ford forse tolgono alcuni punti al film da un punto di vista dell’originalità ma restituiscono una dimensione epica e umana a quei temi di vendetta, giustizia e razzismo che si trovano alla base di ogni grande film western. Bone Tomahawk è una sorprendente mistura di generi quali il film di viaggio come percorso anche interiore, di assedio e slasher che colpisce per compattezza e capacità di non perdersi in eccessi. Un film secco, crudo, semplice e quadrato impreziosito da un quartetto di protagonisti a cui la sceneggiatura ha praticamente cucito i ruoli addosso.

NOTE POSITIVE

  • Avendo a disposizione pochi mezzi, la sceneggiatura di Zahler delinea personaggi solidissimi e una trama semplice e quadrata.
  • Zahler ricostruisce con attenzione l’ambientazione western, affidandosi a una fotografia pertinente, dalle cromie oscure e polverose.
  • La commistione di generi dà vita a un lungometraggio mai banale, seppur poco originale.
  • I personaggi già in sé egregiamente scritti ottengono ulteriore personalità da un cast in gran forma.

NOTE NEGATIVE

  • Per la sua natura ancorata ai classici di genere, non è un film particolarmente originale, ma la rielaborazione dei dettami non scade mai nello scimmiottamento.

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