Michael Keaton in Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance) (2014)

La mega-critica di Birdman – o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza)

Trailer di Birdma

Trama di Birdman – o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza)

Come siamo finiti qui? Questo posto fa schifo. Puzza di palle. Noi non apparteniamo a questo buco di merda

Birdman

Queste sono le prime parole pronunciate mentre un uomo fa yoga, librandosi nell’aria. Lui è un attore, è un uomo, è Riggan Thomson  (interpretato da Keaton, mai attore più giusto scelta per la sua storia da Batman burtoniano).

In passato aveva toccato le stelle, era stato sotto i fari della fama mondiale per la sua interpretazione nelle vesti di un supereroe: Birdman, l’uccello dalle penne nere come la morte. Riggan, per tutti, è Birdman, ma un giorno l’attore decide di rifiutare il continuo della saga sull’eroe, appendendo all’attaccapanni, ed eternamente, il costume del pennuto. Questa scelta però non gli porterà nessuna fortuna. La luce si spense, il suo nome rimase incastrato con quel personaggio e la sua autostima e la psiche si frantumò in una miriade di frammenti portando a galla l’essenza viva di Birdman, non più un personaggi irreale ma divenuto vero.

Una voce gli suona nella testa, la voce del suo inconscio, del suo lato cinico e crudo: l’alter – ego: Birdman, che insulta e brontola il povero Riggan uomo. L’attore, in vari tratti della pellicola si identifica totalmente con l’uccello, credendo di possedere i suoi poteri: saper spostare gli oggetti o volare. Ormai distrutto, vuole rimettersi in gioco, dimostrare a tutti (prima di tutto a sé stesso) di poter far altro e urlare al mondo che lui vale, che ha qualcosa da raccontare e da mostrare qualcosa che resterà ai posteri. Questo è “Le imprevedibili virtù dell’ignoranza” : ma problemi psichici, di socializzazione, faccende interne al lavoro, come la comparsa nel teatro di un’egocentrico e svitato attore, oppure i problemi della figlia ex – tossica, porteranno sempre più a galla i malesseri dell’uomo.

Recensione di Birdman

Inspira, accogli la tua rabbia

Birdman

Inarritu ci trasporta per un ora e quaranta dentro la vita teatrale di un uomo e della sua decadenza interiore. Assistiamo al mondo attoriale con le prove per la messa in scena di uno spettacolo passando per la sua anteprima, senza però trascurare i tormenti dell’anima degli attori, pieni di caos e confusioni interiori. Una grande opera audiovisiva Birdman – o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) che tocca vari piani di lettura diventando un classico esempio di meta film: uno spettacolo che si auto-racconta. La sceneggiatura è formidabile, l’arma vincente: chiara, semplice, diretta senza tanti rigiri di battute e dialoghi eccessivamente lunghi e dispersivi, alla W. Allen.

Birdman – o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) ha ricevuto molti premi prestigiosi come agli oscar che lo ha consacrato come un lungometraggio di culto cinematografico ricevendo tutti i premi più prestigiosi: Miglior film, regia, sceneggiatura non originale e miglior fotografia senza però dimenticare i Golden Globe all’attore protagonista Michael Keaton e il David Di Donatello 2015 come miglior film straniero. Inoltre il lungometraggio è stato presentato come film d’apertura alla  71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il 27 agosto 2014

Analisi di Birdman

Una batteria ritmicamente scandisce i battiti cardiaci del cuore pulsante di Birdman – o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) catturando immediatamente lo spettatore con una sequenza iniziale onirica e inquietante. Su schermo nero a tempo di musica spuntano delle lettere che formeranno delle parole. Un fatidico flash di un lido marino. Il mare è in tempesta e a terra c’è qualcosa, ma cosa? Schermo nero. Un oggetto immerso nelle fiamme precipita a gran velocità nel cielo.  Il guardante è immerso con tutta la sua curiosità dentro il mondo d’ Iñárritu: tale opera è la sua consacrazione.

