Batman v Superman: Dawn of Justice – Una pallida alba di giustizia

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Batman v Superman: Dawn of Justice

Anno: 2016

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Fantascienza / Azione

Casa di produzione: Warner Bros., Atlas Entertainment, Cruel and Unusual Films, Dune Entertainment

Prodotto da: Charles Roven, Deborah Snyder, Christopher Nolan, Emma Thomas, David S. Goyer

Durata: 2 hr 31 min (151 min); 3 hr 02 min (182 min, extended version)

Regia: Zack Snyder

Sceneggiatura: Chris Terrio, David S. Goyer

Montaggio: David Brenner

Dop: Larry Fong

Musiche: Hans Zimmer, Junkie XL

Attori: Henry Cavill, Ben Affleck, Jesse Eisenberg, Amy Adams, Diane Lane, Laurence Fishburne, Jeremy Irons, Holly Hunter, Gal Gadot

Trama di Batman V Superman

Se Dio è onnipotente non può essere solo bontà… e se è solo bontà allora non può essere onnipotente.

CIT. LEX LUTHOR (JESSE EISENBERG)

Superman (Henry Cavill) ha salvato il mondo dalle folli aspirazioni del generale Zod (Michael Shannon), ma se ormai i più lo considerano un eroe, gente come il magnate Lex Luthor (Jesse Eisenberg macchietta irritante) vede in lui una minaccia, spingendo il Senato a interrogarsi sulla sua possibile pericolosità.

Tra i detrattori dell’Uomo d’Acciaio vi è anche il miliardario Bruce Wayne (un legnoso e imbolsito Ben Affleck), che di notte veste i panni del violento vigilante Batman per trovare un modo con cui fermare l’avversario prima che possa divenire un pericolo…

Recensione di Batman V Superman

C’è stato un tempo incontaminato, un tempo precedente. Esisteva la perfezione, l’assoluto adamantino. Come precipitano le cose. Le cose sulla Terra. E ciò che cade… è caduto. Nel sogno, mi portavano verso la luce. Una splendida bugia.

CIT, BRUCE WAYNE (BEN AFFLECK)

Dopo la chiusura imperfetta ma monumentale della trilogia nolaniana su Batman, ecco che Zack Snyder, il regista più richiesto per girare pellicole visivamente simili alle opere a fumetti da cui sono tratte (suo il poderoso e godibile 300 ma anche il discutibile Watchmen), coinvolge ancora una volta in un live action il Pipistrello di Gotham creato da Bob Kane negli anni Quaranta, mettendolo al servizio di un film lunghissimo e ambizioso, con alcuni momenti di valore inversamente proporzionali ai suoi pasticci di sceneggiatura.

Batman v Superman – Dawn of Justice è un film ambizioso non solo perché è un’espansione diretta di quel Man of Steel che tanto ha diviso critica e pubblico (e del quale riprende alcuni concetti filosofici già a partire dal prologo), ma anche perché è il lungometraggio che vuole gettare le basi per l’universo cinematico basato sui personaggi della DC Comics, in un’operazione molto simile a quella che sta compiendo la Marvel/Disney dal 2008 che prevede l’uscita di varie pellicole connesse tra loro attraverso personaggi o temi ricorrenti.

Per Dawn of Justice, Snyder ha provato a far convivere il miliardario mascherato e un alieno dai poteri divini in un universo coerente e privo di giunture, e per farlo ha attinto da Il ritorno del Cavaliere Oscurographic novel anni 80 dello stesso Frank Miller di 300 in cui Batman è un giustiziere invecchiato e particolarmente brutale mentre Superman è servo diretto di un sistema pieno di scheletri nell’armadio.

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Ben Affleck in Batman v Superman
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Henry Cavill in Batman v Superman

Analisi di Batman V Superman

I tuoi genitori ti avranno insegnato che sei importante… che sei qui per un motivo. I miei mi hanno insegnato un’altra lezione… morendo nei bassifondi senza alcun motivo. Mi hanno insegnato che il mondo ha senso solo… se lo costringi ad averlo.

CIT. BATMAN (BEN AFFLECK)

Non essendo una trasposizione ufficiale del fumetto di Miller, Batman v Superman ne prende le distanze, e la cosa si ripercuote anche sulla caratterizzazione dei personaggi. Diversamente dai fumetti canonici Batman è un vigilante divorato dall’odio che deturpa i criminali con un marchio a fuoco e non si tira indietro di fronte all’eliminazione fisica dell’avversario; Superman invece non è affatto integrato al potere, e anzi è convocato in Campidoglio per affrontare un processo pubblico in una scena particolarmente riuscita. Anche il conflitto tra i due eroi è molto diverso, con il Cavaliere Oscuro che rivendica le qualità morali e fisiche dell’umanità davanti a un’entità aliena onnipotente.

Alla presentazione di un nuovo brutale e paranoico Batman e della figura destabilizzante di Luthor, e all’approfondimento del racconto di un Superman che si interroga sulla propria natura si inserisce a forza la necessità tutta commerciale di introdurre la Justice League e la minaccia subliminale di un nemico più grande da combattere. Difficile tirare fuori qualcosa di buono da così tanta carne al fuoco, e infatti la pomposa e altisonante sceneggiatura di David S. Goyer e Chris Terrio è un agglomerato pasticciato di rozze incongruenze e buchi, di una durata spropositata e con personaggi poco interessanti che si esprimono per frasi fatte e compiono azioni illogiche (la soluzione con cui viene risolto lo scontro tra i due protagonisti è sconcertante).

Tutti i difetti di Man of Steel vengono qui riproposti con baldanza. A una prima parte “introspettiva” noiosa e molesta subentra l’action fracassone e distruttivo dell’ultimo atto, accentuato ancora una volta dalla mediocrità degli effetti speciali e dalla pochezza recitativa degli attori. Tuttavia la regia di Snyder, molto meno confusionaria che nel film precedente, si ricorda delle sue origini videoclippare e riusce a mettere in scena alcuni momenti spettacolari degni di rispetto.

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Gal Gadot in Batman v Superman
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Una scena di Batman v Superman

Tra gli aspetti positivi si può menzionare l’azzeccato casting di Gal Gadot come Wonder Woman; l’autoironia di Jeremy Irons nei panni di Alfred (il maggiordomo di Wayne); l’ottimo il lavoro dei compositori Hans Zimmer e Junkie XL e, come detto, l’efficacia di alcune scene d’azione. Il tutto però basta a fare di Batman v Superman l’erede di Il Cavaliere Oscuro decantato da molti? Ovviamente no, e non sono sufficienti neppure le mille allegorie e gli altrettanti discorsi alti, abbozzati malamente, a nasconderne le mancanze.

NOTE POSITIVE

  • Alcune scene spettacolari.
  • Le presenze di Gal Gadot e Jeremy Irons.
  • La colonna sonora.

NOTE NEGATIVE

  • Sceneggiatura pomposissima piena di buchi logici e incoerenze.
  • Recitazione mediocre del cast principale.
  • Effetti speciali.
  • Ritmo squilibrato.