Che c’è di più usuale della menzogna, sia che si tratti di mascherare le debolezze quotidiane con una salute che si vuol far credere forte, di dissimulare un vizio, o di ottenere, senza urtare gli altri, la cosa che si preferisce? È lo strumento di conservazione più necessario e più usato. Tuttavia abbiamo la pretesa di bandirla dalla vita di colei che amiamo, è essa che spiamo, che fiutiamo, che detestiamo dappertutto. (cit. Marcel Proust)

Big Little Lies ( Piccole grandi bugie) è una miniserie del 2017 di David E. Kelley per HBO tratta da un romanzo di Liane Moriarty. 

Le bugie fanno parte dell’essere umano e della nostra società. Tutti, pur in cose futili, nascondiamo qualcosa agli altri e in primis a noi stessi, ed è questo il problema più grave.

Viviamo, soprattutto nella società Americana, nel mondo delle apparenze.

Tutti noi dobbiamo mostrarci agli occhi della società come esseri forti, determinati, totalmente perfetti ma, rovesciando lo specchio della medaglia, noi vogliamo assolutamente essere perfetti e “coraggiosi” nell’affrontare le sfide della vita e così mentiamo sussurrandoci all’orecchio “Va tutto bene, ho il pieno controllo del mondo”, così indossiamo una maschera che nasconderà tutte le nostre fragilità.

La società si insegna: Non dire i tuoi segreti oscuri, i tuoi problemi interiori ai tuoi amici, ai tuoi cari; se loro sanno ti giudicheranno. Solo tu puoi riuscire a salvarti, nessuno lo farà per te.

Big Little Lies recensione dell'occhio del cineasta2

I personaggi mostrateci nella serie, dal primo all’ultimo, appaiono come esseri perfetti, duri ed estremamente combattenti ma dietro quel volto ci sono tormenti interiori che le stanno uccidendo lentamente.

Tutto ciò viene mostrato in maniera attuale, lo scrittore si è totalmente inspirato ad i fatti di cronaca per creare il filo conduttore e l’ambiente in cui i suoi personaggi dovevano muoversi.

Siamo a Monterey, una cittadina della California.  E’ il primo giorno di scuola elementare per un gruppo di bambini di sei anni. Le madri li accompagnano.

Qui Celeste (Reese Witherspoon) e Madeline ( Nicole Kidman) si incontrano con una giovane ragazza-madre Jane (Shailene Woodley).  Al loro ritorno a scuola una bambina accusa – davanti a tutti – il figlio di Jane, Ziggy, di essere stata bullizzata.

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Da questo avvenimento le tre donne si uniranno per proteggere dalle accuse il piccolo Ziggy, facendo nascere tra loro una grandissima amicizia, mentre il bambino verrà sempre di più “etichettato” come bullo dalla scuola e società.

Entrambe le donne cercano di mostrarsi “normali” dinanzi a tutti quelli che conoscono, anche con le loro stesse amiche. Sembrano vivere, nei loro incontri con il mondo esteriore, in una bolla fatta di perfezione per poi ritornare nelle loro piccole case iniziando a ri-convivere con i loro mostri interiori.

Celeste si mostra dura e forte nascondendo a tutti la sua estrema ansia: la sua figlia maggiore vuole andare a vivere con il padre e la sua compagnia, per cui nutre un grande affetto; in tutto ciò Celeste sembra provare ancora dei sentimenti per il suo ex mentre sembra che il suo rapporto sessuale/sentimentale con il nuovo marito sia quasi nulla. Per questo motivo si sente terribilmente in colpa. Per non pensarci fa la volontaria nella sponsorizzazione di uno spettacolo teatrale, ma anche per trovare un senso alla sua stessa esistenza.

Big Little Lies recensione dell'occhio del cineasta celeste

Jane vive un esistenza assolutamente tormentata ed è l’unica che, in parte, cerca di mostrarsi alle sue amiche per ciò che è.  La sua stessa vita è condizionata da un trauma che non la fa più dormire serenamente. Ogni giorno a bisogno di andare a correre per sfogare la sua rabbia interiore.  In parole povere è stata violentata da un uomo e da questa unione è nato Ziggy.

Madeline è l’incarnazione delle apparenze e di un amore malato a cui lei stessa non riesce a fuggire, essendo anche lei attratta dalla stessa violenza sessuale del marito.

Lui spesso la picchia e poi subito dopo fanno l’amore e solo così riescono a farlo. Dopo ciò il marito si scusa con lei e si sentirà in colpa per ciò che le ha fatto vedendo i lividi sul corpo della donna. Lei con il trucco e i vestiti nasconderà i lividi al mondo e tutto ricomincerà da capo.

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Lo sceneggiatore per raccontare questa storia ha deciso di adottare un ottimo espediente narrativo: le indagini per un omicidio commesso in una serata di beneficenza all’interno della scuola elementare. Lo spettatore sarà incuriosito nello scoprire chi è morto.

La serie è totalmente ricoperta da figure femminili, rimarcando ancor di più i fatti di cronaca: la prepotenza maschile e la loro brutalità verso le donne, che sempre più spesso sono vittime di stupri o di atti peggiori da parte del sesso maschile.

I bambini, ben presenti nella serie, servono solo come incipit degli eventi e vengono poco resi partecipi nell’evolversi degli eventi. Il tema del bullismo non viene mai preso seriamente in considerazione ma viene solamente utilizzato come scontro tra genitori, a mio avviso poteva essere interessante parlare “realmente” di come il bullo e colui che lo subisce affrontano tutto ciò, ma questo agli sceneggiatori non è parso utile.

Il messaggio che l’intera serie manda allo spettatore è: fatevi aiutare, non abbiate paura di dire agli altri ciò che state vivendo e solo con l’aiuto di chi ti vuol bene riuscirai a riprenderti in mano la tua vita.

Accetta che nulla è perfetto e che tu non sei perfetto e così vivrai felicemente

Big Little Lies serietv recensione dell'occhio del cineasta

Note positive

  • Buona la prova registica di Jean-Marc Vallée come la decisione di fargli girare tutte le puntate.
  • Il cast è di buona qualità, con la Kindman che ha un ottima interpretazione attoriale venendo riconosciuta come miglior attrice per una miniserie del 2017
  • Aver dato uno spessore caratteriale a quasi tutti i personaggi
  • Buon idea, per intrattenere il pubblico, nell’inserire da subito l’elemento delle indagini

Note negative:

  • Celeste, la protagonista vera e propria della serie, risulta troppo debole per essere il punto centrale della serie. I suoi problemi sono troppo piccoli. Tende a risultare antipatica
  • L’intera trama è eccessivamente banale. Per sei puntate non accade nulla, non c’è una minima evoluzione caratteriale di nessun personaggio ad esclusione di Madeline e del marito. Tutto avviene nella prima puntata e forse poteva finire tutto li.
  • Il finale, aspettato dalla prima puntata, è un immensa delusione.
  • Probabile idea errata nel creare un’altra stagione, poiché il tema che è stato narrato nella prima stagione non è possibile, a mio avviso, riproporlo nelle prossime puntante.  Come mini serie era più interessante.
Consigliata: si, per amanti del tema

 

Stefano Del Giudice