Il film risulta un ritratto intenso della psiche di un uomo che vive costantemente sotto la pressione artistica e la lotta che essa comporta di rimanere sempre ai vertici del successo, tale figura viene mostrata attraverso un escamotage innovativo e funzionale alla storia anche grazie all’ottima fotografia di Emmanuel Lubezki sempre ordinata e ben composta possedendo quell’elemento di realtà e verità in cui nulla è lasciato al caso. La regia dà la forza giusta alla sceneggiatura creando un ritmo intenso attraverso i lunghi piani sequenza svolti con carrelli e steadicam realizzati indubbiamente con estrema maestria che assumono il modo del regista e del protagonista nel guardare la realtà della vita. I carrelli riprendendo le camminate dei “vari caratteri” immergendo lo spettatore dentro l’atmosfera teatrale, l’ossigeno respirato in quel luogo: sono fenomenali le riprese degli stretti e oscuri corridoi che supportati dalla musica di tamburo ti conducono all’interno di una vita alquanto drammatica di un artista in crisi e dei suoi colleghi che svolgono tutti da Edward Norton fino a Emma StoneNaomi Watts, ottime prove attoriali mostrando come il film sia composto da grandi star del cinema moderno.

Le regole del teatro/cinema: una riflessione profonda e terrificante

Inarritu mostra, attraverso il suo sguardo disincantato, la vita di un attore che è come quella di un equilibrista sospeso nel vuoto a venti metri da altezza su un sottilissimo e invisibile filo. Lui deve stare sospeso nell’aria, tenere tutti i suoi muscoli sotto controllo, mantenere costantemente tutti i sensi concentrati su di sé. L’equilibrista sa che al primo sgarbo al produttore o al primo fiasco cadrà drasticamente nel vuoto: la caduta farà un Boom che tutti sentiranno. Quando si arriva all’apice contenti diciamo << Hey, sono riuscito, ho realizzato il mio sogno>>, arrivarci è possibile ma restare attaccati eternamente a esso è un’impresa.

Il buio è sempre dietro alle tue spalle in attesa. Il regista attraverso le vicende del protagonista descrive le regole del mondo dell’arte Hollywoodiano, ovvero il mondo del successo.

1 Regola

Uno spettacolo per attirare gente deve avere o un titolo famoso oppure un nome di fama momentanea. Eh, sì. Riggan con il suo manager all’ultimo momento devono cercare un nuovo attore e incappano, per caso, in un attore del cinema che va al botteghino. Tale attore farà ciò che vorrà, non restando in simpatia al cast né a Riggan, però la sua presenza è fonte di guadagno e con esso la speranza di un successo dell’opera.

2 Regola

Un colpo di scena: è questo che chi guarda vuole vedere. Tutti desiderano imbattersi in qualcosa d’inaspettato, che non avrebbero mai immaginato. Riggan li accontenta: nelle anteprime, per caso, va in scena in mutande, ma alla prima beh andatevi a vedere il film e scoprirete (non ho intenzione di fare spoiler!)

Alla fine le testate giornalistiche scrivono: “ Super realismo” oppure “ Questo spettacolo non finirà mai”. Al giorno d’oggi il successo è vano!

Tutti, dagli intelligenti ai fantasiosi, passando per coloro che hanno o non hanno nulla da dire, la fama internazionale è possibile per un breve istante. Caricate sui vari social network o youtube un video stupido o d’effetto drammatico, ma che sia breve, mi raccomando!!, e vedrete quante visualizzazioni e commenti. Beh! Riggan dopo il finale, con il suo colpo di scena diventerà più che famoso, una tendenza mediatica.

3 Regola

I critici sono dei mostri. Passano le giornate a stroncare o a elogiare opere in cui persone hanno messo tutte le loro energie. Poi uno per antipatia verso il regista, già prima di vedere l’opera teatrale, scrive già la critica negativa. Come il protagonista sbraita contro la critica “ Sono solo opinioni di merda… appoggiate da comparazioni del cazzo. Scrivi solo qualche paragrafo. E non ti costa nulla. Non rischi nulla, nulla, nulla! Io sono un attore! Questa opera mi è costata tutto.” Hollywood al giorno d’oggi non vuole più storie piene di “carisma”, di pensieri importanti sulla vita, dei cazzi di testi filosofici ma vuole solo e soltanto azione, come dice il regista nel monologo bellissimo ( che infatti riporto qui sotto), fatto dalla coscienza di Riggan sotto influsso di Birdman:

Fanculo. Ritorneremo. Siamo pronti per qualcosa di epico. Noi glielo daremo! (…) Hai spianato la strada per tutti gli altri pagliacci. Dai alla gente quello che vuole. Un po’ del vecchio porno apocalittico. “Birdman, Il ritorno della Fenice” Ragazzini brufolosi che si cagano nei pantaloni. Un miliardo al box office, garantito. Avevi qualcosa in più. Avevi salvato le persone dalla loro noiosa e miserabile vita. Li hai fatti saltare, ridere, cagare nelle mutande. (…) Guarda queste persone, guarda i loro occhi… come brillano! Amano questa merda! Amano il sangue! Amano l’azione!Non questi deprimenti dialoghi filosofici del cazzo! (…)Brillerai in migliaia di schermi in tutto il mondo.Un nuovo blockbuster. Sei un Dio. (…) Aspetta di vedere le facce di quelli che pensavano che fossimo finiti.

