Ryan Gosling e Michelle Williams in Blue Valentine (2010)

Blue Valentine: Un film di rara bellezza

Trailer originale di Blue Valentine

Presentato in anteprima alla 26a edizione del Sundance Film Festival e in Europa nella sezione Un Certain Regard del 63° Festival di Cannes, Blue Valentine è il secondo lungometraggio del regista statunitense Derek Cianfrance dopo Brother Tied (1998). Sceneggiato dallo stesso cineasta con la collaborazione di Joey Curtis (produttore di Brother Tied) e Cami Delevigne (poi scrittrice di 9 episodi della serie Homecoming con Julia Roberts), il film è curato dal direttore della fotografia Andrij Parekh (vincitore del Primetime Emmy nel 2020 per la serie Succession, 2018) e montato dal duo Jim HeltonRon Patane (Come un tuono, La luce sugli oceani). Nel cast figurano Ryan Gosling e Michelle Williams (anche produttori esecutivi), entrambi candidati, come la pellicola, ai Satellite Awards 2010 e ai Golden Globe 2011. La Williams, in particolare, ha ricevuto anche la nomination all’Oscar. Una curiosità riguarda le musiche, composte per la maggior parte dalla band di Brooklyn Grizzly Bear.

Trama di Blue Valentine

Il rapporto tra Dean (Ryan Gosling) e Cindy (Michelle Williams), sposati da diversi anni, sta decadendo in un’apatia tale da pregiudicare persino la sua continuazione. I tempi in cui i due contraccambiavano romanticamente i reciproci sentimenti, con Dean che suonava l’ukulele davanti a un negozio, sembrano ormai mestamente riferiti al passato, e nella loro vita si instaura quella monotonia capace di rovinare anche le relazioni più profonde. Eppure, Dean e Cindy ritengono che si possa ancora rimediare, magari ricostruendo un periodo in cui tutto appariva così diverso…

Recensione di Blue Valentine

Blue Valentine, secondo lungometraggio di Derek Cianfrance, può essere semplicemente definito come un “piccolo” capolavoro. Del resto, a mio parere, non ci sono termini più appropriati per descrivere la delicata eppure potentissima storia che si consuma tra gli sguardi, gli abbracci e le parole non dette di Dean e Cindy. Una coppia con un matrimonio alle spalle e una dolorosa crisi che irrompe nel presente. Lo stesso in cui le battute di Dean non ottengono più l’effetto sperato, e dove un viaggio in auto diviene lampante espressione di ciò che non funziona e, con un nostalgico rimando, di ciò che funzionava prima. Quel “prima”, ripreso perfettamente da Cianfrance, caratterizzato da due giovani che si incontrano per caso, si conoscono e poi iniziano ad amarsi. Un periodo che diventa manifesto di una gioventù che, soltanto pochi anni dopo, sembra “appassire”, non tanto fisicamente, ma soprattutto emotivamente. Perché Dean non ritrova più la vera Cindy. Quella che tenta di recuperare con un atteggiamento stacanovista, invitandola in un motel fuori città (dotato di una camera dai cromatismi molto affini all’atmosfera) per rendere di nuovo speciale la loro vita.

Tuttavia, le difficoltà sono evidenti e l’incontro in un supermercato tra lei e Bobby Ontario (Mike Vogel), profondamente legato alla ragazza per un evento accorso nel passato, rende ogni gesto facilmente forzato, quasi fosse intriso di quella disperazione che in fondo terrorizza entrambi. Dean e Cindy, del resto, sono due persone smarrite, la cui relazione viene degradata dalle apparenti aspettative infrante e dalla straziante monotonia contrapposta al periodo del loro primo incontro. A tal proposito, la bellissima sequenza sull’autobus che avanza nella pioggia (con un rimando allo stupendo Accadde una notte, F. Capra, 1934), definisce proprio ciò che erano: ovvero una mixité di paura, spavalderia, ambizione e, soprattutto per Dean, instancabile voglia di vivere. Un aspetto in grado di conquistare il cuore di Cindy, una ragazza che intravede nella determinazione di Dean la possibilità di stabilire un personalissimo microcosmo a cui affidare tutte le sue speranze. Le stesse che vede spezzate quando è in compagnia dei suoi genitori, protagonisti ormai di un dramma; le stesse che invece incita la nonna (Jen Jones), indissolubile nel sottolineare, senza retorica, l’importanza e la bellezza del vero amore.

Ryan Gosling e Michelle Williams, attraverso eccellenti recitazioni, sono perfetti nel rendere speciale una storia che ha qualcosa di unico, non solo per l’intensità delle emozioni espresse, ma anche per quel livello di verità che permane fino alla conclusione. Allo stesso modo di Come un tuono (2013), terzo lungometraggio del cineasta nato a Lakewood, anche Blue Valentine indaga vicende profondamente umane, rappresentando con un’eccelsa qualità registica il declino del rapporto tra Dean e Cindy. Ma oltre alla direzione, sono straordinari anche il montaggio curato da Jim Helton e Ron Patane, perfetto nel mantenere un solido continuum nel film, e la fotografia di Andrij Parekh, capace di ritrarre i personaggi con una rara abilità. E poi c’è la sceneggiatura, scritta dallo stesso Cianfrance in collaborazione con Joey Curtis e Cami Delavigne. Uno script in grado di definire al meglio l’oppressione che si infonde implacabile in Dean e Cindy, e tuttavia eccelso nel descrivere quel “prima” già citato. Ovvero il tempo della giovinezza in cui si guardava al futuro con un sorriso. Lo stesso laddove Dean e Cindy avevano conosciuto, durante una giornata piovosa a Brooklyn, quello splendido sentimento che corrisponde al vero amore.

Note positive

  • La regia di Derek Cianfrance
  • Le interpretazioni di Ryan Gosling e Michelle Williams
  • Il montaggio di Jim Helton e Ron Patane
  • La fotografia di Andrij Parekh
  • Il sonoro

Note negative

  • Nessuna da segnalare

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