Birdman

Birdman è un supereroe ed è difficile non notare la critica proprio a tutti questi film che stanno sbancando i botteghini sui vari Spiderman, Batman, Superman, The Avengers  e così via. Niente da criticare, ma forse non si sta un po’ esagerando? Il cinema produce solo ciò che va, quindi il pubblico segue tali prodotti e finché vanno verranno realizzati a discapito degli altri generi.

– E hai ottenuto quello che volevi da questa vita, nonostante tutto?

– Si

– E cos’è che volevi?Potermi dire amato, sentirmi amato sulla terra

Raymond Carver      

Questo è il contenuto che si dà attraverso lo spettacolo messo in scena, nel monologo finale che Riggan recita impugnando la pistola. Il sogno dell’umanità è vivere amati, sentirsi importanti nel mondo, non solo nel campo lavorativo ma anche emotivamente dalle altre persone. Le persone non sono fatti per vivere da sole, hanno bisogno di un contatto, d’amore. Riggan alla fine capirà che per la sua ricerca del successo ha perso tutto, ha perso la moglie e la figlia e che tutti quei momenti che non ha vissuto e che non ha mai ripreso con una telecamera non potranno più ritornare. Siamo esseri sociali,  possiamo essere egoisti, egocentrici, cattivi con gli altri ma di loro abbiamo bisogno. Senza gli altri che cosa saremmo? Nulla.

Il finale è aperto, positivo. La figlia (Emma Stone) trova la finestra aperta, teme che il padre si sia buttato di sotto. Disperata guarda giù. Poi alza il volto in cielo e ride! A me piace pensare che alla fine l’uomo, abbandonato per sempre Birdman poiché ha compreso di poter far altro, si libera dalle sue paure e vola libero nel cielo, trovando la pace interiore. Interessante pensare che il finale della storia doveva essere molto diverso mostrando Johnny Depp seduto nel suo camerino con accanto un poster di Pirati dei Caraibi 5. L’attore proprio come è avvenuto a Riggan Thomson avrebbe sentito la voce del suo alter ego Jack Sparrow pronunciare tali parole «Come ci siamo ridotti così, amico?». Il regista optò per una altra conclusione asserendo che rileggendola la trovo una idea totalmente errata

Note positive

  • Guardatelo è un film capolavoro: in sé contiene l’essenza dell’essere umano
  • ottima prova registica e dell’intera troupe
  • Attori e cast ottimi, da Keaton a Emma Stone, che con i loro primi piani e i loro sguardi riescono a spaccare la quarta parete.

Note negative

  • L’incipit narrativo che pur nella sua bellezza rimane, come anche la fine, eccessivamente misterioso sembrando due parti scollegate dal film stesso

7 Comments

  1. Personaggio in cerca d'Autore
    Personaggio in cerca d'Autore

    Nooo, hai svelato il finale!!! 🙁

  2. L’ho visto. Bello. Ma non mi ha lasciato nulla…
    Baci

  3. Bellissima recensione! Anzi, “mega-critica”! 🙂
    Anch’io ho scritto una recensione e inevitabilmente mi sono ritrovato a scrivere cose che vanno oltre il film! Questa è una cosa che mi è piaciuta, al di là del lato tecnico [davvero unico e ben realizzato, basterebbe quello per meritarsi la visione] si toccano temi molto attuali che stanno a cuore a chi come noi ama il cinema, d’autore o d’intrattenimento che sia.
    La martellante batteria di Antonio Sanchez è la ciliegina sulla torta!
    Che gran film!

  4. […] il capolavoro indiscusso Birdman, Inarritu ritorna sul grande schermo proponendo una storia reale ma, con molto probabilità, un […]

  5. Non ci ho capito niente😶

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